Cattedrale di Granada

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cattedrale metropolitana dell'Incarnazione
Catedral Metropolitana de la Encarnación
Granada - Cathedral Front.jpg
La facciata.
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Bandera de Andalucía.svgAndalusia
Località Escudo de Granada2.svg Granada
Religione Cattolica
Titolare Vergine dell'Incarnazione
Diocesi Arcidiocesi di Granada
Consacrazione 17 agosto 1560
Architetto Diego De Siloé
Stile architettonico Rinascimentale
Inizio costruzione 1518
Completamento 1704
Sito web (ES) Sito ufficiale

Coordinate: 37°10′34″N 3°35′56″W / 37.176111°N 3.598889°W37.176111; -3.598889

La cattedrale dell'Incarnazione, in spagnolo Catedral de la Encarnación, è la chiesa madre dell'omonima arcidiocesi e il principale tempio cattolico della città di Granada, in Spagna.

Il complesso, che comprende la Cappella Reale, mausoleo dei re cattolici, rappresenta una delle maggiori opere del rinascimento spagnolo.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Pianta del complesso.
La Porta del Perdono.
Le volte.
Il presbiterio.
L'interno.
Veduta dell'interno.

In seguito alla riconquista della città nel 1492, i Re cattolici vollero intraprendere un progetto di urbanizzazione della città volto a celebrare la vittoria reale e cattolica. Fulcro ne erano l'Alhambra, vista come palazzo reale, e al centro, il complesso della Cappella Reale e Cattedrale sul sito della grande moschea nasride di Granada, per siglare l'evento[1].

La storia della cattedrale inizia il 21 maggio 1492. In questa data viene creato il capitolo della Cattedrale, dedicato a Nostra Signora dell'Incarnazione; Provvisoriamente la sua prima sede è installata nella Moschea Reale dell'Alhambra. Il 23 gennaio 1493, frate Hernando de Talavera (1430 / 1-1507) fu nominato primo arcivescovo di Granada[2].

La cattedrale gotica[modifica | modifica wikitesto]

Il primo progetto di costruzione venne presentato nel 1505-06 dall'architetto Enrique Egas, già impegnato nella costruzione della Cappella Reale. Sotto la supervisione del cardinale Cisneros (1436-1517), confessore della regina, Egas, assai arcaico e ancora legato a tradizioni gotiche, ideò un edificio in stile gotico inspirato alla cattedrale di Toledo, diviso in cinque navate e con coro poligonale[3].

La costruzione del tempio iniziò nel 1510 ma progredì molto lentamente in quanto i finanziamenti davano priorità alla realizzazione della Cappella Reale, completata nel 1521[4]. Solo nel 1519 il Consiglio cittadino poté espropriare i lotti necessari alla costruzione dell'opera e all'inizio del 1523 solo le fondazioni erano state scavate. Il 25 marzo 1523 l'Arcivescovo Antonio de Rojas Manrique (1507-1524), il primo successore di Hernando, pose la prima pietra della cattedrale. Prima di essere depositato nell'aprile del 1528, Egas aveva eretto le pareti della testata del coro e la parte settentrionale della Cattedrale fino alla torre, secondo lo stile gotico[5].

Il progetto rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1526 l'imperatore Carlo V (o re Carlo I di Spagna), in visita a Granada, diventa mecenate della cattedrale, ma il primo progetto di Egas venne abbandonato in favore di un altro, più ambizioso e innovativo, in stile rinascimentale, presentato dall'architetto Diego De Siloé[6]. I lavoro cominciarono nel 1528[7] e il 17 agosto 1560, terminato il presbiterio costituito dal coro a deambulatorio con cupola, venne ufficialmente consacrato. Nel 1563, anno della morte di De Siloe, l'architetto aveva impostato la base dei pilastri delle navate, i muri esterni, la base della torre e i pilastri della facciata.

