Episodi de Il maresciallo Rocca (terza stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Il maresciallo Rocca.

La terza stagione de Il maresciallo Rocca, trasmessa con il titolo Il maresciallo Rocca 3, è costituita da quattro episodi ed è stata trasmessa in prima visione dal 4 marzo al 25 marzo 2001 su Rai 1[1].

Titolo Prima TV Italia
1 Un grido nella notte 4 marzo 2001
2 Il mistero dello scheletro 11 marzo 2001
3 Crudele destino 18 marzo 2001
4 L'ultima sfida 25 marzo 2001

Un grido nella notte[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mara, figlia di un noto ingegnere, viene rapita. Rocca indaga scontrandosi con la famiglia, decisa a pagare il riscatto. Alla fine il maresciallo scopre che il rapimento era stato organizzato dal marito della donna, il proprietario del noto mobilificio, insieme alla sua amante e migliore amica della vittima e al suo contabile (messo puntualmente a tacere), che poi l'ha subito uccisa. Il suocero, dopo il ritrovamento del corpo della figlia, perde la testa e uccide il genero con un colpo di pistola sotto gli occhi di Rocca. L'episodio si conclude con il matrimonio di Giacomo con Antonella, la figlia dei Massimini.

Il mistero dello scheletro[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Rocca assiste all'esibizione della banda dell'Arma dei Carabinieri a Roma, uno scheletro viene ritrovato in un casale nelle campagne viterbesi. Nel frattempo, alla stazione arriva un nuovo aggiunto: Andrea Fait, fratello gemello di Antonio, il carabiniere assassinato cinque anni prima da una banda di trafficanti di droga (perché voleva vendicare la sua fidanzata aggredita brutalmente, perdendo anche un figlio che aspettava). Rocca scopre che lo scheletro è di un giovane militare, che è stato ucciso in un pestaggio da parte di alcuni suoi compagni di corso, di cui voleva denunciare episodi di nonnismo, che avevano portato un commilitone al suicidio. Il maresciallo scopre anche che uno dei due principali responsabili del pestaggio mortale è da poco rimasto vittima di un incidente stradale. L'ex soldato, insieme alla sorella (poi uccisa misteriosamente nel parcheggio di una discoteca, nonostante un sopralluogo degli uomini di Rocca) era il proprietario del casale nel cui terreno è stato ritrovato lo scheletro. Sua era stata infatti l'idea di seppellire il soldato ucciso in quel terreno. L'altro complice, nel frattempo è diventato istruttore di nuoto e ha sposato una sua collega nuotatrice, all'epoca compagna della vittima, dopo averle fatto credere che il giovane l'avesse lasciata. Rocca lo individua proprio mentre tenta di affogare la moglie nella piscina in cui i due tenevano le lezioni, avendo lei scoperto ogni cosa sull'omicidio del suo fidanzato di allora. La donna viene salvata appena in tempo, ma il marito riesce a fuggire, rifugiandosi in una scuola materna, dove prende in ostaggio i piccoli alunni insieme alla loro insegnante. Tra i bambini, ignari del pericolo, c'è proprio Tommy, figlio adottivo del maresciallo Rocca, che sopraggiunge subito dopo insieme ai colleghi e al capitano De Santis. La scuola viene circondata, ma l'uomo non si convince ad arrendersi neppure dopo l'appello della moglie, che aveva appena tentato di uccidere, e chiede ai carabinieri un'auto per fuggire. I carabinieri acconsentono, ma il malvivente, dopo aver appreso per puro caso che Tommy è figlio di Rocca, tenta di prendere il piccolo in ostaggio, per coprirsi la fuga. A questo punto la vicenda viene risolta inaspettatamente dal padre naturale di Tommy, Vito Maglione: questi, sebbene stesse ricattando Margherita, chiedendole grosse somme di denaro in cambio della rinuncia a reclamare il bambino, in un impeto di istinto paterno, si avventa contro il criminale per impedire che porti via Tommy. Nella colluttazione ha la peggio e riceve un colpo di pistola, rischiando di essere ucciso, ma il suo intervento è decisivo per consentire l'irruzione dei reparti speciali dei carabinieri, che bloccano il malvivente e liberano Tommy insieme a tutti gli altri ostaggi. Rocca può finalmente riabbracciare il figlio adottivo, e a Maglione, ferito, ma non mortalmente, dice di non sapere se arrestarlo o dargli una medaglia. Maglione assicura a Rocca di voler rinunciare ad ogni pretesa sul bambino, essendosi reso conto che Tommy si trova ormai in buone mani.

