Fallout 76

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Fallout 76
videogioco
Fallout 76 logo.png
Logo del gioco
PiattaformaMicrosoft Windows, Xbox One, PlayStation 4
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 14 novembre 2018
GenereAzione, massively multiplayer online
TemaPost-apocalittico, retro-futuristico
OrigineStati Uniti
SviluppoBethesda Game Studios
PubblicazioneBethesda Softworks
DirezioneTodd Howard
MusicheInon Zur
SerieFallout
Modalità di giocoMultigiocatore
Periferiche di inputGamepad, tastiera, DualShock 4
Motore graficoCreation Engine
SupportoBlu-ray Disc, DVD, download
Distribuzione digitaleXbox Live, PlayStation Network
Fascia di etàESRBM · PEGI: 18
Preceduto daFallout 4

Fallout 76 è un videogioco action-RPG del 2018, di tipo MMO, sviluppato da Bethesda Game Studios e pubblicato da Bethesda Softworks. Si tratta del prequel dell'intera serie Fallout. È uscito per Microsoft Windows, PlayStation 4 e Xbox One il 14 novembre 2018.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Fallout 76 è un gioco multiplayer online di Bethesda Game Studios.[1][2] Per poter giocare è richiesta una connessione costante ai server di gioco, tuttavia è possibile avanzare con la storia anche in singolo, tenendo però presente che non esistono NPC umani.[3][4] Todd Howard ha rivelato che, inizialmente, nel gioco saranno presenti soltanto server pubblici e, solo in un secondo momento, saranno introdotti dei server privati.[5] È ancora presente il sistema di combattimento S.P.A.V., un meccanismo introdotto per la prima volta in Fallout 3 che consentiva ai giocatori di bloccare virtualmente il tempo nel gioco ed attaccare il nemico, anche se in questo nuovo capitolo è stato rimosso il rallentamento temporale, sempre per via delle sue nuove meccaniche online. Anche Antonio può giocarci[6]

Il gioco è ambientato in un open world quattro volte più grande di quello di Fallout 4.[7] Il mondo, in cui il gioco è ambientato, è chiamato "Appalachia" e vi sono rappresentazioni di luoghi reali della Virginia Occidentale, come il Campidoglio, il "The Greenbrier" (un luxury-resort situato vicino agli Allegani), il Woodburn Circle (un campus universitario), il New River Gorge Bridge (un ponte) e il Camden Park (un parco di divertimento).[8][9] Nel gioco saranno presenti nuovi e numerosi mostri mutanti, molti dei quali sono ispirati al folclore della Virginia Occidentale, come l'Uomo falena e il Mostro di Flatwoods.[10]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Fallout (serie).

Fallout 76 è un prequel dei precedenti giochi di Fallout. Esso è ambientato in una storia alternativa e si svolge nel 2102[11], venticinque anni dopo una guerra nucleare che ha devastato la Terra. Il personaggio del giocatore è un residente del Vault 76, un rifugio antiatomico costruito nel West Virginia per ospitare le migliori e più brillanti menti americane. Il personaggio del giocatore esce, per ultimo, dal Vault, durante il "Reclamation Day", per partecipare alla ricolonizzazione della Wasteland.[12]

Accoglienza e problemi al lancio[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco ha ricevuto recensioni generalmente negative. Sul sito Metacritic ha raggiunto un metascore di 55 su 100, basato su 26 recensioni, mentre la media di recensioni utenti è tra le più basse in assoluto sul sito per quanto riguarda la categoria videogiochi.

Al day one è stata pubblicata una patch di dimensioni superiori a quelle del gioco stesso, mentre la seconda patch pesava quanto il gioco, questo perché il titolo alla sua uscita era affetto da problemi di natura tecnica piuttosto gravi come crash, bug, glitch, cali di frame e instabilità di server su tutte le piattaforme.[13]

Il gioco è stato criticato, oltre che per i bug, anche per la ridotta possibilità di interazione con l'ambiente e gli altri utenti, la quasi totale mancanza di NPC (composta da pochi robot), una lore abbastanza forzata, l'intelligenza artificiale scadente e il motore grafico estremamente datato. In aggiunta a tutto ciò, la Collector's Edition avrebbe dovuto contenere, fra i vari oggetti, una borsa di tela, ma questa è stata data solo ad alcuni influencer e a una parte della stampa: tutti gli altri invece hanno ricevuto una borsa di nylon di qualità inferiore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ gameslice, YouTube Live at E3 2018: Monday with Ninja, Marshmello, PlayStation, Ubisoft, Todd Howard, 11 giugno 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  2. ^ Bethesda confirms ‘Fallout 76 is entirely online’, in Polygon. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  3. ^ Fallout 76 is an online-only survival game coming out on November 14th, 2018, in The Verge. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  4. ^ (EN) Tamoor Hussain, E3 2018: Fallout 76 Release Date And Everything We Know About Bethesda's New Online Game, su GameSpot, 11 giugno 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  5. ^ (EN) Fallout 76 private servers will have mod support, eventually, su PCGamesN. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  6. ^ (EN) Fallout 76 has a real-time VATS system, su PCGamesN. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  7. ^ (EN) 'Fallout 76' is an Online-Only 'Soft-Core' Survival Game Due in November | Digital Trends, in Digital Trends, 10 giugno 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  8. ^ (EN) Fallout 76's map is called Appalachia, Bethesda confirms, in pcgamer. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  9. ^ Tracking the real-world locations of Fallout 76 hints at a massive game, in Polygon. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  10. ^ Fans think West Virginia urban legend Mothman is in Fallout 76, in The Verge. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  11. ^ Jody Macgregor, Major events in the Fallout timeline, in PC Gamer, 28 luglio 2018. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2018).
  12. ^ Tom Marks, Fallout 76: The History Of Vault 76 And What It Means For Fallout 76, in IGN, 31 maggio 2018. URL consultato l'11 giugno 2018 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2018).
  13. ^ Thomas Morgan, Fallout 76: abbiamo testato la patch da 47GB di su tutte le console - analisi comparativa, su Eurogamer.it, 24 novembre 2018. URL consultato il 6 dicembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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