Cristoforo Migazzi

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Cristoforo Bartolomeo Antonio Migazzi
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cristoforo Antonio Migazzi (retouched).jpg
Ritratto del cardinale Migazzi
COA cardinal AT Migazzi Christoph Bartholomaus Anton.png
 
Incarichi ricoperti
 
Nato20 ottobre 1714 a Trento
Ordinato presbitero7 aprile 1738
Nominato arcivescovo20 settembre 1751 da papa Benedetto XIV
Consacrato arcivescovo10 ottobre 1751 dal cardinale Giovanni Antonio Guadagni, O.C.D.
Creato cardinale23 novembre 1761 da papa Clemente XIII
Deceduto14 aprile 1803 (88 anni) a Vienna
 

Cristoforo Bartolomeo Antonio Migazzi conte di Waal e Sonnenthurn (Trento, 20 ottobre 1714Vienna, 14 aprile 1803) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Vác

"Tirolese"[1] di lingua romanza, oggi diremmo di nazionalità italiana, e cittadinanza tridentina, Cristoforo Antonio Migazzi di Waal e Sonnenthurn nacque a Trento il 20 ottobre 1714. La famiglia, proveniente nel ‘400 dalla Valtellina, si stabilì a Cogolo, in Val di Peio, quindi a Trento ('500), Innsbruck e in Ungheria. Nel corso degli anni la casata acquisì titoli nobiliari, col predicato di di «Waal e Sonnenthurn»: la torre e il sole. Cristoforo diventò il personaggio più importante della famiglia. Fu ordinato sacerdote il 7 aprile 1738, divenne poi ausiliare dell'arcivescovo di Malines in Belgio e arcivescovo titolare di Cartagine (1751) poi arcivescovo (titolo personale) di Vác (1756), sede che comportava il titolo e la carica di vescovo-conte, quindi arcivescovo di Vienna (1757). Lasciata la sede ungherese di Vác, Migazzi vi tornò, nominato dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria amministratore a vita della diocesi, dal 1762 al 1786, mantenendo contemporaneamente anche la sede di Vienna, per poi detenere solo Vienna fino alla morte nel 1803, poiché nel 1786 il nuovo imperatore Giuseppe II gli chiese di rinunciare alla diocesi di Vác.

A Vác, città distrutta dai turchi conseguentemente alla loro ritirata, Migazzi fu molto attivo. In campo urbanistico si occupò del piano della città. A livello architettonico fece realizzare, tra le altre cose, il palazzo vescovile, il seminario, un convitto, l'arco di trionfo in onore di Maria Teresa. Nei pressi di Verőce, cittadina non lontana da Vác, fece costruire la villa chiamata "Migazziburg"/"Castello di Migazzi". A lui si deve inoltre la nuova cattedrale neoclassica, opera dell'architetto italo-francese Isidore Canevale con affreschi di Franz Anton Maulbertsch. Tale chiesa venne definita dal coevo viaggiatore toscano Domenico Sestini "la chiesa più bella d'Ungheria". Commissionò infine molte opere ad artisti italiani e danubiani.

Tra i suoi più importanti collaboratori, tra i quali non mancavano gli italiani, si segnalano alcuni padri scolopi.

Papa Clemente XIII lo elevò al rango di cardinale il 23 novembre 1761, con il titolo dei Santi Quattro Coronati.

Nel 1782 Cristoforo Migazzi vendette la sua biblioteca, ricca anche di codici antichissimi, alcuni di origine italiana, al vescovo di Transilvania Ignác Batthyány. La collezione è oggi ancora conservata nella sua sede originaria di Alba Iulia, nel Batthyaneum.

Morì a Vienna il 14 aprile 1803 all'età di 88 anni.

L'arco di trionfo fatto costruire a Vác da Migazzi in occasione della visita dell'Imperatrice Maria Teresa.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del Cardinale Cristoforo Migazzi

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio del Collegio Germanico-Ungarico di Roma (Coll: Hist. 1/2): "Nomina Alumnorum Collegii Germanici et Hungarici Tomo II", p. 232 (nota n. 379): Christophorus Antonius Comes de Migazzi Dioe. Tridentine Tyrolensis nobilis, [...] humanioribus, litteris, et philosophie operam dedit Passauij, ubi adscriptus est Cng.ni B. V. in Celum Assumpte Prepositus, et commendatus a' Cel.mo R.mo D.no Epo Passaviensis, pervenit ad Collegium die 25 8bris 1732 habet quator minores nullum vere' beneficium Ecclesiasticum Destinatus ad primo annus Theologie Discessit 22 Aprilis 1736 Subduaconus, aurea indole, et preclaro preditus ingenio, parique diligentia, studio et in scientiis profectu, preter alias egregias animi sui dotes perquam urbanus erga omnes, et precipue superiores, defendit publicas theses, et semèl dicatus Com. Corsini, Factus Auditor S. Rote Romane, deinde anno 1750. Coadiuntur archiepiscopatus Deinde Eppus Vacciensis, postea Arch. Viennae, denique 23 9bris 1762 Cardinalis fuit creatus.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuario pontificio
  • A Váci Egyházmegye Történeti Névtára, Dercsényi Deszõ Vállalata Pestividéki Nyomoda, Vác, 1917
  • Bánhidi Láslo, Új Váci Kalauz, Vác 1998
  • Sápi Vimos e Ikvai Nándor, Vác Története - Studia Comitatensis voll. 13, 14, 15 - 1983
  • Maurizio Tani, La committenza artistica del vescovo di Eger, Károly Eszterházy, nell´Ungheria del XVIII secolo, Commentari d'Arte, n. 17-19/2003, pp. 92–107
  • Maurizio Tani, Il ruolo degli Scolopi nel rinnovamento delle arti nell'Europa danubiana del XVIII secolo, in Ricerche, n. 85 (2005), pp. 44–55
  • Maurizio Tani, La rinascita culturale del ‘700 ungherese. Le arti figurative nella grande committenza ecclesiastica, Roma, Pontificia Università Gregoriana, 2005, ISBN 88-7839-018-6. edizione on-line
  • Maurizio Tani, Arte, propaganda e costruzione dell’identità nell’Ungheria del XVIII secolo. Il caso della grande committenza di Károly Eszterházy, vescovo di Eger e signore di Pápa in István Monok (a cura di), In Agram adveni, Eger, Líceum Kiadó, 2013, ISBN 978-615-5250-26-2. edizione on-line

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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