Cultura dell'annullamento

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La cultura dell'annullamento o della cancellazione (in inglese cancel culture o call-out culture) è una forma moderna di ostracismo nella quale qualcuno viene estromesso da cerchie sociali o professionali - sia online sui social media, che nel mondo reale, o in entrambi.[1] Questa pratica è intesa come lo "smettere di dare supporto a una determinata persona"[2].

L'espressione cancel culture ha perlopiù connotati negativi e viene comunemente usata nei dibattiti sulla libertà d'espressione come tendenza estremizzante del politically correct.[3] Spesso si usa relativamente a figure pubbliche, ma anche aziende e film, dopo che hanno fatto o detto qualcosa considerato discutibile o offensivo, in forma di protesta e boicottaggio.[4][5][6][7][8]

Spesso la cancel culture si manifesta verso opere d'ingegno del passato, come libri e film, sentite portatrici di valori deprecati e talvolta offensivi, togliendole dal contesto in cui sono state ambientate o scritte.[9][10]

Il dibattito sulla cancel culture nel 2020[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la tragica morte di George Floyd - avvenuta il 25 maggio 2020 a seguito di un pestaggio della polizia di Minneapolis - si sono registrati (particolarmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito) numerosi episodi di iconoclastia volti a rimuovere statue o monumenti considerati simboli di un passato razzista e schiavista[11]. In controtendenza, il 7 luglio 2020 circa 150 intellettuali (tra cui Noam Chomsky, J.K. Rowling, Salman Rushdie, Margaret Atwood e Francis Fukuyama) hanno pubblicato su Harper's Magazine una lettera aperta (A Letter On Justice And Open Debate[12]) per lanciare un avvertimento sui pericoli di "una nuova serie di standard morali e schieramenti politici che tendono a indebolire il dibattito aperto in favore del conformismo ideologico". La lettera ha sollevato diverse critiche, soprattutto da sinistra[9], fra le quali un'altra lettera aperta dall'ironico titolo A More Specific Letter on Justice and Open Debate[13].

Il 27 dicembre 2020 un articolo sul Wall Street Journal[14] riportava alcuni casi di grandi classici letterari avversati dal movimento #DisruptTexts[15]: fra questi l'Odissea di Omero e La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne.

Il 31 dicembre 2020, il musicista australiano Nick Cave ha identificato la cancel culture come "opposto della pietà" e degenerazione del politicamente corretto, divenuto "la più infelice religione del mondo"[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) John McDermott, Those People We Tried to Cancel? They're All Hanging Out Together, su The New York Times, 2 novembre 2019. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  2. ^ (EN) What It Means to Get 'Canceled', su www.merriam-webster.com. URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato il 18 giugno 2020).
  3. ^ Che cosa è la cancel culture, al centro di un grande dibattito sulla libertà di espressione, su Il Riformista, 14 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  4. ^ (EN) What Does Cancel Culture Mean?, su dictionary.com. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  5. ^ (EN) Sophie Sills, Rape culture and social media: young critics and a feminist counterpublic, in Feminist Media Studies, vol. 16, n. 6, 23 marzo 2016, pp. 935–951, DOI:10.1080/14680777.2015.1137962.
  6. ^ (EN) Ealasaid Munro, Feminism: A Fourth Wave?, in Political Insight, vol. 4, n. 2, 23 agosto 2013, pp. 22–25, DOI:10.1111/2041-9066.12021. URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato il 10 dicembre 2019).
  7. ^ (EN) Sanam Yar, Tales From the Teenage Cancel Culture, su The New York Times, 31 ottobre 2019, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato il 1° giugno 2020).
  8. ^ (EN) Jonah Engel Bromwich, Everyone Is Canceled, su The New York Times, 28 giugno 2018, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 4 gennaio 2021=July 4, 2020 (archiviato il 13 agosto 2019).
  9. ^ a b Che cos'è davvero la cancel culture di cui avete letto in questi giorni, su Wired, 17 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  10. ^ (EN) Louisa Shepard, Cancel culture on the silver screen, su Penn Today, 23 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  11. ^ Nick Cave e gli altri: quando il politically correct è "la più infelice delle religioni", su L'HuffPost, 17 gennaio 2021. URL consultato il 17 gennaio 2021.
  12. ^ (EN) A Letter on Justice and Open Debate, su Harper's Magazine, 7 luglio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  13. ^ A More Specific Letter on Justice and Open Debate, su www.objectivejournalism.org. URL consultato il 7 gennaio 2021data=10 luglio 2020.
  14. ^ (EN) Meghan Cox Gurdon, Opinion | Even Homer Gets Mobbed, in Wall Street Journal, 27 dicembre 2020. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  15. ^ (EN) The Text Disrupters, su www.ascd.org. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  16. ^ www.spectator.co.uk, https://www.spectator.co.uk/article/why-cancel-culture-destroys-the-creative-soul. URL consultato il 17 gennaio 2021.
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