Crudele destino[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'esplosione dell'auto del maresciallo, con all'interno Margherita, davanti alla stazione dei Carabinieri

Il Maresciallo Rocca si trova a dover fronteggiare un'associazione mafiosa che, dalla sua base sulle coste pugliesi, gestisce un traffico d'immigrazione clandestina dall'Albania. L'episodio si apre con il viaggio di una giovane donna e di una bambina di pochi anni su un gommone. A un certo punto, uno dei due uomini sul gommone prende una pistola e si sentono degli spari. Inoltre, un ex membro di questa cosca, l'albanese Vinas, è un protetto della polizia. Si scopre che le due migranti erano sua moglie e sua figlia. Quando Vinas viene a sapere della loro morte, assetato di vendetta, si mette sulle tracce dei suoi ex "colleghi" del clan, coinvolgendo anche una prostituta, Raina, che verrà uccisa. I due componenti del gruppo mafioso che hanno ingannato Vinas (uccidendo sua moglie e sua figlia dopo avergli fatto credere di volerle aiutare a emigrare), verranno uccisi, uno da Vinas e uno dagli altri membri del clan, servitisi di lui come esca per tendere una trappola a Vinas. Questi, trovato il cadavere, si accorge troppo tardi di essere caduto in trappola e viene ucciso poco dopo. A questo punto, il capo dell'organizzazione, lo spietato boss Rocco Cafiero, vedendo nei notiziari televisivi che il maresciallo è diventato troppo pericoloso per il clan, mette in atto un terribile piano. Frattanto Margherita, gelosa della dottoressa Ascari (magistrato inquirente che, nonostante i primi contrasti, inizia a manifestare una certa simpatia per Rocca), in seguito a un malinteso pianta in asso il marito per andare a vivere con Tommy in casa della cugina. Dopo breve tempo, avrà comunque luogo la riappacificazione tra i due. Il maresciallo Rocca, allora, per poter stare un po' di tempo con la moglie e farla tornare felice, decide di organizzare il viaggio di nozze che non avevano potuto avere. Margherita vorrebbe usare la sua auto, ma il maresciallo decide di prendere la propria, che si guasterà il giorno stesso della partenza, costringendo la coppia a ritardare il viaggio. Nel frattempo, sulla scena di un omicidio (quella della compagna della donna uccisa da Toros, uno dei membri del clan nel frattempo arrestato), che si verifica il giorno stesso della partenza, viene mandato Rocca, che troverà un biglietto con il testo: "Per il maresciallo Rocca". A questo punto, il maresciallo non potrebbe più partire e, molto a malincuore, si appresta a comunicarlo alla moglie. Il meccanico dell'officina dove Rocca ha portato la sua auto per la riparazione posiziona l'auto nella piazza davanti alla stazione dei Carabinieri. Mentre Margherita sale in auto e manda Tommy a dire al maresciallo di sbrigarsi, il meccanico chiede a Rocca di poter denunciare un'intrusione nella sua officina. Allora il maresciallo gli chiede: "Cos'è stato rubato?" E il meccanico risponde: "Niente!". È a questo punto che Rocca, con Tommy ancora in braccio, capisce il significato del messaggio lasciato per lui. Mette giù il bambino e grida: "Margherita!!". Ma è troppo tardi. L'auto infatti esplode, uccidendo la donna sotto lo sguardo impotente del marito.

L'ultima sfida[modifica | modifica wikitesto]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sono passati tre mesi dalla morte di Margherita. Rocca non riesce a guardare avanti e non vuol saperne di riprendere il suo lavoro. La squadra del maresciallo è in crisi e uno dei suoi uomini, Andrea Fait, resta gravemente ferito durante un'operazione. Banti a questo punto scuote Rocca, attaccandolo, anche pesantemente, per aver deciso di smettere di lottare. Così Rocca, nonostante il grande dolore, si decide finalmente a rimettere la divisa. Ma la smania di stanare gli assassini della moglie lo porta a cadere nei falsi indizi che gli vengono gettati come esche dall'organizzazione criminale (che aveva già fatto uccidere in carcere Toros per evitare che parlasse) a cui dà la caccia, obbligando il capitano De Santis a sospenderlo dal servizio. Rocca non demorde e, seguendo la pista dell'anziana vicina di casa del defunto Vinas aiutato da Cacciapuoti e dai suoi uomini, riesce a risalire al covo della banda di Cafiero in Puglia, forse Otranto, località nota per gli sbarchi di clandestini in Puglia provenienti dai Balcani. Si reca allora sul posto da solo, a rischio della propria vita. Ma Cacciapuoti, fin troppo affezionato al suo superiore ed amico, informa il procuratore Mannino (Mattia Sbragia) e il Capitano De Santis (Alberto Molinari) delle sue intenzioni. Così Rocca trova sul posto le forze dell'ordine pronte ad intervenire, ivi compreso il futuro genero Marco, trasferito precedentemente in Puglia. La banda di criminali viene totalmente sgominata, ma durante l'operazione Rocca rimane gravemente ferito. Sarà l'amore del piccolo Tommy a dargli la forza di uscire dal coma. L'episodio si conclude con Rocca che viene premiato da Mannino con un encomio solenne in una cerimonia ufficiale, per aver debellato la pericolosa organizzazione criminale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teche Rai, su teche.rai.it. URL consultato il 3 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2009).
  2. ^ a b c d http://www.proveperunsito.it/maresciallo/episodi3.htm

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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