Paralogismo

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Il paralogismo (dal latino paralogismus, a sua volta derivato dal greco antico παραλογισμός, composto di παρα- (para-), "contro", e λογισμός (logismós), "riflessione, ragionamento") è un ragionamento errato. Nell'uso il termine è considerato sinonimo di sofisma che significa anch'esso ragionamento fallace [1].

Differenza tra "paralogismo", "sofisma" e "antinomia"[modifica | modifica wikitesto]

Sofisma, col significato di argomentare capzioso, come «pseudo argomento filosofico», lo si ritrova già in Platone [2]. Secondo Aristotele non vi è identità di significato tra "paralogismo" dove l'errore è involontario, e "sofisma" che è sinonimo di "sillogismo eristico" [3] poiché vi è la volontà di ingannare l'interlocutore allo scopo di farlo aderire alla propria posizione secondo quanto era nell'uso dell'eristica sofistica che usava argomentazioni capziose e fallaci, apparentemente valide formalmente («che sembra[no] concludent[i] ma non lo [sono].» [4] ma fondate in realtà su errori logici formali o ambiguità linguistiche. [5]:

« Ora, invece, parliamo delle confutazioni sofistiche, cioè di quelle che "sembrano" essere confutazioni ma che, in realtà, piuttosto che confutazioni, costituiscono dei ragionamenti sbagliati (παραλογισμός)[6] »

Un ulteriore errore logico è quello dell' antinomia di cui Kant tratta [7] nella Critica della ragion pura e precisamente nella critica della "Cosmologia razionale" contenuta nella Dialettica trascendentale dove il filosofo tedesco intende motivare la necessità profonda che spinge l'uomo ad indagare - utilizzando ragionamenti fallaci - su argomenti che vanno oltre l'esperienza. L'antinomia è dunque un particolare tipo di ragionamento che indica la compresenza di due affermazioni contraddittorie, ciascuna delle quali in confronto all'altra potrebbe esser vera o falsa. In questa situazione non è ovviamente possibile applicare il principio di non-contraddizione. Kant è stato il primo ad applicare la parola "antinomia" nel linguaggio filosofico.[8]

Il "paralogismo trascendentale" secondo Kant[modifica | modifica wikitesto]

Prima di spiegare il concetto di paralogismo, Kant affronta il tema dei "ragionamenti dialettici della ragion pura" chiarendo che essa sembra offrirci «... l'idea per una dottrina trascendentale dell'anima (psychologia rationalis), per una scienza trascendentale del mondo (cosmologia rationalis), e infine per una conoscenza trascendentale di Dio (theologia trascendentalis).» ma in realtà i ragionamenti dialettici:

« ...sono ragionamenti, privi di qualsiasi premessa empirica, mediante i quali, muovendo da qualcosa che conosciamo, giungiamo a qualcos'altro, di cui non abbiamo un concetto e a cui tuttavia attribuiamo realtà oggettiva per effetto di un'inevitabile parvenza. Inferenze di questo genere, raffrontate al loro risultato, debbono quindi esser detti raziocinanti, anziché razionali; tuttavia esse possono portare anche questo nome, se si pon mente alla loro origine, che non è fittizia né casuale, ma ha radice nella natura della ragione. Si tratta di sofisticazioni dovute non già all'uomo, ma alla ragion pura stessa, di cui neppure il più accorto degli uomini è in grado di liberarsi; potrà magari, con grande sforzo, prevenire l'errore, ma non gli sarà possibile liberarsi una volta per sempre dalla parvenza che senza posa lo insidia e si prende gioco di lui. [9] »

Dopo aver definito, in tal modo, i "ragionamenti dialettici della ragione pura", chiarisce che "soltanto tre sono le specie di tali ragionamenti dialettici": il paralogismo, l'antinomia e l'ideale della ragione pura che nascono dalla formazione di "idee trascendentali" tali che cioè «non intrattengono alcun rapporto con un qualsiasi oggetto che possa esser dato in modo adeguato e questo appunto perché non si tratta che di idee» [10] che sono:

