Diocesi di Namur

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Diocesi di Namur
Dioecesis Namurcensis
Chiesa latina
Cathédrale Saint-Aubain Namur 2005-03-12.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Malines-Bruxelles
  BisdomNamen.png
Vescovo Rémy Victor Vancottem
Ausiliari Pierre Warin
Sacerdoti 695 di cui 423 secolari e 272 regolari
817 battezzati per sacerdote
Religiosi 446 uomini, 536 donne
Diaconi 66 permanenti
Abitanti 751.000
Battezzati 568.000 (75,6% del totale)
Superficie 8.100 km² in Belgio
Parrocchie 743 (30 vicariati)
Erezione 12 maggio 1559
Rito romano
Cattedrale Sant'Albano
Santi patroni Albano da Magonza
(21 giugno)
Indirizzo 1 Rue de l'Évêché, B-5000 Namur, Belgique
Sito web www.diocesedenamur.be
Dati dall'Annuario Pontificio 2014 * *
Chiesa cattolica in Belgio
L'antico palazzo episcopale di Namur, confiscato durante la rivoluzione francese, è oggi sede della provincia di Namur.
L'abbazia benedettina dei Santi Pietro e Paolo a Saint-Hubert, fondata nel VII secolo.

La diocesi di Namur (in latino: Dioecesis Namurcensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles. Nel 2013 contava 568.000 battezzati su 751.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Rémy Victor Vancottem.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Namur è la più vasta, ma anche la meno popolata del Belgio. Comprende le province di Namur e di Lussemburgo, ed il suo territorio include alcuni dei posti più belli delle Ardenne e della valle della Mosa. Il relativo carattere rurale e turistico del territorio è quindi predominante.

Sede vescovile è la città di Namur, dove si trova la cattedrale di Sant'Albano. Nel territorio diocesano si trovano anche il santuario diocesano di Notre-Dame-de-Foy, e le basiliche minori di Notre Dame d'Orval, di Saint-Benoît di Maredsous, dei Santi Pietro e Paolo a Saint-Hubert, di San Materno (o di Notre-Dame) a Walcourt, e di Notre-Dame au Coeur d'Or a Beauraing. Inoltre la diocesi ospita anche l'abbazia di Chevetogne, importante centro di studi sull'ecumenismo nella Chiesa cattolica.

Il territorio diocesano si estende su 8.067 km² ed è articolato in otto regioni pastorali, trenta decanati e 743 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVI secolo, per meglio contrastare la riforma protestante, nonché per risolvere annose questioni di carattere politico e linguistico, i Paesi Bassi e i Paesi Bassi del Sud subirono una sostanziale modifica della geografia ecclesiastica, che era rimasta immutata fin dall'epoca carolingia. Con la bolla Super universas del 12 maggio 1559, papa Paolo IV riorganizzò le circoscrizioni ecclesiastiche della regione ed istituì quattordici nuove diocesi, tra cui la diocesi di Namur, resa suffraganea dell'arcidiocesi di Malines.

L'11 marzo 1561, con la bolla Ex iniuncto nobis, papa Pio IV definì i confini della nuova diocesi, stabilì la suddivisione in decanati con le rispettive parrocchie e assegnò la dotazione per il mantenimento del vescovo. La nuova diocesi fu ricavata in larga parte dal territorio della diocesi di Liegi ed in minima parte, una quindicina di parrocchie, dalla diocesi di Cambrai.[1]

Primo vescovo fu il domenicano Antoine Havet, che organizzò la nuova diocesi ed istituì il seminario diocesano nel 1569; l'odierno edificio, che accoglie gli studenti di teologia delle diocesi francofone del Belgio, fu edificato dal vescovo Jean Wachtendonck ed inaugurato nel 1656. Durante l'episcopato di Thomas de Strickland, tra il 1728 ed il 1732, fu costruito il nuovo palazzo episcopale, confiscato durante la rivoluzione francese e trasformato in sede per differenti amministrazioni pubbliche.

