Woke (ideologia)

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L'allora deputata statunitense Marcia Fudge mostra una maglietta che recita lo slogan "Stay Woke: Vote" nel 2018

Woke (letteralmente "sveglio") è un aggettivo inglese con il quale ci si riferisce allo "stare all'erta", "stare svegli" nei confronti delle ingiustizie sociali o razziali. La voce è entrata nei dizionari della lingua inglese nel 2017[1][2][3] attraverso il movimento attivista statunitense Black Lives Matter[3].

Woke è correlato a due sostantivi. Con il primo, wokeness[4], si intende il "non abbassare la guardia", sempre in riferimento a quanto sopra, quindi uno stato di consapevolezza, in particolare di fronte a problemi sociali come il razzismo e la disuguaglianza[5]. Il secondo è wokeism (italianizzato in wokismo[6][7][8][9]) che indica il comportamento e gli atteggiamenti sensibili alle ingiustizie sociali e politiche[10].

Penetrato nel linguaggio politico anche in Europa, Asia e America Latina, il termine è sempre più usato dai critici dell'ideologia woke per connotare in senso negativo quello che ritengono un atteggiamento di dogmatismo intollerante e censorio nei confronti delle idee che vanno contro le moderne sensibilità sulle questioni delle minoranze e dei diritti civili.[11]

Origine e uso[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la parola era impiegata nell'inglese afro-americano vernacolare come sinonimo di awake ("sveglio")[12][13].

Awake, tuttavia, viene tuttora usato dagli oppositori dell'ideologia woke e politicamente corretta per distinguersi appunto dai sostenitori e portavoce di quest'ultima; da qui lo slogan "Awake, not woke"[senza fonte]. Con lo sviluppo del movimento per i diritti civili degli anni '60 del XX secolo, woke è diventato un termine politico ed è strettamente collegato al mondo dei paladini della giustizia sociale, per cui ha assunto anche un'accezione molto più negativa.[14]

Alla sua diffusione negli anni 10 del XXI secolo hanno contribuito la canzone Master Teacher (2008) della cantautrice statunitense Erykah Badu, il cui testo recita I stay woke, e i movimenti Black Lives Matter e MeToo[15]. Le occorrenze del termine su Google hanno raggiunto il picco nell’estate del 2017[15].

Dal punto di vista del significato, quello originario si è lentamente eroso, e oggi il vocabolo si usa anche in senso dispregiativo o sarcastico, in particolare in riferimento ai tentativi mediatici di realizzare prodotti in linea con l'ideologia woke, di solito puniti dallo scarso consenso di pubblico. Da qui la frase get woke, go broke, letteralmente fai lo sveglio, vai in rovina, o meglio fai il politicamente corretto, vai in rovina, riferita ai flop di film, serie TV, fumetti e videogiochi ai quali è stata impressa una forte matrice woke e politicamente corretta, tanto più notata dai fan quando riguarda remake e reboot di opere del passato considerate "da aggiornare" o "da correggere" secondo gli standard dettati dalla "correttezza politica"[16].

Il senso del termine è così polarizzato: i liberal lo impiegano con accezione positiva[17], mentre negli altri ambienti, da conservatori a libertari di destra fino persino a politicamente indipendenti, si va dal sarcasmo all'accostamento negativo alla correttezza politica e alla cancel culture.[18][19]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 ottobre 2021 il ministro francese Jean-Michel Blanquer ha presentato Le laboratoire de la République per sensibilizzare i giovani sulla storia della Quinta Repubblica Francese e, a sua detta, per "combattere l'ideologia woke e quella della cancel culture". Il presidente del Consiglio superiore dei programmi scolastici francesi ha sostenuto che è difficile «proteggere l'istituzione scolastica da tutte le mode in voga nella società e dalle ideologie di decostruzione, postcoloniali o identitarie»[20]. Similmente si è espresso il filosofo ateo e sovranista Michel Onfray che ha definito l'ideologia woke come espressione di una "tirannia delle minoranze" nonché «una delle cause della rovina della Francia e della civiltà occidentale».[21]

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2021 la ministra dell'Università del Regno Unito Michelle Donelan ha sostenuto che alcuni corsi accademici «trattano la decolonizzazione censurando la storia come sotto l'Unione Sovietica»[22].