  • idea dell'anima: intesa come unificazione in una sola totalità di tutti i fenomeni relativi all'io;
  • idea del mondo (o cosmo): come unificazione in una totalità dei fenomeni della natura;
  • idea di Dio che tende a unificare in un'unica totalità assoluta e necessaria tutti gli oggetti del pensiero. [11]

A ciascuna di queste tre idee Kant associa una presunta scienza (ma in realtà una metafisica) che, procedendo erroneamente oltre il limiti del pensiero, giunge a conclusioni sbagliate. Così per l'idea dell'anima il paralogismo operato dalla "psicologia razionale" consiste nell'applicare la categoria di sostanza all'io penso rendendolo così una realtà eterna, spirituale, immortale. [12].

« ... muovendo dal concetto trascendentale del soggetto, privo di ogni molteplice, pervengo alla assoluta unità di questo soggetto stesso, di cui, così procedendo, non posseggo concetto di sorta. A questo ragionamento dialettico darò il nome di paralogismo trascendentale"[13] »

«A tutto ciò», scrive Kant, riferendosi alla psicologia razionale e al suo concetto di anima, «conducono quattro paralogismi, propri di una dottrina trascendentale dell’anima, che è falsamente ritenuta una scienza della ragion pura concernente la natura del nostro essere pensante[14].

Medicina[modifica | modifica wikitesto]

In medicina, particolari tipi di paralogismi sono sintomo di afasia, e più precisamente di schizofasia. La caratteristica di questi ragionamenti è una complicata sostituzione logico-semantica[15][16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abbagnano, Dizionario di filosofia, 1971, cit., ad vocem
  2. ^ Platone, Repubblica, VI, 495a
  3. ^ Aristotele, Topici, VIII, 11, 162a 16
  4. ^ Aristotele, Topici, VIII, 12, 162b 3-5
  5. ^ Guido Calogero, Paralogismo, Enciclopedia Italiana (1933)
  6. ^ Aristotele, (Περὶ σοφιστικῶν ἐλέγχων = Confutazioni sofistiche) 164a20-22, trad. it. In Organon, a cura di Maurizio Migliori, Milano, Bompiani 2016, p. 1685
  7. ^ Fonti primarie in S. Caramella, Commentari alla ragion pura, Palumbo, Palermo 1956 e C. Luporini, Spazio e materia in Kant, Sansoni, Firenze 1961
  8. ^ Guido Calogero, in Enciclopedia Treccani alla voce corrispondente.
  9. ^ Kant, Critica della Ragion pura, (B 397), Laterza, Roma-Bari 2000, libro II.
  10. ^ (Immanuel Kant, Critica della ragion pura, (A 336), Laterza, Roma-Bari 2000, pp. 254-255)
  11. ^ Maurizio Pancaldi, Maurizio Villani, La biblioteca filosofica: 100 grandi opere dall'antichità ai giorni nostri, Hepli Editore, 2015
  12. ^ Per l'idea del mondo quando i metafisici tentano di spiegarlo, cadono in procedimenti razionali errati (antinomie) contraddittori con sé stessi. Per l'idea di Dio il paralogismo è presente nelle tre dimostrazioni dell'esistenza di Dio basate non su argomentazioni empiriche ma su esigenze metafisiche (in I. Kant, Critica della ragion pura, Dialettica trascendentale, II, cap. II)
  13. ^ I. Kant, Critica della ragion pura, (B 398) a cura di P. Chiodi, Torino, Utet, 1967, pp. 330-331.
  14. ^ (A 345), Ibidem.
  15. ^ Studio sulla schizofasia, su scef.unime.it. URL consultato il 10 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2009).
  16. ^ Descrizione della schizofrenia, su psichiatria-online.it. URL consultato il 10 marzo 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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