Dryosaurus

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Dryosaurus
Stato di conservazione: Fossile
D. lettowvorbecki.jpg
Scheletro di D. lettowvorbecki al Museum für Naturkunde, a Berlino
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Sauropsida
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Ornithopoda
Famiglia † Dryosauridae
Genere Dryosaurus
Marsh, 1878
Nomenclatura binomiale
† Dryosaurus altus
Marsh, 1878
Specie
  • D. altus,
    Marsh, 1878

Dryosaurus (il cui nome significa "lucertola quercia", in greco δρυς/drys che significa 'albero' o 'quercia' e σαυρος/sauros che significa 'lucertola', in riferimento al suo presunto habitat forestale e alla leggera somiglianza dei denti di questo animale con le foglie di tale albero) è un genere estinto di dinosauro ornithopode dryosauride vissuto nel Giurassico superiore, circa 155-145 milioni di anni fa, in Nord America e in Tanzania. Il genere contiene due specie: D. altus dal Nord America e D. lettowvorbecki dalla Tanzania. Originariamente anche il genere Valdosaurus era stato pensato come un sinonimo di Dryosaurus, ma fu poi classificato come una specie a parte.[1][2] Negli Stati Uniti è stato ritrovato all'interno della Formazione Morrison, ovvero in quegli strati che hanno restituito alla luce dinosauri famosissimi come il famoso Brontosaurus, l' Apatosaurus, il Diplodocus, lo Stegosaurus, l' Allosaurus, il Ceratosaurus e l' Ornitholestes. I resti scoperti in Tanzania (formazione di Tendaguru), invece, sono stati rinvenuti accanto ad una fauna molto simile tra cui Giraffatitan, Kentrosaurus e Veterupristisaurus.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione museale di D. altus, in Polonia

Il Dryosaurus era un tipico dinosauro erbivoro bipede, dal corpo allungato una lunga coda rigida, lunghe gambe muscolose da corridore, mentre le bracia anteriori erano tozze e corte dotate di cinque corte dita, il cranio era corto e semi-triangolari terminante con un piccolo becco. L'animale possedeva una lunghezza di 4,5 metri egli esemplari più grandi. Le dimensioni medie, comunque, si aggiravano intorno a i 3 - 3,5 metri di lunghezza, 1,40 di altezza al bacino e agli 80 chilogrammi di peso.[1]

Nonostante sia spesso raffigurato nell'atto di compiere veloci corse, questo dinosauro aveva infatti il femore più lungo della tibia, un tratto caratteristico degli animali camminatori. È interessante notare che anche un piccolo carnivoro snello vissuto nello stesso ambiente, Ornitholestes, possedeva queste caratteristiche. Probabilmente questi animali vivevano nelle foreste intricate, dove era particolarmente difficile affidarsi alla corsa. Forse Dryosaurus era un animale gregario, che viveva in branchi per proteggere i piccoli dai predatori.[2][3]

Il Dryosaurus aveva cinque dita in ciascuna "mano". Quando andava in cerca di cibo, probabilmente usava le mani per raccogliere le piante, allungando le robuste braccia per aggrapparsi ai rami di cui si nutriva. La coda, lunga e robusta, era probabilmente irrigidita e controbilanciava il resto del corpo durante la locomozione bipede. Il Dryosaurus non aveva denti nella parte anteriore della bocca e usava il suo becco osseo per tagliare le piante di cui si cibava. Si ipotizza che questo dinosauro avesse l'abitudine di accumulare i bocconi nelle tasche guanciali di cui sarebbe stato dotato, per poi triturarlo con i denti posteriori.[3]

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma che indica la posizione tassonomica di Dryosaurus

Il Dryosaurus è stato originariamente avvicinato agli hipsilofodontidi, ornitopodi primitivi, ma in realtà dimostra di essere più evoluto: innanzitutto le dimensioni maggiori e la struttura più massiccia mostrano una tendenza, classica degli ornitopodi, all'aumento della massa corporea come difesa nei confronti dei predatori. In secondo luogo, l'assenza del primo dito del piede è tra le caratteristiche che permettono di classificare il driosauro e i suoi stretti parenti (famiglia dei driosauridi) nel gruppo degli iguanodonti, grandi erbivori semibipedi che apparvero nel Giurassico ma raggiunsero la loro massima espansione nel Cretaceo. Accanto a Dryosaurus vivevano sia ornitopodi più primitivi (ad esempio Othnielia, simile agli ipsilofodontidi ma già più evoluto) sia ornitopodi anticipatori di forme successive (come Camptosaurus, antenato dell' Iguanodon).

