Duomo di Montalbano Elicona

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Basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo
Basilica ME Veduta Piazza.JPG
Basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo
StatoItalia Italia
RegioneSicilia Sicilia
LocalitàMontalbano Elicona-Stemma.png Montalbano Elicona
ReligioneCristiana Cattolica di rito romano
TitolareMaria Assunta e San Nicola
Arcidiocesi Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Consacrazione1646 (basilica attuale)
Stile architettoniconormanno
Inizio costruzione1646 (basilica attuale)
Completamento1646

Il duomo di Montalbano Elicona o duomo di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo, nome completo basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo, sorge in piazza Duomo e il prospetto principale si affaccia su piazza Duomo. È chiesa madre o matrice, la più grande tra le chiese di Montalbano Elicona. Appartenente all'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, vicariato di Montalbano Elicona sotto il patrocinio del Sacro Cuore, arcipretura di Montalbano Elicona, parrocchia di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo.[1]

Cenni al culto[modifica | modifica wikitesto]

La statua di San Nicola di Giacomo Gagini
Il Crocifisso nell'omonima Cappella centrale della navata sinistra
Il pulpito
Il ciborio dell'Altare Maggiore

Importantissimo è il culto che molte città in Sicilia tributano alla Vergine Maria che trova fondamento sul rapporto epistolare tra l'Ambasceria del Senato Messinese e Maria Madre di Gesù Cristo, Madre di Dio, Madre della Chiesa secondo il dogma Theotókos formulato dal Concilio di Efeso riaffermando alcuni principi del Concilio di Nicea. Legame rafforzato dall'opera evangelizzatrice degli Apostoli, San Paolo in prima persona. In tutte le accezioni la Vergine Maria è Patrona delle principali città dell'isola, Patrona Principale del Regno delle Due Sicilie ed attuale Patrona della Sicilia, a lei sono dedicate la maggior parte delle Cattedrali e i principali edifici di culto.

Il culto di San Nicola, introdotto dai Basiliani di rito greco in epoca greco-bizantina è comune in molti centri del comprensorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca normanno - sveva[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del luogo di culto risalgono al IX - X secolo, costruzione ad unica navata e con diverso orientamento dedicata agli Santi Apostoli Pietro e Paolo, la cui edificazione è strettamente legata alle vicende del Castello di Montalbano Elicona. Con la parziale demolizione della primitiva rocca romana sulla quale si sono sedimentate le successive fortificazioni d'impronta bizantina, araba e successivamente ingrandita dai Normanni, l'imperatore Federico II di Svevia impone un nuovo assetto politico e una diversa configurazione alla struttura urbanistica del centro Medievale. Alla primitiva “Cappella Reale”, identificabile come tricora o cuba di epoca bizantina, la Cappella Palatina della Santissima Trinità, corrisponde al di fuori delle mura di cinta, l'erigenda chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Epoca aragonese - spagnola[modifica | modifica wikitesto]

La prima documentazione scritta sulla chiesa di San Nicola risale al primo decennio del XIV secolo, tratta da Rationes Decimarum di quel periodo.

Edificio ricostruito e ingrandito nel 1646 affiancando alla navata centrale le due navate laterali, le operazioni di ricostruzione determinano la modifica dell'orientamento. Il ribaltamento dell'asse ha consentito la realizzazione di uno scenografico prospetto posto alla sommità di una bella scalinata che ne amplifica l'imponenza. Il campanile, realizzato tra il 1665 - 1673, ne ammorbidisce la severità delle forme con la sua merlatura.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Elevata a Basilica Minore da Papa Giovanni Paolo II nel 1997.[2]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Navata destra lato sud[modifica | modifica wikitesto]

La parete della navata laterale sinistra presenta mense murali adorne e sovrastate da tele di scuola siciliana.

  • Nella prima campata a destra è collocata l'iscrizione marmorea riproducente il testo della Bolla Pontificia di Papa Giovanni Paolo II decretante l'elevazione a Basilica minore. L'epigrafe della Bolla Pontificia recita in lingua latina:

