Demade

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Demade del demo di Peania (in greco antico Δημάδης, traslitterato in Demàdes; 380 a.C.Pella, 318 a.C.) è stato un oratore e politico ateniese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Demade inizialmente era un semplice marinaio, ma riuscì grazie alla sua eloquenza ad ottenere i primi impieghi nel governo di Atene. Fatto prigioniero da Filippo II di Macedonia durante la battaglia di Cheronea, nel 338 a.C. seppe conquistarsi la stima del re macedone grazie alla sua franchezza. Da quel momento divenne sostenitore della Macedonia, sia per convinzione, sia per puro interesse venale, e fece prevalere ad Atene delle proposte di legge più favorevoli per il partito filomacedone.

Avversario accanito di Demostene, propose il decreto che lo condannava a morte. In seguito, dopo aver tradito Antipatro in favore di Perdicca, fu condannato a morte da Cassandro, figlio di Antipatro.

Di lui ci resta solo un discorso, la cui autenticità non è dimostrata, reperibile nel tomo quarto degli Oratores greci di Johann Jakob Reiske.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie

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