Cancel culture

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La locuzione cancel culture o call-out culture (dall'inglese cultura della cancellazione o cultura del boicottaggio) è usata per indicare una forma moderna di ostracismo nella quale qualcuno verrebbe estromesso da cerchie sociali o professionali - sia online sui social media, che nel mondo reale, o in entrambi.[1] Questa pratica è intesa come lo "smettere di dare supporto a una determinata persona"[2].

L’esistenza effettiva della cancel culture è criticata da diversi autori, che la ritengono un fenomeno inesistente, gonfiato e/o ininfluente. A sostegno di queste tesi, si afferma che ogni presunto “caso” di cancel culture possa essere considerato un caso del tutto ordinario di critica o applicazione di normali e legittime scelte editoriali. [3] [4] [5] [6]

L'espressione cancel culture ha infatti connotati per lo più negativi e viene comunemente usata nei dibattiti che sostengono presunte minacce alla libertà d'espressione in nome del politicamente corretto.[7]

Tra i casi che hanno fatto più clamore, vi è quello della biografia di Philip Roth scritta da Blake Bailey e inizialmente pubblicata dalla casa editrice W.W. Norton: quest'ultima, infatti, ha sospeso la vendita del libro a seguito di accuse di stupro rivolte all'autore, seppur questi non aveva ricevuto alcuna condanna giudiziaria al momento della sospensione. La casa editrice ha in seguito invitato Bailey a pubblicare con un altro editore[8]. Un caso, invece, ha coinvolto il fisico italiano Alessandro Strumia, che ha tentato di dimostrare, con l'ausilio dei dati, che le donne non sono generalmente ostacolate nella carriera accademica. Già solo per aver espresso questa opinione, che potrebbe anche essere sbagliata[9], ma che è stata presentata in modo documentato e che in seguito è stata approvata da una peer-review scientifica[10], il fisico è stato licenziato dal CERN e bollato da molti giornali come "sessista" e autore di frasi come "la fisica è solo per uomini"[11], dichiarazioni che Strumia ha considerato diffamazioni e contro le quali ha deciso di difendersi per vie legali[12]. Un altro episodio che ha fatto scalpore è quello accaduto alla Sorbona, in cui un gruppo di militanti antirazzisti ha impedito la rappresentazione delle Supplici di Eschilo[13]. All'interno delle università questa atmosfera di "oppressione ideologica" (o di legittima critica, secondo le opinioni) ha scatenato accesi dibattiti e prese di posizioni nette, anche da parte di istituzioni. In Inghilterra, ad esempio, il Gruppo Russell, composto da 24 delle più prestigiose università, ha dichiarato che prenderà tutte le misure per evitare che forme di cancel culture limitino la libertà di espressione[14]. In Germania è stata costituita una rete di 200 ricercatori e docenti per difendersi dagli "assalti" dei cancellatori[15]. Una lettera di 150 intellettuali a favore della libertà di espressione è stata pubblicata su Harper's Magazine[16]. Tra i suoi firmatari figurano anche Noam Chomsky, Margaret Atwood, J.K. Rowling, Francis Fukuyama e Salman Rushdie.

Spesso viene detto la cancel culture si manifesterebbe verso opere d'ingegno del passato, come libri e film, sentite portatrici di valori deprecati e talvolta offensivi, togliendole dal contesto in cui sono state ambientate o scritte,[17][18] oppure verso personaggi famosi storicamente apprezzati (tra cui Dr. Seuss, Winston Churchill, Eminem o Wolfgang Amadeus Mozart) attuando quindi un processo di revisionismo (storico, ideologico, ecc.). Ma anche in questi casi non sono riportati casi effettivi di censura o cancellazione di opere del passato, ma al massimo critiche, più o meno autorevoli.

Il dibattito sulla cancel culture nel 2020[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di George Floyd avvenuta il 25 maggio 2020, ucciso da un agente della polizia di Minneapolis, si sono registrati (particolarmente negli Stati Uniti e nel Regno Unito) numerosi episodi di iconoclastia volti a rimuovere statue o monumenti considerati simboli di un passato razzista e schiavista[19]. In controtendenza, il 7 luglio 2020 circa 150 intellettuali (tra cui Noam Chomsky, J.K. Rowling, Salman Rushdie, Margaret Atwood e Francis Fukuyama) hanno pubblicato su Harper's Magazine una lettera aperta (A Letter On Justice And Open Debate[20]) per lanciare un avvertimento sui pericoli di "una nuova serie di standard morali e schieramenti politici che tendono a indebolire il dibattito aperto in favore del conformismo ideologico". La lettera ha sollevato diverse critiche, soprattutto da sinistra[17], fra le quali un'altra lettera aperta dall'ironico titolo A More Specific Letter on Justice and Open Debate[21].