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2021 l'Università di Yale ha annunciato l'annullamento del famoso corso di Introduzione alla Storia dell’arte, dal Rinascimento a oggi, insegnato per decenni da Vincent Scully, uno dei più celebri professori di Yale. Il presidente del dipartimento di Storia dell’arte l'ha definito «troppo problematico»: il nuovo corso tratterà l’arte in relazione a «genere, classe e razza»[23][24]. Lo stesso anno Pano Kanelos, ex rettore del St. John College di Annapolis, ha annunciato la nascita della University of Austin in opposizione al politicamente corretto e all'ideologia woke, all'insegna della quale verrebbero esercitate pressioni sui docenti per il loro pensiero[25]. Tra i finanziatori del nuovo ateneo figura l'imprenditore Elon Musk[26][27], che in un'intervista ha criticato l'ideologia woke definendola «la più grande minaccia alla civiltà moderna» e una forma di neo-puritanesimo che «sostanzialmente vuole rendere illegale la commedia» e facendo notare che l'industria di intrattenimento mainstream occidentale (in primis Hollywood, dunque Netflix) ha avuto un brusco calo dei fan, clienti paganti, azionisti e spettatori (e quindi di profitti e azioni) dopo aver «completamente abbracciato l'ideologia woke e politicamente corretta». Sempre stando a Musk, essa è «divisiva, escludente e odiosa» ed «offre alle persone cattive uno scudo per essere meschine e crudeli, mascherate dietro una falsa virtù».[28][29][30][31][32][33][34]

