Extremely Large Telescope

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Extremely Large Telescope
The E-ELT.jpg
Raffigurazione artistica del telescopio E-ELT
EnteESO
StatoCile Cile
LocalizzazioneCerro Armazones
Coordinate24°35′35.8″S 70°11′49.8″W / 24.593278°S 70.197167°W-24.593278; -70.197167Coordinate: 24°35′35.8″S 70°11′49.8″W / 24.593278°S 70.197167°W-24.593278; -70.197167
Altitudine3 046 m s.l.m.
ClimaDesertico
Costruito nel2014
Prima luce nel2025
Caratteristiche tecniche
TipoRiflettore
Lunghezza d'ondaVisibile, infrarosso
Diametro primario39,3 m
Diametro secondario4,09 m
Diametro terziario3,75 m
Risoluzione angolareda 0,001 a 0,65 secondi d'arco a seconda dello strumento
Area978
Distanza focale34,5 m
SpecchioMultispecchio composito
MontaturaNasmyth
CupolaClassica
Sito ufficiale

L'Extremely Large Telescope (ELT), denominato in fase progettuale sino al 2017[1] European-Extremely Large Telescope (E-ELT) è un telescopio estremamente grande, progettato per essere il telescopio ottico di prossima generazione dello European Southern Observatory, con un diametro dello specchio primario di 39 metri.

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Struttura del telescopio

ELT è entrato nella fase di progettazione dopo che uno studio di fattibilità per un telescopio di 100 m di diametro, noto come Overwhelmingly Large Telescope, ha avuto esito negativo, sia per l'eccessiva complessità, sia per il costo molto elevato.

La tecnologia disponibile per la fabbricazione degli specchi pone un limite, intorno agli 8 metri di diametro, per quelli costituiti da un singolo pezzo. I prossimi telescopi di grandi dimensioni, come il Gran Telescopio Canarias ed il Southern African Large Telescope, prevedono un fitto insieme di specchi esagonali per formare uno specchio composito di oltre 10 m di diametro. Gli ELT useranno lo stesso approccio. Inoltre gli ELT necessitano di sistemi di ottica adattiva in grado di compensare i disturbi della turbolenza atmosferica e rendere effettivo tutto il potenziale reso disponibile dal grande diametro. A gennaio 2018 sono stati prodotti i primi 6 dei 798 segmenti esagonali di cui sarà costituito lo specchio primario.[2]

Schema degli specchi nel telescopio[3]

Specchio primario[modifica | modifica wikitesto]

Specchio primario M1

Lo specchio primario è costituito da 798 segmenti del diametro di 1,45 m, portati a 931 con un set per manutenzioni, arrivando ad un diametro di 39 m e un'apertura centrale di 11,1 m. La sub-unità di ogni segmento pesa 365 kg compresi sensori e attuatori.[4]

Specchio secondario[modifica | modifica wikitesto]

Specchio secondario M2

A maggio 2017 è terminata la fusione dello specchio secondario avente un diametro di 4,2 metri e dal peso di 3,5 tonnellate. Lo specchio grezzo è stato ottenuto fondendo la vetroceramica Zerodur, ed è al momento della sua creazione ''il più grande specchio secondario mai implementato per un telescopio ed il più grande specchio convesso mai prodotto finora''.[5]

Specchio terziario[modifica | modifica wikitesto]

Specchio terziario M3

Lo specchio terziario ha una forma concava con diametro di 3,8 m, spessore di 10 cm e un foro di 7 cm. Consente la rifocalizzazione tra gli specchi M2 e M4.[4]

Quarto specchio[modifica | modifica wikitesto]

Specchio quaternario M4

Il quarto specchio ha una forma piatta di tipo attivo, con un diametro di 2,4 m e fino a 8 000 attuatori. Progettazione e realizzazione sono affidate tramite un contratto da €30 milioni al consorzio AdOptica in collaborazione con l'INAF.[4][6]

Quinto specchio[modifica | modifica wikitesto]

Specchio quinario M5

Il quinto specchio ha una forma ellittica di 2,1 x 2,6 m, è inclinato e ha lo scopo di compensare il movimento dell'immagine fino a qualche Hz.[4]

Scopi[modifica | modifica wikitesto]

L'E-ELT confrontato con un telescopio esistente dell'Osservatorio del Paranal

Il progetto ELT punta a osservare l'universo visibile a un livello di dettaglio anche superiore a quello fornito dal Telescopio Spaziale Hubble. Uno specchio di circa 39 metri consentirà anche lo studio dell'atmosfera dei pianeti extrasolari. Il progetto del sistema ottico a 5 specchi stima in circa 1.05 miliardi di Euro il costo di realizzazione ed operatività per il 2024.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione a ottobre 2018

Il 26 aprile 2010 l'ESO identificò il luogo di costruzione del telescopio in Cile, sulla montagna Cerro Armazones, nel Deserto di Atacama.[7] Nel giugno del 2014 iniziarono i lavori di sbancamento della vetta[8] mentre, nel maggio del 2017, si tenne la cerimonia della posa della prima pietra dell'edificio del telescopio.[9] La prima luce è prevista nel 2024.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmato dello specchio secondario che viene trasportato alla centrale di ricottura di SCHOTT a Mainz, in Germania.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]