Dysalotosaurus

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Dysalotosaurus
D. lettowvorbecki.jpg
Scheletro di Dysalotosaurus, al Museum für Naturkunde, Berlino
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superordine Dinosauria
Ordine † Ornithischia
Sottordine † Ornithopoda
Famiglia † Dryosauridae
Genere Dysalotosaurus
Virchow, 1919
Nomenclatura binomiale
† Dysalotosaurus lettowvorbecki
Virchow, 1919

Dysalotosaurus (il cui nome significa "lucertola imprendibile") è un genere estinto di dinosauro ornithopode dryosauride vissuto nel Giurassico superiore, circa 152-151 milioni di anni fa (Kimmeridgiano-Titoniano), nella Formazione Tendaguru, in Tanzania, Africa. La specie tipo D. lettowvorbecki è stata nominata e descritta da Rudolf Virchow, nel 1919. Per lungo tempo è stato considerato un sinonimo del contemporaneo Dryosaurus, ma studi più recenti hanno rifiutare questa sinonimia.[1][2]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La specie africana D. lettowvorbecki fu scoperta nel 1919, dal paleontologo tedesco Rudolf Virchow, in quella che oggi è la Formazione Tendaguru, in Tanzania. Originariamente questa specie era conosciuta come Dysalotosaurus lettowvorbecki, il cui nome generico, in greco antico, significava "lucertola imprendibile", mentre il nome specifico era in onore di un generale tedesco della Prima Guerra Mondiale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I Dysalotosaurus era dinosauri molto precoci, che arrivavano alla maturità sessuale a dieci anni, avendo un modello di crescita indeterminato e tassi di crescita massimi paragonabili a quelli di un grande canguro.[3] Le dimensioni erano pressoché identiche a quelle di Dryosaurus, ma si differenziava da quest'ultimo per una struttura anatomica più esile e propensa alla corsa.[4]

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Paleopatologie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, i paleontologi Florian Witzmann e Oliver Hampe del Museum für Naturkunde e colleghi, scoprirono alcune ossa di Dysalotosaurus deformate, probabilmente causate da un'infezione virale simile alla malattia ossea di Paget. Questa è la più antica testimonianza di un'infezione virale nota alla scienza.[5]

Paleoecologia[modifica | modifica wikitesto]

Mandibola di Dysalotosaurus

L'habitat della Formazione Tendaguru, in Tanzania, durante il Giurassico superiore era pressoché identico a quello della Formazione Morrison, con un clima semi-arido e un habitat rado composto solo da felci e radi alberi con piccole oasi che si intervallavano ai piedi di massicci rocciosi, in grandi valli alluvionali. Persino la fauna della Formazione Tendaguru era molto simile a quella della Formazione Morrison con analoghi africani a quelli americani: il Dysalotosaurus era l'equivalente africano di Dryosaurus e condivideva il suo habitat con giganteschi sauropodi come il Dicraeosaurus, il Barosaurus, Tornieria, Tendaguria e il gigantesco Giraffatitan. Gli unici ornitishi presenti nella formazione erano appunto il Dysalotosaurus e lo spinoso Kentrosaurus. Anche qui non mancavano grandi teropodi carnivori come il comune Ceratosaurus, Elaphrosaurus, l'Ostafrikasaurus e il misterioso Veterupristisaurus, che con le sue dimensioni probabilmente era il predatore dominante del suo habitat. Sono state ritrovate anche alcune ossa di vari pterosauri, tra cui il poco conosciuto Tendaguripterus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tom R. Hübner e Oliver W. M. Rauhut, A juvenile skull of Dysalotosaurus lettowvorbecki (Ornithischia: Iguanodontia), and implications for cranial ontogeny, phylogeny, and taxonomy in ornithopod dinosaurs, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 160, nº 2, 2010, pp. 366–396, DOI:10.1111/j.1096-3642.2010.00620.x.
  2. ^ McDonald AT, Kirkland JI, DeBlieux DD, Madsen SK, Cavin J, New Basal Iguanodonts from the Cedar Mountain Formation of Utah and the Evolution of Thumb-Spiked Dinosaurs, in PLoS ONE, vol. 5, nº 11, 2010, pp. e14075, DOI:10.1371/journal.pone.0014075, PMC 2989904, PMID 21124919.
  3. ^ T. R. Hübner, Bone Histology in Dysalotosaurus lettowvorbecki (Ornithischia: Iguanodontia) – Variation, Growth, and Implications, in Vincent Laudet (a cura di), PLoS ONE, vol. 7, nº 1, 2012, pp. e29958, DOI:10.1371/journal.pone.0029958, PMC 3253128, PMID 22238683.
  4. ^ McDonald AT, Kirkland JI, DeBlieux DD, Madsen SK, Cavin J, New Basal Iguanodonts from the Cedar Mountain Formation of Utah and the Evolution of Thumb-Spiked Dinosaurs, in PLoS ONE, vol. 5, nº 11, 2010, pp. e14075, DOI:10.1371/journal.pone.0014075, PMC 2989904, PMID 21124919.
  5. ^ Witzmann, F., Claeson, K.M., Hampe, O., Wieder, F., Hilger, A., Manke, I., Niederhagen, M., Rothschild, B.M. & Asbach, P. 2011. "Paget disease of bone in a Jurassic dinosaur". Current Biology 21(17) R647-R648 (13 September 2011) DOI10.1016/j.cub.2011.08.006 biology/pdf/PIIS0960982211008815.pdf?intermediate=true[collegamento interrotto]

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