«IOANNES – PAULUS – PP – II – AD PERPETUAM REI MEMORIAM – CLARIS TEMPLIS ARCHIDIOECESIS MESSANENSIS - LIPARENSIS - SANCTAE LUCIAE IURE MERITOQUE ACCENSENDA VIDETUR ECCLESIA BEATAE MARIAE VINGINIS IN CAELUM ASSUMPTAE, QUAE EXSTAT IN "MONTALBANO ELICONA", UBI ANNO MCCX EST AEDIFICATA, SAECULO XVII ITERUM RESTITUTA ET HOC QUOQUE TEMPORE INSTAURATA. QUAM QUIDEMCONSTAT NOTUM ESSE CENTRUM SPIRITUALIS VITAE, PRAESERTIM CULTUS SANCTAE CRUCIS AC MARIALIS NECNON OPERUM EVANGELIZATIONIS ET CARITATIS. QUAPROPTER, CUM VENERABILIS FRATER IGNATIUS CANNAVO’ ARCHIEPISCOPUS METROPOLITA MEMORATAE SEDIS, LITTERIS DIE XXX MENSIS DECEMBRIS SUPERIORE ANNO DATIS, ETIAM CLERI POPULIQUE SUI NOMINE POSTULAVERIT UT EANDEM ECCLESIAE TITULO HAC DIGNITATE BASILICAE MINORIS HONESTAREMUS, NOS, PATERNAE BENEVOLENTIAE DOCUMENTUM ISTIS DILECTIS SICILIAE FILII CUPIENTES PRAEBERE, EIUS PASTORIS PRECIBUS PERQUAM LIBENTER OBSECUNDANDUM ESSE PUTAMUS. RATIS IGITUR PLANE HABITIS IIS QUAE CONGREGATIO DE CULTU DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM, TRIBUTIS A NOBIS FACULTATIBUS, HAC IN RE EGIT, SUMMA APOSTOLICA POTESTATE, HARUM LITTERARUM VITUTE PERPETUUMQUE IN MODUM ECCLESIAM, QUAM DIXIMUS, AD BASILICAE MINORIS GRADUM DIGNITATEMQUE EVEHIMUS OMNIBUS FACTIS IURIBUS AC LITURGICIS CONCESSIONIBUS QUAE SACRIS AEDIBUS HOC NOMINE INSIGNITIS RITE COMPETUNT, IIS TAMEN SERVATIS QUAE SECUNDUM DECRETUM "DE TITULO BASILICAE MINORIS" DIE IX MENSIS NOVEMBRIS ANNO MCMLXXXXIX EDITUM, SERVANDA SUNT. HAS DENIQUE LITTERAS NUNC ET IN POSTERUM RATAS ESSE VOLUMUS CONTRARIIS QUIBUSLIBET REBUS NON OBSTANTIBUS. DATUM ROMAE, APUD SANCTUM PETRUM, SUB ANULO PISCATORIS, DIE XVI MENSIS MAII, ANNO MCMXCVII, PONTIFICATUS NOSTRI UNDEVICESIMO. – ANGELUS CARD. SODANOSECRETARIUS STATUS»

  • Seconda campata: Altare con quadro raffigurante la Vergine con Bambino e Santi.
  • Terza campata: Altare con quadro raffigurante la Trinità e Sante Siciliane. Con Santa Lucia, Sant'Agata e Santa Rosalia riconoscibili dagli elementi iconografici.
  • Quarta campata: Ingresso lato sud.
  • Quinta campata: Altare con quadro raffigurante la Vergine con Bambino, Santi e Anime Purganti.
  • Sesta campata: Altare con quadro raffigurante Santi.

Navata sinistra lato nord[modifica | modifica wikitesto]

La parete della navata laterale sinistra presenta altari con sopraelevazioni costituite da nicchie a vetri con statue di Santi. Gli altari sono formati da mense dagli elaborati paliotti marmorei con raffinati medaglioni centrali. Su ogni ripiano sono presenti tabernacoli di foggia diversa. Le sovraelevazioni dei primi tre altari coevi per realizzazione, simili nelle forme e nella fattura, sono costituite da lesene sormontate da timpani o frontoni ad archi spezzati simmetrici con fregio intermedio. Più antico, ricco, elaborato e sfarzoso si presenta l'altare dedicato a San Giuseppe.

«VETUSTUM HOC TEMPLUM - BREVI SPATIO XII SAEC. VERGENTE CONDITUM - PETRO ET PAOLO APOST. DICATUM - AMPLIUS PULCHRIUSQUE POSTEA SAEPE REFECTUM - SAEC. XVI DEINDE CURRENTE - DUPLICI CULUMNARUM ORDINE NOVOQUE ALTARI - E MARMORE EXSTRUCTIS - PLACIDUS DI FIORE V. CL. - DIVO NICOLAO EP. A MDCXLVI DICATUM VOLUIT - RECENS DENIQUE POST LONGAM OBLIVIONEM - D. NUS BENEDICTUS ROTELLA ARCHIPR. - APTIUS TANTI TEMPLI DECORI SATAGENS - CUM FIDELIUM TUM MAXIME SUIS IMPENSIS - ADFABRE INSTAURANDUM CURAVIT - E. V. IGNATIUS CANNAVO' ARCHIEP. ARCHIM. - IN HONOREM B. MARIAE IN CAELUM ADSUMPTAE - SOLEMNI RITU CONSECRAVIT - XVII KAL. SEPT. A. D. MCMXCII - CARM. CUCINOTTA SCR.»

