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Woke (ideologia)

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Woke, letteralmente "sveglio", è un aggettivo della lingua inglese con il quale ci si riferisce allo "stare all'erta", "stare svegli" nei confronti di presunte ingiustizie sociali o razziali. La voce è entrata nei dizionari della lingua inglese nel 2017[1][2][3] attraverso il movimento attivista statunitense Black Lives Matter[3].

Woke è correlato a due sostantivi. Con il primo, wokeness, si intende il "non abbassare la guardia", sempre in riferimento a quanto scritto sopra, quindi indicherebbe uno stato di "consapevolezza", in particolare di fronte a problemi sociali come il razzismo e la disuguaglianza[4]. Il secondo è wokeism (italianizzato in wokismo[5][6][7][8]) che indica il comportamento e gli atteggiamenti sensibili alle ingiustizie sociali e politiche[9].

Penetrato nel linguaggio politico anche in Europa, Asia e America Latina, woke viene utilizzato principalmente da conservatori e libertariani per denigrare il politicamente corretto e l'ortodossia di sinistra[10].

Origine e uso del termine

Originariamente il termine era impiegato nell'inglese afro-americano vernacolare come sinonimo di awake ("sveglio")[11][10].

Il termine awake, tuttavia, viene tuttora utilizzato dagli oppositori dell'ideologia woke e politicamente corretta per distinguersi appunto dai sostenitori e portavoce di quest'ultima, da qui lo slogan "Awake, not woke". A partire dallo sviluppo del movimento per i diritti civili degli anni '60 del XX secolo, woke ha assunto un'accezione politica ed è strettamente collegato al mondo dei social justice warriors, e a causa di questo ha assunto anche un'accezione molto più negativa.

Alla diffusione del termine negli anni 10 del XXI secolo hanno concorso la canzone Master Teacher (2008) della cantautrice statunitense Erykah Badu, il cui testo recita I stay woke’e, e i movimenti Black Lives Matter e MeToo[12]. Le occorrenze del termine su Google hanno raggiunto il picco nell’estate del 2017[12].

Dal punto di vista del suo significato, il termine ha lentamente eroso il suo significato originario e oggi è utilizzato anche in senso dispregiativo o sarcastico, in particolare in riferimento ai tentativi mediatici di realizzare prodotti in linea con l'ideologia woke che di norma vengono puniti da uno scarso consenso di pubblico (da qui la frase get woke, go broke, letteralmente fai lo sveglio, vai in rovina, o meglio ancora fai il politicamente corretto, vai in rovina), riferito ai flop di film, serie TV, fumetti e videogiochi ai quali è stata impressa una forte matrice woke e politicamente corretta, tanto più notata dai fan quando riguarda remake e reboot di opere del passato considerate "da aggiornare" o "da correggere" secondo gli "standard" dettati dal politicamente corretto[13]).

Dal 2020, in seguito a un discorso del senatore Tom Cotton[14], l'ideologia woke è stata associata alla cancel culture come suo motore ideologico.

Il senso del termine è così polarizzato: i liberal lo impiegano con accezione positiva[15], mentre gli altri ambienti, da conservatori a libertariani fino persino a politicamente indipendenti, utilizzano il termine con accezione che va dal sarcasmo all'accostamento negativo con il politicamente corretto e la cancel culture.[16]

Critiche e controversie

Francia

Il 13 ottobre 2021, il Ministro francese Jean-Michel Blanquer ha presentato Le laboratoire de la République per sensibilizzare i giovani sulla storia cardine della Quinta Repubblica Francese e combattere l'ideologia woke e della cancel culture. Il Presidente del Consiglio Superiore dei Programmi Scolastici francesi ha comunicato tutte le difficoltà «di proteggere l'istituzione scolastica da tutte le mode in voga nella società e dalle ideologie di decostruzione, postcoloniali o identitarie»[17].

In un articolo apparso su Le Figaro Magazine sui profeti dei tempi moderni, il primo di sette pezzi è dedicato a Alexis de Tocqueville, che torna così alla ribalta dopo il crollo del marxismo e delle ideologie totalitarie degli anni 1970 - 1990. Il filosofo francese sarebbe decisivo per meglio decifrare dei fenomeni inquietanti notoriamente provenienti dagli Stati Uniti. Tocqueville sarebbe stato uno dei primi a capire che l'individualismo anomico delle nostre società democratiche le avrebbe portate a delle nuove forme di tirannia: un conformismo intollerante, ancora più feroce perché incolto, senza sfumature, che agisce proprio in nome della tolleranza. Il wokismo, che viene da certi campus americani nella sua forma radicale e che comincia a imporsi in certe università francesi, in certi media e presso certi politici, illustra una logica di demonizzazione che colpisce chiunque osi esporre idee che infastidiscano. In tutto ciò Toqueville è presentato come la diga di contenimento verso una nuova inquisizione morale che, in nome della passione democratica, vorrebbe rieducare l'Occidente.[18]

Regno Unito

Nel 2021, il ministro dell'Università del Regno Unito, Michelle Donelan, ha sottolineato la presenza di corsi accademici che trattano la decolonizzazione «censurando la storia come sotto l'Unione Sovietica»[19].