Il vescovo Paul de Berlo de Franc-Douaire dette avvio alla ricostruzione dell'antica cattedrale, edificata nell'XI secolo, ma divenuta troppo piccola per le esigenze di culto; la posa della prima pietra avvenne il 24 giugno 1751, e la consacrazione solenne della nuova cattedrale si celebrò il 20 settembre 1772 ad opera del vescovo Ferdinand-Marie de Lobkowitz.[2]

Inizialmente suffraganea di Cambrai, in seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 la diocesi di Namur divenne suffraganea di Malines. Con la medesima bolla, il territorio diocesano venne fatto coincidere con il dipartimento francese, oggi non più esistente, di Sambre-et-Meuse.

Il concordato fu contestato dal vicario capitolare Stevens, che da un rifugio segreto invitava il clero a disobbedire. Dopo l'elezione di un vescovo francese, alcuni sacerdoti si strinsero attorno a Stevens e si dissero stevenisti. Le dimissioni del vescovo nel 1803 non mutarono la situazione. Lo scisma durò fino al 1814.[3]

Con un decreto della Santa Sede del 30 luglio 1823[4], fu unito alla diocesi tutto il Lussemburgo[5], che prima apparteneva alla diocesi di Metz. Il 2 giugno 1840, con la proclamazione dell'indipendenza del granducato di Lussemburgo, la diocesi cedette quel territorio a vantaggio dell'erezione dei vicariato apostolico del Lussemburgo, oggi arcidiocesi. Con un altro decreto vaticano del 18 maggio 1842[6], che impose alcuni scambi di parrocchie fra le diocesi di Namur e di Liegi per far coincidere i loro territori con quelli delle province civili, la diocesi di Namur assunse quella fisionomia territoriale che conserva tutt'oggi.[7]

Dal 1866 il diritto di elezione del vescovo, in precedenza privilegio del capitolo della cattedrale, fu riservato al papa.[8]

Tra il 1932 ed il 1933, il villaggio di Beauraing fu interessato da apparizioni mariane, riconosciute ufficialmente dalla Santa Sede il 2 febbraio 1943.[9] La vergine di Beauraing, conosciuta con il nome di Notre-Dame au Coeur d'Or, ricevette la visita di papa Giovanni Paolo II nel 1985.

Durante la seconda guerra mondiale, alcuni preti della diocesi entrarono nella resistenza; qualcuno fu messo a morte, altri vennero condannati alla prigionia. Tra questi si distinsero Joseph André, riconosciuto come giusto tra le nazioni nel 1967, e Arthur Georges, morto nel campo di prigionia di Siegburg nel 1944.[10]