Storia della scoperta[modifica | modifica wikitesto]

Scheletro di D. altus.

Nel 1876, il paleontologo Samuel Wendell Williston della Contea di Albany, Wyoming, scoprì dei resti di un piccolo euornithopode. Nel 1878, il professor Othniel Charles Marsh descrisse l'animale come Laosaurus e la specie Laosaurus altus. Il nome specifico altus, che in latino significa "alto", si riferisce al fatto che l'animale era ben più grande della specie Laosaurus celer.[4] Nel 1894, Marsh riclassificò l'animale come un genere a se stante, ribattezzandolo Dryosaurus.[5] Il nome generico significa letteralmente "lucertola quercia", dal greco δρυς/drys che significa 'albero' o 'quercia' e σαυρος/sauros che significa 'lucertola', in riferimento al suo presunto habitat forestale e alla leggera somiglianza dei denti di questo animale con le foglie di tale albero. Dopo essere stato ribattezzato come Dryosaurus la specie è stata cambiata in D. altus, divenendone la specie tipo.

Il olotipo, YPM 1876 , fu ritrovato in una strato superiore della Formazione Morrison, risalente al Titoniano. L'olotipo è composto da una scheletro parziale, comprendente un cranio piuttosto completo e avente la mandibola. Successivamente sono stati ritrovati altri fossili provenienti dal Wyoming, sempre della specie D. altus. Tra i più importanti vi sono i campioni: YPM 1884 che comprende la metà posteriore di uno scheletro; AMNH 834 composto da uno scheletro parziale, mancante del cranio e CM 1949 provvisto della metà posteriore dello scheletro, ritrovato nel 1905 da William H. Utterback. Nel 1922, nello Utah, Earl Douglass scoprì un nuovo esemplare di Dryosaurus in quello che è oggi il Dinosaur National Monument; l'esemplare di Douglass, CM 11340, era provvisto della metà anteriore dello scheletro di un individuo giovane; Altri esemplari noti sono il: CM 3392 composto da uno scheletro provvisto di cranio ma mancante di coda; CM 11337, uno scheletro parziale di un'esemplare giovanile e DNM 1016 composto solo da un'ileo sinistro.[6] Altri fossili sono stati ritrovati in Colorado. I paleontologi Lily Park, Moffat County, James Leroy Kay e Albert C. Lloyd scoprirono, nel 1955, un nuovo scheletro privo di testa e collo, mentre i paleontologi Malcolm Galton e James Alvin Jensen, nel 1973, descrissero il campione BYU ESM-171R, composto da alcune vertebre, dalla parte sinistra della mandibola, da una zampa anteriore sinistra e le zampe posteriori.[7] Nel 2010, Gregory S. Paul suggerì che il materiale rinvenuto nello Utah, possa rappresentare un'ulteriore nuova specie.[8]

La specie africana D. lettowvorbecki fu scoperta nel 1919, dal paleontologo tedesco Rudolf Virchow, in quella che oggi è la Formazione Tendaguru, in Tanzania. Originariamente questa specie era conosciuta come Dysalotosaurus lettowvorbecki, il cui nome generico, in greco antico, significava "lucertola imprendibile", mentre il nome specifico era in onore di un generale tedesco della Prima Guerra Mondiale. Questa specie si differenzia per la differente collocazione geografica e per una struttura anatomica più esile e propensa alla corsa.[1][9]

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione scheletrica di D. lettowvorbecki.

Dieta e dentatura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la diagnosi del curatore del museo John Foster, i denti del Dryosaurus erano caratterizzati da una "forte cresta mediana sulla superficie laterale."[10] Tale dentatura unita alle ridotte dimensioni dell'animale avrebbero permesso al Dryosaurus di cibarsi principalmente della bassa vegetazione che cresceva nelle antiche pianure alluvionali del Nord America e della Tanzania. Probabilmente il piccolo Dryosaurus si muoveva circospetto in piccoli gruppi mentre usavano le corte zampe per portare il cibo a portata di becco per poi tagliare le dure piante con il becco tagliente.[10]

Crescita e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il ritrovamento di un cucciolo di Dryosaurus all'interno del Dinosaur National Monument, nello Utah, ha confermato l'ipotesi che il Dryosaurus seguisse modelli di crescita simili a quelli degli altri vertebrati; in giovane età gli occhi dei cuccioli era sproporzionati rispetto al resto del cranio che era breve rispetto al resto del corpo.[10] Con la crescita dell'animale il cranio ed il resto del corpo crescevano ridimensionando gli occhi.[10] Si pensa che creature come il Dryosaurus fossero molto precoci raggiungendo la maturità sessale a soli dieci anni, avendo un modello di crescita indeterminata e tassi di crescita massimi paragonabile ad un grande canguro.[11]