Il 27 dicembre 2020 un articolo sul Wall Street Journal[22] riportava alcuni casi di grandi classici letterari avversati dal movimento #DisruptTexts[23]: fra questi l'Odissea di Omero e La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne. Tuttavia, l'articolo è stato criticato dagli stessi sostenitori di #DisruptTexts, che lo hanno giudicato non veritiero [24], anche perché il movimento è contro qualsiasi tipo di censura[25].

Il 31 dicembre 2020, il musicista australiano Nick Cave ha identificato la cancel culture come "opposto della pietà" e degenerazione del politicamente corretto, divenuto "la più infelice religione del mondo"[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) John McDermott, Those People We Tried to Cancel? They're All Hanging Out Together, su The New York Times, 2 novembre 2019. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  2. ^ (EN) What It Means to Get 'Canceled', su www.merriam-webster.com. URL consultato il 4 gennaio 2021 (archiviato il 18 giugno 2020).
  3. ^ [1]
  4. ^ [2]
  5. ^ [3]
  6. ^ [4]
  7. ^ Che cosa è la cancel culture, al centro di un grande dibattito sulla libertà di espressione, su Il Riformista, 14 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  8. ^ W.W. Norton mette fuori stampa la biografia di Roth - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 28 aprile 2021. URL consultato il 9 maggio 2021.
  9. ^ Philip Ball, T. Benjamin Britton e Erin Hengel, Gender issues in fundamental physics: Strumia’s bibliometric analysis fails to account for key confounders and confuses correlation with causation, in Quantitative Science Studies, vol. 2, n. 1, 8 aprile 2021, pp. 263–272, DOI:10.1162/qss_a_00117. URL consultato il 9 maggio 2021.
  10. ^ Alessandro Strumia, Gender issues in fundamental physics: A bibliometric analysis, in Quantitative Science Studies, vol. 2, n. 1, 8 aprile 2021, pp. 225–253, DOI:10.1162/qss_a_00114. URL consultato il 9 maggio 2021.
  11. ^ Il Cern allontana Strumia, il fisico che disse "la fisica è roba da uomini", su la Repubblica, 7 marzo 2019. URL consultato il 9 maggio 2021.
  12. ^ (senza titolo), su alessandrostrumia.home.blog. URL consultato il 9 maggio 2021.
  13. ^ Hanno boicottato una tragedia di Eschilo perché sarebbe razzista, su Agi. URL consultato il 9 maggio 2021.
  14. ^ Eleanor Harding, Elite universities vow to fight cancel culture, su Mail Online, 22 aprile 2021. URL consultato il 9 maggio 2021.
  15. ^ “Basta con le intimidazioni morali all’università!” Intervista a Sandra Kostner, su Micromega, 16 marzo 2021. URL consultato il 9 maggio 2021.
  16. ^ (EN) A Letter on Justice and Open Debate, su Harper's Magazine, 7 luglio 2020. URL consultato il 9 maggio 2021.
  17. ^ a b Che cos'è davvero la cancel culture di cui avete letto in questi giorni, su Wired, 17 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  18. ^ (EN) Louisa Shepard, Cancel culture on the silver screen, su Penn Today, 23 luglio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2021.
  19. ^ Nick Cave e gli altri: quando il politically correct è "la più infelice delle religioni", su L'HuffPost, 17 gennaio 2021. URL consultato il 17 gennaio 2021.
  20. ^ (EN) A Letter on Justice and Open Debate, su Harper's Magazine, 7 luglio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  21. ^ A More Specific Letter on Justice and Open Debate, su www.objectivejournalism.org, 10 luglio 2020. URL consultato il 7 gennaio 2021.
  22. ^ (EN) Meghan Cox Gurdon, Opinion | Even Homer Gets Mobbed, in Wall Street Journal, 27 dicembre 2020. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  23. ^ (EN) The Text Disrupters, su www.ascd.org. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  24. ^ (EN) Greg R. Fishbone, No, a Massachusetts school has NOT banned Homer's Odyssey, su mythoversal.substack.com, 4 gennaio 2021.
  25. ^ (EN) What is #DisruptText?, su disrupttexts.org.
  26. ^ www.spectator.co.uk, https://www.spectator.co.uk/article/why-cancel-culture-destroys-the-creative-soul. URL consultato il 17 gennaio 2021.

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