Woke (ideologia)

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Woke, letteralmente "sveglio", è un aggettivo americano con il quale ci si riferisce allo "stare all'erta", "stare svegli" nei confronti di presunte ingiustizie sociali o razziali.

Il sostantivo wokeness significa "non abbassare la guardia", sempre in riferimento a quanto sopra.

Origine e uso del termine[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente il termine era un sinonimo dell'inglese awake ("sveglio") proveniente dallo slang afroamericano. A partire dallo sviluppo del movimento per i diritti civili degli anni '60 del XX secolo, woke ha assunto un'accezione politica[1] ed è strettamente collegato al mondo dei social justice warrior.

Secondo il Dizionario Zanichelli online il recente revival del termine si deve alla canzone Master Teacher (2008) della cantautrice americana Erykah Badu il cui testo recita: I stay woke’e. Il termine è quindi stato utilizzato dai movimenti Black Lives Matter e #MeToo, soprattutto a partire dall'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Infatti le occorrenze del termine su Google hanno raggiunto il picco nell’estate del 2017.

Dal punto di vista del suo significato, il termine ha lentamente eroso il suo significato originario e oggi è utilizzato anche in senso dispregiativo o sarcastico, in particolare in riferimento ai tentativi mediatici di realizzare prodotti in linea con l'ideologia woke che di norma vengono puniti da uno scarso consenso di pubblico (da cui la frase get woke, go broke, letteralmente fai lo sveglio, vai in rovina, riferito ai flop di film, serie TV, fumetti o videogiochi ai quali è stata impressa una forte matrice woke, tanto più notata dai fan quando riguarda remake di opere del passato considerate "da aggiornare" secondo gli "standard" dettati dal politicamente corretto[2]).

Dal 2020 in seguito a un discorso del senatore Tom Cotton[3] l'ideologia woke è stata associata alla cancel culture come suo motore ideologico.

Il senso del termine è così polarizzato: i liberal lo impiegano con accezione positiva[4], mentre gli altri ambienti utilizzano il termine con accezione che va dal sarcasmo all'accostamento negativo con il politicamente corretto e la Cancel culture.[5]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 ottobre 2021 il Ministro francese Jean-Michel Blanquer ha presentato Le laboratoire de la République per sensibilizzare i giovani sulla storia cardine della Quinta Repubblica Francese e combattere l'ideologia woke e della cancel culture. Il Presidente del Consiglio Superiore dei Programmi Scolastici francesi ha comunicato tutte le difficoltà «di proteggere l'istituzione scolastica da tutte le mode in voga nella società e dalle ideologie di decostruzione, postcoloniali o identitarie».[6]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Essendo gli Stati Uniti la culla di questa ideologia, gli esempi sono numerosi.[7][8]

Nel 1987 l'Università di Stanford escluse dai programmi Dante Alighieri, Omero, Platone, Aristotele in quanto ritenuti razzisti, sessisti, reazionari.

Nel 2016, alla Columbia University, i professori hanno segnalato Le metamorfosi di Ovidio come pericolose e offensive poiché non adatte alla cultura di tutti gli studenti.

Nel 2021, l'Università di Yale ha annunciato di annullare il suo famoso corso di Introduzione alla Storia dell’arte, dal Rinascimento a oggi insegnato per decenni da Vincent Scully, uno dei più celebri professori di Yale. Il presidente del dipartimento di Storia dell’arte l'ha definito "troppo problematico": il nuovo corso prenderà in considerazione l’arte in relazione a “genere, classe e razza”.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario Zanichelli: Woke
  2. ^ Don’t touch my hero | La fastidiosa ingerenza della cultura woke nei film e nelle serie tv, su linkiesta.it, 3 aprile 2021. URL consultato il 21 settembre 2021.
  3. ^ (EN) Cotton Takes on Cancel Culture, su cotton.senate.gov. URL consultato il 21 settembre 2021.
  4. ^ Gran Bretagna, "Woke": la nuova parola d'ordine dei progressisti: ecco cosa vuol dire, su la Repubblica, 22 gennaio 2021. URL consultato il 21 settembre 2021.
  5. ^ Francia vs woke. URL consultato il 26 ottobre 2021.
  6. ^ Judith Waintraub, Antiracisme, idéologie LGBT+, décolonialisme... Comment on endoctrine nos enfants à l’école, in Le Figaro, 12 novembre 2021.
  7. ^ Togliamo Omero e Virgilio in nome della diversità, su ilfoglio.it.
  8. ^ La Columbia mette all'indice Ovidio, su huffingtonpost.it.
  9. ^ theamericanconservative.com, https://www.theamericanconservative.com/dreher/yale-blinds-itself-wokeness-western-art/.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]