Paleopatologie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, i paleontologi Florian Witzmann e Oliver Hampe del Museum für Naturkunde e colleghi, scoprirono alcune ossa della specie D. lettowvorbecki deformate, probabilmente causate da un'infezione virale simile alla malattia ossea di Paget. Questa è la più antica testimonianza di un'infezione virale nota alla scienza.[12]

Paleoecologia[modifica | modifica wikitesto]

In Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione grafica della gamba e dei denti di D. altus

L'olotipo di Dryosaurus, YPM 1876, fu scoperto in uno degli strati superiori della Formazione Morrison. Altri resti furono ritrovati anche nei pressi di Uravan, Colorado, dove sono stati rinvenuti centinaia di fossili appartenenti a D. altus ricostruendo gran parte della vita dell'animale. Questo zona è tradizionalmente datata all'Oxfordiano, Kimmeridgiano e ai primi del Titoniano, fasi del periodo Giurassico. Nel 1877, questa formazione divenne il campo di battaglia della famosa "Guerra delle Ossa", una rivalità su chi avrebbe trovato più ossa di dinosauro tra i due accademici Othniel Charles Marsh e Edward Drinker Cope. All'epoca del Dryosaurus l'habitat della formazione era un ambiente semi-arido, con sole due stagioni una delle piogge e una secca. Il bacino Morrison, in cui vivevano i dinosauri, si estendeva dal Nuovo Messico, per l'Alberta fino a Saskatchewan, e si formò quando i precursori della Front Range delle Montagne Rocciose iniziarono a spingere verso l'alto ad ovest. L'habitat comprendeva anche vari torrenti, fiumi e depositi paludosi, oltre che ad essere ricca di vaste pianure alluvionali prive di erba (che all'epoca non si era ancora evoluta), ma ricche di felci e alberi di ginko.[13]

Scheletro di D. altus (davanti) inseguito da un Ceratosaurus

La formazione Morrison possedeva una fauna erbivora dominata da giganteschi dinosauri sauropodi, come il Camarasaurus, Barosaurus, Diplodocus, Apatosaurus, Brachiosaurus e Brontosaurus. Altri dinosauri erbivori che vissero al fianco del Dryosaurus furono il Camptosaurus e lo Stegosaurus. Tra i predatori più voraci che potevano attentare alla vita del Dryosaurus vi erano il piccolo Ornitholestes che poteva predare gli esemplari più giovani e i giganteschi Allosaurus, Torvosaurus e Ceratosaurus che potevano facilmente uccidere un'esemplare adulto ingoiarlo intero. I predatori oggi costituiscono il 70-75% dei fossili ritrovati nella formazione, con Allosaurus che era il più comune all'epoca.[14] Altri vertebrati che ha condiviso questo paleoambiente includevano i bivalvi, lumache, pesci, rane, salamandre, tartarughe, sphenodonti, lucertole, crocodylomorphi terrestri e acquatici e diverse specie di pterosauro. I primi mammiferi erano presenti in questa regione, come ad esempio il Fruitafossor. La flora del periodo era costituita da alghe verdi, funghi, muschi, equiseti, cycadi, ginkgo e diverse famiglie di conifere. Lungo i fiumi la vegetazione era ben più rigogliosa con felci arboree, felci terrestri e alberi come l'Araucaria e la conifera Brachyphyllum.[15]

Altri siti che hanno portato alla luce fossili di Dryosaurus, sono Bone Cabin Cave, la Red Fork del fiume Powder, in Wyoming e Lily Park in Colorado.[10]

In Tanzania[modifica | modifica wikitesto]