  • Seconda campata: Altare dedicato alla Vergine con Bambino.
  • Terza campata: Altare dedicato a Sant'Antonio di Padova.
  • Quarta campata: Cappella del Santissimo Crocifisso. Nell'unica cappella mediana della navata sinistra, su una mensa con elaborato paliotto a tarsie marmoree e raffinato medaglione centrale, campeggia un Crocifisso ligneo dei primi anni del XVI secolo attribuito a scuola siciliana, bottega di Giovannello de li Matinati. Sulla sinistra è presente un'espressiva statua in cartapesta raffigurante la Madonna Addolorata.
  • Quinta campata: Altare dedicato al Sacro Cuore.
  • Varco con la sacrestia.
  • Sesta campata: Altare dedicato a San Giuseppe e Gesù Fanciullo.

Navata centrale[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto basilicale è a croce latina con ampia navata centrale con tetto a capriate, le pareti arricchite da fregi, rosoni e stucchi. Lungo le navate laterali a cinque arcate ciascuna, sono disposti cinque altari minori a sinistra, quattro altari e un ingresso laterale a destra.

Lo spazio interno è articolato in tre navate per mezzo di robusti pilastri sui quali si aprono grandi archi a tutto sesto. La navata centrale è arricchita da medaglioni in stucco raffiguranti personaggi biblici.

Il tetto è costituito da travature lignee intagliate e dipinte.

Transetto[modifica | modifica wikitesto]

  • La cappella posta nell'abside minore destra è dedicata a San Nicola. Il monumento del Santo Patrono in trono è stato realizzato da Giacomo Gagini nel 1587.[3] I quattro bassorilievi delle formelle poste alla base del seggio raffigurano eventi legati alla vita del Santo. La sopraelevazione che racchiude l'arcata è costituita da colonne ioniche alla base e finemente scolpite con motivi fitoformi, scanalate d'ordine dorico lungo lo sviluppo dell'altezza, con elaborati capitelli corinzi all'estremità superiori. Le colonne reggono un'articolata trabeazione con vari ordini di ricca modanatura, con particolari finemente dorati, figure antropomorfe ai lati e teste di putti alati sui contrafforti e nei pennacchi dell'arco. L'arcata sottende il seggio vescovile delimitato da colonnine e braccioli dove, assiso in atto benedicente, domina la figura di San Nicola. Stupendo il morbido drappeggio della casula che riproduce in modo molto realistico l'effetto damascato della trama e dell'ordito dei motivi floreali e fitoformi, posti in risalto con la preziosa doratura. Lo stesso dicasi per il risalto degli accessori e delle pietre preziose ornamentali, mediante apposita coloritura. Alle spalle della figura è posto un bassorilievo marmoreo raffigurante putti alati nell'atto di deporre sul capo di San Nicola la mitra vescovile.
  • La cappella posta nell'abside minore sinistra è dedicata al Santissimo Sacramento. La sopraelevazione collocata sulla mensa, un manufatto marmoreo ad edicola di stile gaginesco, reca due angeli ai lati del tabernacolo, bassorilievi inseriti in una prospettiva architettonica a sua volta delimitata da lesene con arabeschi in rilievo. Sulla ricca cornice chiude la prospettiva una lunetta raffigurante il Padre Eterno ritratto tra putti osannanti.

Altare maggiore[modifica | modifica wikitesto]

L'organo[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella parte bassa del campanile è collocata l'iscrizione marmorea riproducente il testo della committenza:

«D. O. M. - DOCTOR DON LEONARDO SACCONE ARCIPRETE DALL ANO 1645 INSINO AL 1673, E GIOVANNA SACCONE, E COSTANTINO HABBIAMO ERETTO QUESTO CAMPANILE A NOSTRE SPESE AD HONOR DI DIO, E DELLA BEATA VERGINE, DI SANTO NICOLO E DI TUTTI I SANTI IN REMISSIONE DE NOSTRI PECCATI»

La sagrestia[modifica | modifica wikitesto]

Arcipreti della basilica[modifica | modifica wikitesto]

L'arciprete è il decano fra i presbiteri di una parrocchia, responsabile per la corretta esecuzione dei doveri ecclesiastici e per lo stile di vita dei curati a lui sottoposti.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina 365, Abate Francesco Sacco, "Dizionario geografico del Regno di Sicilia", [1] Archiviato il 12 giugno 2018 in Internet Archive., Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1800
  2. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  3. ^ Pagina 305, Gioacchino di Marzo, "I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI; memorie storiche e documenti" [2], Conte Antonio Cavagna Sangiuliani di Gualdana Lazelada di Bereguardo, Volume I e II, Palermo, Stamperia del Giornale di Sicilia.

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