Chiesa di San Salvatore (Siviglia)

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Collegiata del Divino Salvatore
Iglesia colegial del Divino Salvador
Parroquia del Divino Salvador Sevilla 2.jpg
La facciata.
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Andalusia Andalusia
Località Escudo de Sevilla.svgSiviglia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Gesù
Diocesi Arcidiocesi di Siviglia
Architetto Leonardo de Figueroa
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1674 su edificio precedente
Completamento 1712
Sito web (ES) Sito ufficiale

Coordinate: 37°23′24″N 5°59′34.01″W / 37.39°N 5.99278°W37.39; -5.99278

La Chiesa di San Salvatore, o del Divino Salvatore, in spagnolo Iglesia del Divino Salvador, è una collegiata cattolica della città di Siviglia, in Spagna.

È la chiesa più grande della città, dopo la cattedrale[1] e uno dei capolavori dell'architettura barocca spagnola.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'interno.
Veduta dell'interno.
Veduta dell'interno.

Il sito dell'attuale chiesa era già occupato dalla Moschea Ibn Adabbas, la maggiore di Siviglia, costruita fra l'829 e l'830 dal qadi della città Umar ibn Adabbas per volere di Abd al-Rahman II ibn al-Hakam[2].

Un minareto venne aggiunto dal re Muhammad al-Muʿtamidnel 1079-80, come notato sull'epigrafe del vestibolo della chiesa[3]

Quando nel 1248 i Cristiani riconquistarono la città di Siviglia, la moschea venne trasformata in Collegiata e progressivamente adattata al culto cattolico. Si iniziò con l'orientare le navate nell'asse est-ovest e costruire l'alate maggiore, si aggiunse la cappella della Madonna delle Acque e la sala del capitolo, vicino al presbiterio. Il rango collegiale di questo tempio, richiede ben presto l'installazione di un coro con relativo leggio e organo. Questi vennero realizzati fra il 1512 e il 1514[4]. L'organo venne affidato, nel 1581, a Jerónimo de León, per poi esser completato da Diego de Sanforte nel 1589[5].

A causa delle cattive condizioni delle strutture architettoniche, nel 1671 l'edificio venne parzialmente demolito e ricostruito a partire dal 1674. Tutti gli elementi relativi all'Islam vennero rimossi, venne aggiunta la cella campanaria al preesistente minareto e, secondo i piani dell'architetto Francisco Gómez Septién, la chiesa ebbe in gran parte la sua forma attuale.

Nel 1682 l'architetto José Granados de la Barrera, già attivo alla cattedrale di Granada, presentò un progetto per la facciata. Una volta approvato, la costruzione venne affidata a Francisco Gomez Septién, che tuttavia morirà prima della fine dei lavori. Il cantiere venne continuato da Leonardo de Figueroa a partire dal 1696, il quale terminò le volute della facciata, costruì la cupola e s'occupò degl'interni. L'interno, con pianta a croce latina, è diviso in tre navate di quasi uguale altezza, da pilastri con addossati sontuose semi-colonne corinzie, scanalate e scolpite. La chiesa venne terminata nel 1712.

Nel XIX secolo la chiesa divenne parrocchiale e si intrapresero nuovi lavori. Nel 1829 venne cambiato il pavimento con l'attuale a rombi bianchi e neri. I portali, rimasti incompiuti, furono terminati in stile rinascimentale dallo scultore Diego López, nel 1870 furono poste delle vetrate per volere di Antonio d'Orléans, duca di Montpensier. I lavori furono terminati nel 1889 e nel 1896 vennero aggiunte le cancellate alla facciata.

Una grande campagna di restauro si svolse fra gli anni 2003-08.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa conserva numerose opere d'arte e splendidi altari barocchi monumentali in legno dorato.

  • Retablo Mayor, Altar Maggiore, dedicato alla Trasfigurazione di Gesù. Grande opera barocca in ligno intagliato e dorato da Cayetano de Acosta fra il 1770 e il 1779.
  • Retablo de la Virgen de las Aguas:, Altare della Vergine delle Acque, nel transetto destro. Grande opera barocca in ligno intagliato e dorato da José Maestre nel 1727.
  • Retablo del Sacramento, nel transetto sinistro. Grande opera rococò in ligno intagliato e dorato da Cayetano de Acosta fra il 1756 e il 1764.
  • Statua della Madonna delle Acque, XIII secolo
  • Statua di Cristo del Amor, opera del 1620 di Juan de Mesa[6]
  • Statua di San Cristoforo, nella Cappella battesimale, opera del 1619 di Juan Martínez Montañés[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Guida di Siviglia su Nozio.fr
  2. ^ (ES) Rafael Cómez Ramos: Fragmentos de una mezquita sevillana : la aljama de Ibn Adabbas, Ed. Laboratorio de Arte, vol. 7,‎ 1994, p. 11-23 (ISSN 1130-5762)
  3. ^ (ES) Magdalena Valor Piechotta: La mezquita de Ibn Adabbas de Sevilla: Estado de la cuestión, Estudios de hisoria y de arqueología medievales, vol. IX,‎ 1993, p. 299-314
  4. ^ (ES) Antonio Martín Pradas: El conjunto coral de la iglesia colegial y parroquia del Divino Salvador de Sevilla (1512-2003). Sillería de coro, facistol y organo. Laboratorio de Arte. Revista del Departamento de Historia del Arte (16): p. 227-258. ISSN 1130-5762
  5. ^ (ES) Antonio Martín Pradas: El conjunto coral de la iglesia colegial y parroquia del Divino Salvador de Sevilla (1512-2003). Sillería de coro, facistol y organo. Laboratorio de Arte. Revista del Departamento de Historia del Arte (16): p. 227-258. ISSN 1130-5762
  6. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, P. 286.
  7. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, P. 286.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Rafael Cómez Ramos: Fragmentos de una mezquita sevillana : la aljama de Ibn Adabbas, Ed. Laboratorio de Arte, vol. 7,‎ 1994, p. 11-23 ISSN 1130-5762 (WC · ACNP)
  • (ES) Magdalena Valor Piechotta: La mezquita de Ibn Adabbas de Sevilla: Estado de la cuestión, Estudios de hisoria y de arqueología medievales, vol. IX,‎ 1993, p. 299-314

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