Enrico Filippini

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Enrico Filippini (Locarno, 21 maggio 1932Roma, 21 luglio 1988) è stato un giornalista e traduttore svizzero-italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario della Vallemaggia, studiò a Milano, Berlino e Monaco. Si laureò con una tesi sui movimenti giovanili e le ideologie pedagogiche in Germania tra il 1890 e il 1930[1]. Dal 1959 al 1968 fu consulente letterario alla Feltrinelli, passando negli anni del terrorismo a Il Saggiatore e poi alla Bompiani. Trasferitosi a Roma nel 1976, collaborò per dodici anni con "La Repubblica", curando le pagine culturali. Una selezione dei quasi cinquecento articoli scritti per il quotidiano venne pubblicata da Einaudi, nel 1990, in una raccolta dal titolo La verità del gatto, con una introduzione di Umberto Eco.

Fu cofondatore del Gruppo 63 (suoi scritti sono su "Il Menabò" e "Marcatré").

Tradusse pensatori quali Edmund Husserl e Walter Benjamin e narratori di lingua tedesca quali Friedrich Dürrenmatt, Thomas Mann, Max Frisch e Günter Grass.

Oltre all'attività di giornalista e traduttore, Filippini scrisse alcuni racconti che riscossero notevole successo di critica e pubblico, pubblicati da Feltrinelli nel 1991 in un volume dal titolo L'ultimo viaggio. Collaborò inoltre con la RAI (tra l'altro al Berlin Alexanderplatz di Rainer Werner Fassbinder, e a programmi su Weimar, Simone Weil, George Orwell ecc.)

Nel 2003 è stata pubblicata Byron & Shelley: un'amicizia eterna, una sua sceneggiatura televisiva, che non fu mai portata sullo schermo.

Le sue carte sono conservate nella Biblioteca cantonale di Locarno.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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