Stati Uniti

Nel 2015, alla Columbia University, i membri del consiglio per gli affari multiculturali hanno attribuito a Le metamorfosi di Ovidio, parte del "core curriculum" letterario, un "trigger warning", poiché segnalate come «scatenanti, insensibili e fanno sentire gli studenti minacciati»[20][21].

Nel 2021, l'Università di Yale ha annunciato di annullare il suo famoso corso di Introduzione alla Storia dell’arte, dal Rinascimento a oggi insegnato per decenni da Vincent Scully, uno dei più celebri professori di Yale. Il presidente del dipartimento di Storia dell’arte l'ha definito «troppo problematico»: il nuovo corso prenderà in considerazione l’arte in relazione a «genere, classe e razza»[22][23]. Lo stesso anno Pano Kanelos, ex rettore del St. John College di Annapolis, ha annunciato la nascita della University of Austin in opposizione al politicamente corretto e all'ideologia woke, in base alla quale verrebbero esercitate pressioni sui docenti accademici per il proprio pensiero[24], tra i cui finanziatori figura l'imprenditore Elon Musk[25][26]. In un'intervista sul declino e degrado della California e di altri Stati americani a causa delle politiche e delle ideologie progressiste e neo-marxiste, Musk ha criticato l'ideologia woke definendola "la più grande minaccia alla civiltà moderna" e una forma di neo-puritanesimo che "vuole di base illegalizzare la commedia" (come proposto già in precedenza dalla controversa scrittrice e attivista Robin DiAngelo[27][28][29]), citando l'industria dello spettacolo e intrattenimento mainstream occidentale (in primis Hollywood, spesso sarcasticamente chiamata HollyWOKE, e Netflix) e il suo calo precipitoso di fan, clienti paganti, azionisti e spettatori oltre che di profitti e azioni dopo aver completamente abbracciato l'ideologia woke e politicamente corretta, procedendo poi nel definirla "divisiva, escludente e odiosa. Offre alle persone cattive uno scudo per essere meschine e crudeli, mascherate dietro una falsa virtù".[30][31][32][33][34][35][36][37]

Giappone

Molti artisti, creatori e sviluppatori giapponesi, sia professionisti che amatoriali e sia maschi che femmine, sono stati e vengono tuttora attaccati, insultati e molestati su Twitter e altri siti social da utenti seguaci e appartenenti all'ideologia woke, identificati come SJWs o neo-puritani dai difensori, appassionati e fan della cultura e cultura pop giapponese sia occidentali che giapponesi, e tacciati di ipocrisia e di razzismo, imperialismo e sentimento anti-giapponese (in casi gravi arrivando persino a chiamare i giapponesi un popolo di "pedofili", "predatori", "misogini", "criminali", "mentalmente malati" e/o "razzisti", dando così prova di virtue signalling o in italiano farisaismo o anche ipocrisia[38][39][40][41][42][43][44][45][46][47][48][49][50][51][52][53][54][55][56][57][58][59][60][61]) in quanto tali artisti e creatori non si vogliono adeguare o "sottomettere" all'ideologia woke e politicamante corretta di stampo occidentale, questi ultimi preoccupati che abbracciare tale ideologia porterebbe ad un rapido e distruttivo degrado e declino della cultura e società giapponese e della libertà di espressione in Giappone, prendendo come esempi la segregazione o ghettizzazione razziale dei doppiatori in America dal 2020 in base al colore di pelle dei personaggi da doppiare (con eccezioni riguardanti attori e doppiatori non bianchi che doppiano personaggi bianchi)[62][63], il doppio standard riguardante il desessualizzare e coprire i personaggi femminili (inclusi quelli disegnati e realizzati da artiste donne) e non quelli maschili[64][65][66][67][68][69][70][71], la localizzazione occidentale di videogiochi e anime giapponesi con frasi e dialoghi alterati per includere propaganda SJW, femminista, gender e anti-capitalista[72][73][74][75][76][77][78][79][80][81][82][83][84][85][67][86][87][88][89][90][91][92][93][94][95], e l'attacco alla sub-cultura giapponese dello stile fashion femminile gyaru paragonandolo al blackface dei minstrel shows statunitensi.[96][97][98][99][100][101][102][103][104] Tra questi, uno dei maggiori oppositori dell'influenza dell'ideologia woke e del politicamente corretto è il mangaka veterano Ken Akamatsu, e ciò lo ha spinto ad annunciare nel Dicembre 2021 la sua candidatura nel 2022 per la dieta giapponese come membro del Partito Liberal Democratico giapponese per proteggere la libertà artistica e creativa, di espressione e dei creatori in Giappone da censure, standard, regolamentazioni e influenze puritani e politicamente corretti al di fuori del Giappone (principalmente occidentali), con altri artisti veterani giapponesi intenzionati a seguire il suo esempio.[105][106][107][108][109][110][111][112][113][114][115][116][117][118][119][120]

Note

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