L'habitat della Tanzania, durante il Giurassico superiore era pressoché identico a quello della Formazione Morrison, con un clima semi-arido e un habitat rado composto solo da felci e radi alberi con piccole oasi che si intervallavano ai piedi di massicci rocciosi, in grandi valli alluvionali. Persino la fauna della Formazione Tendaguru era molto simile a quella della Formazione Morrison con analoghi africani a quelli americani: anche il Dryosaurus lettowvorbecki condivideva il suo habitat con giganteschi sauropodi come il Dicraeosaurus, il Barosaurus, Tornieria, Tendaguria e il gigantesco Giraffatitan. Gli unici ornitishi presenti nella formazione erano appunto il Dryosaurus e lo spinoso Kentrosaurus. Anche qui non mancavano grandi teropodi carnivori come il comune Ceratosaurus, Elaphrosaurus, l' Ostafrikasaurus e il misterioso Veterupristisaurus, che con le sue dimensioni probabilmente era il predatore dominante del suo habitat. Sono state ritrovate anche alcune ossa di vari pterosauri, tra cui il poco conosciuto Tendaguripterus.[13]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dinosauri nella cultura di massa § Dryosaurus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Tom R. Hübner and Oliver W. M. Rauhut, A juvenile skull of Dysalotosaurus lettowvorbecki (Ornithischia: Iguanodontia), and implications for cranial ontogeny, phylogeny, and taxonomy in ornithopod dinosaurs, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 160, nº 2, 2010, pp. 366–396, DOI:10.1111/j.1096-3642.2010.00620.x.
  2. ^ a b McDonald AT, Kirkland JI, DeBlieux DD, Madsen SK, Cavin J, New Basal Iguanodonts from the Cedar Mountain Formation of Utah and the Evolution of Thumb-Spiked Dinosaurs, in Andrew Allen Farke (a cura di), PLoS ONE, vol. 5, nº 11, 2010, pp. e14075, DOI:10.1371/journal.pone.0014075, PMC 2989904, PMID 21124919.
  3. ^ a b c Galton, P.M., 1977. "The Upper Jurassic dinosaur Dryosaurus and a Laurasia-Gondwana connection in the Upper Jurassic", Nature 268(5617): 230-232
  4. ^ O.C. Marsh, 1878, "Principal characters of American Jurassic dinosaurs. Part I", American Journal of Science and Arts 16: 411-416
  5. ^ O.C. Marsh, 1894, "The typical Ornithopoda of the American Jurassic", American Journal of Science, series 3 48: 85-90
  6. ^ Gilmore C.W., 1925, "Osteology of ornithopodous dinosaurs from the Dinosaur National Monument, Utah. Camptosaurus medius, Dryosaurus altus, Laosaurus gracilis", Memoirs of the Carnegie Museum 10: 385-409
  7. ^ Galton, P.M. & Jensen, J.A., 1973, "Small bones of the hypsilophodontid dinosaur Dryoraurus altus from the Upper Jurassic of Colorado", Great Basin Nature, 33: 129-132
  8. ^ Paul, G.S., 2010, The Princeton Field Guide to Dinosaurs, Princeton University Press p. 281
  9. ^ McDonald AT, Kirkland JI, DeBlieux DD, Madsen SK, Cavin J, New Basal Iguanodonts from the Cedar Mountain Formation of Utah and the Evolution of Thumb-Spiked Dinosaurs, in PLoS ONE, vol. 5, nº 11, 2010, pp. e14075, DOI:10.1371/journal.pone.0014075, PMC 2989904, PMID 21124919.
  10. ^ a b c d e "Dryosaurus altus," Foster (2007) pp. 218-219.
  11. ^ T. R. Hübner, Bone Histology in Dysalotosaurus lettowvorbecki (Ornithischia: Iguanodontia) – Variation, Growth, and Implications, in Vincent Laudet (a cura di), PLoS ONE, vol. 7, nº 1, 2012, pp. e29958, DOI:10.1371/journal.pone.0029958, PMC 3253128, PMID 22238683.
  12. ^ Witzmann, F., Claeson, K.M., Hampe, O., Wieder, F., Hilger, A., Manke, I., Niederhagen, M., Rothschild, B.M. & Asbach, P. 2011. "Paget disease of bone in a Jurassic dinosaur". Current Biology 21(17) R647-R648 (13 September 2011) DOI10.1016/j.cub.2011.08.006 biology/pdf/PIIS0960982211008815.pdf?intermediate=true
  13. ^ a b Dale A. Russell, An Odyssey in Time: Dinosaurs of North America, Minocqua, Wisconsin, NorthWord Press, 1989, pp. 64–70, ISBN 978-1-55971-038-1.
  14. ^ John R. Foster, Paleoecological Analysis of the Vertebrate Fauna of the Morrison Formation (Upper Jurassic), Rocky Mountain Region, U.S.A., New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin, 23, Albuquerque, New Mexico, New Mexico Museum of Natural History and Science, 2003, p. 29.
  15. ^ Kenneth Carpenter, Biggest of the big: a critical re-evaluation of the mega-sauropod Amphicoelias fragillimus, in Foster, John R.; and Lucas, Spencer G. (eds.) (a cura di), Paleontology and Geology of the Upper Jurassic Morrison Formation, New Mexico Museum of Natural History and Science Bulletin, 36, Albuquerque, New Mexico, New Mexico Museum of Natural History and Science, 2006, pp. 131–138.

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