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Antoine Havet, O.P. † (10 marzo 1561 - 30 novembre 1578 deceduto)
  • François de Wallon-Capelle, O.F.M. † (11 gennaio 1580 - 17 febbraio 1592 deceduto)
  • Jean Dave † (20 dicembre 1593 - 3 marzo 1595 deceduto)
  • Jacques Blaes, O.F.M. † (14 aprile 1597 - 14 marzo 1601 nominato vescovo di Saint-Omer)
  • François Buisseret † (3 dicembre 1601 - 9 febbraio 1615 nominato arcivescovo di Cambrai)
  • Jean Dauvin † (16 settembre 1615 - 15 settembre 1629 deceduto)
  • Engelbert des Bois † (18 marzo 1630 - 15 agosto 1651 deceduto)
  • Jean Wachtendonck † (2 ottobre 1654 - 12 marzo 1668 nominato arcivescovo di Malines)
  • Ignaas-August van Grobbendonck-Schetz † (1º aprile 1669 - 13 novembre 1679 nominato vescovo di Gand)
  • Pierre Vandenperre † (7 ottobre 1680 - 7 settembre 1695 deceduto)
  • Ferdinand de Berlo de Brus † (11 novembre 1697 - 24 agosto 1725 deceduto)
  • Thomas John Francis de Strickland de Sizorghe † (20 gennaio 1727 - 14 gennaio 1740 deceduto)
  • Paul Godefroid de Berlo de Franc-Douaire † (5 dicembre 1740 - 19 gennaio 1771)
  • Ferdinand-Marie de Lobkowitz † (30 marzo 1772 - 20 settembre 1779 nominato vescovo di Gand)
  • Albert Louis de Lichtervelde † (20 marzo 1780 - 18 ottobre 1796 deceduto)
  • Claude de Bexon † (25 maggio 1802 - 15 settembre 1803 dimesso)
  • Charles-François-Joseph Pisani de la Gaude † (28 maggio 1804 - 23 febbraio 1826 deceduto)
  • Nicolas-Alexis Ondenard † (23 giugno 1828 - 25 marzo 1831 deceduto)
  • Jean Arnold Barret † (15 aprile 1833 - 31 luglio 1835 deceduto)
  • Nicolas-Joseph Dehesselle † (1º febbraio 1836 - 15 agosto 1865 deceduto)
  • Victor-Auguste-Isidore Dechamps, C.SS.R. † (25 settembre 1865 - 20 dicembre 1867 nominato arcivescovo di Malines)
  • Théodore-Joseph Gravez † (20 dicembre 1867 - 16 luglio 1883 deceduto)
  • Pierre-Lambert Goossens † (16 luglio 1883 succeduto - 24 marzo 1884 nominato arcivescovo di Malines)
  • Édouard-Joseph Belin † (27 marzo 1884 - 7 febbraio 1892 deceduto)
  • Jean-Baptiste Decrolière † (11 luglio 1892 - 5 settembre 1899 deceduto)
  • Thomas Louis Heylen, O.Praem. † (23 ottobre 1899 - 28 ottobre 1941 deceduto)
  • André Marie Charue † (12 dicembre 1941 - 24 giugno 1974 ritirato)
  • Robert-Joseph Mathen † (24 giugno 1974 succeduto - 7 febbraio 1991 dimesso)
  • André-Mutien Léonard (7 febbraio 1991 - 18 gennaio 2010 nominato arcivescovo di Malines-Bruxelles)
  • Rémy Victor Vancottem, dal 31 maggio 2010

Istituti religiosi presenti in diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, contavano case in diocesi le seguenti comunità religiose:[11]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 751.000 persone contava 568.000 battezzati, corrispondenti al 75,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 569.000 569.568 99,9 1.906 1.252 654 298 1.202 3.380 731
1970 596.057 602.987 98,9 1.550 1.078 472 384 1 919 2.553 738
1980 596.020 611.791 97,4 1.295 878 417 460 22 766 2.055 742
1990 580.000 642.324 90,3 1.002 661 341 578 36 666 1.533 742
1999 590.000 682.000 86,5 810 598 212 728 53 402 872 742
2000 590.000 682.000 86,5 805 593 212 732 52 403 872 742
2001 592.000 685.000 86,4 771 564 207 767 51 394 857 732
2002 550.000 695.000 79,1 842 570 272 653 55 452 857 742
2003 550.000 698.000 78,8 823 551 272 668 57 452 921 742
2004 550.000 700.000 78,6 804 532 272 684 58 448 921 742
2013 568.000 751.000 75,6 695 423 272 817 66 446 536 743

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ François Jacques, op. cit., pp. XV e XXII.
  2. ^ Dal sito web della cattedrale di Namur.
  3. ^ Catholic Encyclopedia.
  4. ^ De Namur à Luxembourg, 1559-2009.
  5. ^ Comprensivo di quelli che costituiranno successivamente la Provincia di Lussemburgo e il Granducato di Lussemburgo.
  6. ^ Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. VIII, col. 728.
  7. ^ Alcune leggeri modifiche territoriali furono introdotte ancora nel 1903 e nel 1977.
  8. ^ Catholic Encyclopedia.
  9. ^ Profezie per il terzo millennio. Le apparizioni e i messaggi di Beauraing.
  10. ^ Dal sito web della diocesi.
  11. ^ La vie religieuse. URL consultato il 12 ottobre 2013.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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