In un articolo del maggio 2023 segnalato in copertina dal supplemento dedicato ai libri del New York Times, Alexandra Jacobs, recensendo il libro di Claire Dederer Monster. A fan's Dilemma, già nel titolo, Good Art, Bad People,[35] riassume le polemiche apparentemente d'attualità ma che riguardano un problema vecchio: lo scontro tra la bellezza di un'opera d'arte e la moralità biasimevole dell'autore. Nel libro, scrive la giornalista, l'autrice cerca di riconciliare il proprio apprezzamento per la grande arte con la vita scellerata dei suoi creatori o con tematiche criticabili. Vengono nomiati soprattutto uomini, quali Vladìmir Nabòkov, Woody Allen, Roman Polański, ma anche donne: Willa Cather, Laura Ingalls Wilder, Doris Lessing. Nel variegato elenco si ritrova, ad esempio, l'autrice di Harry Potter J. K. Rowling a causa dell sue pubbliche dichiarazioni sulla questione transgender. La giornalista scrive che l'autrice di Monster non ritiene utile usare la parola cancel culture, e a proposito delle spinose tematiche contemporanee scrive, abbassando i toni, che tutti gli esseri viventi vengono cancellati o stanno per essere cancellati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) New words notes June 2017, su Public.oed.com, Oxford English Dictionary. URL consultato il 22 maggio 2022.
  2. ^ (EN) The new sense of 'woke' is gaining popularity, su Merriam-Webster.com, Merriam-Webster. URL consultato il 22 maggio 2022.
  3. ^ a b (EN) Benjamin Butterworth, What does ‘woke’ mean? Origins of term, and how the meaning has changed [Cosa significa "woke"?Origini del termine e come è cambiato il significato], in INews. URL consultato il 22 maggio 2022.
  4. ^ Cosa si intende per “woke”, su Il Post, 12 novembre 2021. URL consultato il 27 settembre 2023.
  5. ^ (EN) Definition of wokeness, su dictionary.cambridge.org, Cambridge dictionary. URL consultato il 22 maggio 2022.
  6. ^ Daniele Zappalà, Società multiculturale. Diritti, i francesi si ribellano all'ideologia del «wokismo», in Avvenire, Milano, 29 gennaio 2022. URL consultato il 27 maggio 2022.
  7. ^ Francesco De Remigis, La Sorbona cancella la cancel culture, in il Giornale, Milano, 9 gennaio 2021. URL consultato il 27 maggio 2022.
  8. ^ Il woke, oppio degli intellettuali, in Il Foglio, 9 agosto 2021. URL consultato il 27 maggio 2022.
  9. ^ (EN) La barba di Diogene // 16 January 2022 at 15:19, Neppure Tolkien supera l’esame del “wokismo”, su LA BARBA DI DIOGENE, 16 gennaio 2022. URL consultato il 27 maggio 2022.
  10. ^ (EN) Definition of wokeism, su Collins dictionary, Collins. URL consultato il 27 maggio 2022.
  11. ^ Cosa si intende per “woke”, su Il Post, 12 novembre 2021. URL consultato l'11 febbraio 2024.
  12. ^ (EN) C.A. Bridges, What does it mean to be 'woke,' and why does Florida Governor Ron DeSantis want to stop it? [Cosa significa essere "woke" e perché il governatore della Florida, Ron DeSantis, vuole fermarlo?], in Palm Beach Post, Palm Beach. URL consultato il 22 maggio 2022.
  13. ^ (EN) How US 'wokeness' became a right-wing cudgel around the world [Come la "wokeness" statunitense è diventata un randello della destra nel mondo], in France 24. URL consultato il 22 maggio 2022.
  14. ^ Cos’è woke? L’ideologia spiegata in 5 punti, su Money.it, 28 luglio 2023. URL consultato il 27 settembre 2023.
  15. ^ a b Definizione di woke, su Zanichelli Dizionari Più, Zanichelli Editore. URL consultato il 24 maggio 2022.
  16. ^ Don’t touch my hero | La fastidiosa ingerenza della cultura woke nei film e nelle serie tv, su linkiesta.it, 3 aprile 2021. URL consultato il 21 settembre 2021.
  17. ^ Gran Bretagna, "Woke": la nuova parola d'ordine dei progressisti: ecco cosa vuol dire, su la Repubblica, 22 gennaio 2021. URL consultato il 21 settembre 2021.
  18. ^ Francia vs woke. URL consultato il 26 ottobre 2021.
  19. ^ Chris Hedges, Woke Imperialism, su The Chris Hedges Report, 5 febbraio 2023. URL consultato il 18 novembre 2023.
  20. ^ Judith Waintraub, Antiracisme, idéologie LGBT+, décolonialisme... Comment on endoctrine nos enfants à l’école, in Le Figaro., 12 novembre 2021.
  21. ^ Front Populaire. La revue de Michel Onfray, n. 12, marzo-aprile-maggio 2023
  22. ^ (EN) Peter Stubley, Universities minister compares ‘decolonisation’ of history to ‘Soviet Union-style’ censorship, in The Independent, Londra, 28 febbraio 2021. URL consultato il 5 aprile 2022.
  23. ^ Giulio Meotti, “Togliamo Omero e Virgilio in nome della diversità”. A Oxford sono impazziti, in Il Foglio, 22 febbraio 2020. URL consultato il 5 aprile 2022.
  24. ^ (EN) Yale Blinds Itself, su The American Conservative. URL consultato il 27 febbraio 2022.
  25. ^ Roberto Vivaldelli, L'università coraggio che sfida il politically correct, in il Giornale, Milano, 9 novembre 2021. URL consultato il 5 aprile 2022.
  26. ^ Malgorzata Sidz, Elon Musk finanzia l'università dei professori "cancellati" dal politically correct, in la Repubblica, Roma, 2 febbraio 2022. URL consultato il 5 aprile 2022.
  27. ^ Giulio Meotti, Musk contro il pensiero unico, in Il Foglio, Roma, 21 febbraio 2022. URL consultato il 5 aprile 2022.
  28. ^ (EN) Elon Musk Blames 'Woke Mind Virus' for Netflix Stock Woes: It's 'Unwatchable', su thewrap.com, 20 aprile 2022. URL consultato il 9 maggio 2022.
  29. ^ (EN) Jessica Guynn, Why Elon Musk believes 'woke mind virus' and 'wokeness' are threats to modern civilization, su USA TODAY. URL consultato il 9 maggio 2022.
  30. ^ (EN) ZACHARY ROGERS | The National Desk, Elon Musk says 'wokeness' is 'divisive, exclusionary, and hateful', su The National Desk, 22 dicembre 2021. URL consultato il 9 maggio 2022.
  31. ^ (EN) Republic World, Elon Musk names 'virus' that poses 'biggest' threat to civilisation; slams cancel culture, su Republic World. URL consultato il 9 maggio 2022.
  32. ^ (EN) Elon Musk slams CNN, says he's 'not perverted enough' to appear on the network, su meaww.com. URL consultato il 9 maggio 2022.
  33. ^ (EN) Elon Musk doesn't hold back: ‘At its heart, wokeness is divisive, exclusionary, and hateful’, su Washington Examiner, 22 dicembre 2021. URL consultato il 9 maggio 2022.
  34. ^ "Troppo liberal, ormai è inguardabile...": l'affondo di Elon Musk contro Netflix, su ilGiornale.it, 21 aprile 2022. URL consultato il 9 maggio 2022.
  35. ^ (EN) Alexandra Jacobs, Good Art, Bad People, in The New York Times Book Review, New York, May 7 2023, p. 9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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