Il capitolo nomina architetto Juan de Maeda († 26 giugno 1576), discepolo di De Siloé. Tuttavia le circostanze non sono favorevoli: da una parte, la Rivolta dei moriscos nel 1568 con la loro deportazione provoca una crisi economica; dall'altra, la perdita d'importanza di Granada nell'interesse della Corona. Infatti tra il 1571 e il 1575, ad eccezione di alcune opere di manutenzione specifiche, non esiste praticamente alcuna attività di costruzione significativa. Durante tredici anni - compresi i quattro di inattività - Maeda poté finire solo i primi due livelli della torre e proseguire la facciata nord del transetto fino alla grande copertura siloesca del Perdón[8].

Succede Ambrosio de Vico dal 1582 al 1623 che terminerà l'attuale campanile, demolisce il vecchio minareto della precedente moschea, termina la facciata nord del transetto, eleva i pilastri della crociera e chiude le prime volte. Tuttavia per il campanile si trova a dover modificare il progetto. Infatti nel 1590 ci si accorge della fragilità delle fondamenta e il disegno originale con facciata a due torri di 80 metri d'altezza deve essere abbandonato[9]. Si eleverà un solo campanile che resterà a 57 metri d'altezza[10].

Nel 1636 Miguel Guerrero viene nominato nuovo mastro carpentiere della cattedrale. Concluderà tutte le pareti delle cappelle e le volte dell'edificio[11].

Terminazione barocca[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1665 Alonso Cano continua i lavori, termina la facciata modificando il progetto iniziale. La costruzione prende allora un aspetto più barocco. Nel 1667 Cano muore e la direzione del cantiere passa a Melchor de Aguirre che completerà definitivamente la cattedrale a luglio del 1703[12].

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Altare di Gesù Nazareno, pitture di Cano e El Greco, 1722.
  • Pulpiti barocchi, ai lati del coro, di F. Hurtado Izquierdo, 1717.
  • Vetrete del Coro, su disegno di Siloe e realizzate da artisti olandesi, 1554-61.
  • Altare di San Giacomo, di F. Hurtado Izquierdo, 1707.
  • Altare de Nuestra Señora de la Antigua, capolavoro barocco di P. Dunque Cornejo, 1718.

La Cappella Reale[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella Reale.
Interno della Cappella Reale.

Adiacente alla cattedrale, conserva nella sua cripta i resti dei Re Cattolici Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia, di Giovanna la Pazza (doña Juana la Loca), di Filippo il Bello e dell'infante Miguel.

Venne eretta nel 1506 su ordine dei Re Cattolici che volevano in tal modo riposare nella città che avevano conquistato. L'edificio, ancora gotico, venne eretto su progetto di Enrique Egas[13] e presenta una notevole uniformità stilistica. All'esterno un portale del 1527 di J. García de Praves[14] introduce all'interno, a navata unica su cui si aprono numerose cappelle laterali. Presenta un'imponente cancellata che delimita i due doppi mausolei, da un lato Isabella di Castiglia e il marito Ferdinando di Aragona, del 1517 opere del fiorentino D. Fancelli[15] e dall'altro la loro figlia, Giovanna la Pazza con il marito Filippo il Bello, opere del 1520 di B. Ordóñez[16].

Notevole è il retablo che adorna la Cappella Maggiore, opera del 1522 eseguita dal borgognone. Raffigura Episodi della Presa di Granada, in basso, e della Passione, in alto[17].

Nella sacristia è collocato il museo della Cappella Reale ricco di opere d'arte di inestimabile valore.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note e referenze[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  2. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  3. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  4. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  5. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  6. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  7. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 167.
  8. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  9. ^ (FR) Jean-Louis AUGÉ: L'art en Espagne et au Portugal, Parigi, Ed. Citadelles et Mazenot, 2000, pp. 546-547.
  10. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  11. ^ (ES) Sito ufficiale della Cattedrale
  12. ^ (FR) Jean-Louis AUGÉ: L'art en Espagne et au Portugal, Parigi, Ed. Citadelles et Mazenot, 2000, pp. 546-547.
  13. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 170-171.
  14. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 170-171.
  15. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 170-171.
  16. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 170-171.
  17. ^ "Spagna", Guida TCI, 1991, pag. 170-171.
Controllo di autorità VIAF: (EN155439606 · ISNI: (EN0000 0001 2035 0460 · LCCN: (ENn80107520 · GND: (DE4071989-3