Chiesa di San Pietro (Bosa)

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Chiesa di San Pietro
Bosa, san pietro extra muros, 02.JPG
Facciata della chiesa di San Pietro
StatoItalia Italia
RegioneSardegna Sardegna
LocalitàBosa-Stemma.png Bosa
Religionecattolica
TitolareSan Pietro
Diocesi Alghero-Bosa
FondatoreCostantino de Castra
Stile architettonicoRomanico (lombardo o pisano) e gotico
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXIII secolo

Coordinate: 40°17′21.08″N 8°31′11.53″E / 40.289189°N 8.519869°E40.289189; 8.519869

La chiesa di San Pietro è un edificio religioso di Bosa, situato nella località campestre di Calameda, sulla riva sud del Temo, a poca distanza dal centro cittadino. Fu cattedrale della diocesi di Bosa ed è una delle più antiche chiese romaniche della Sardegna.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il sito di Calmedia, frequentato già dai punici, corrisponde al luogo in cui i romani fondarono la città di Bosa vetus e dove, in età giudicale, venne eretta la cattedrale di San Pietro, tra il 1062 e il 1073.[2] La diocesi è documentata dal 1073, quando è vescovo Costantinus de Castra.[2] La località venne abbandonata in seguito alla fondazione del vicino villaggio medievale (l'attuale Bosa), sorto sotto il castello di Serravalle, dove, entro il XV secolo, verrà traslata anche la sede vescovile (da San Pietro alla chiesa di Santa Maria, attuale concattedrale dell'Immacolata Concezione).[2] Successivamente, in maniera inesatta e senza alcun riscontro nei documenti antichi, l'ex cattedrale acquisirà, nell'uso comune, la denominazione extra muros, più adatta per la chiesa di Sant'Antonio Abate, effettivamente sita nelle prossimità esteriori delle mura cittadine[3]. La chiesa verrà conosciuta anche con la doppia intitolazione ai santi Pietro e Paolo.[2] Lavori di restauro compiuti nel 1938, alterarono l'originario aspetto della chiesa,[1] in seguito alla sostituzione di gran parte dei conci della fabbrica.[2]

Bosa - Chiesa di San Pietro extra muros (13).JPG

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata a salienti, databile all'ultimo quarto del XIII secolo, è attribuita al maestro Anselmo da Como.[2] Dalle quattro paraste che scandiscono il prospetto, sopra le quali sono collocate le sculture che compongono il tetramorfo, originano tre archi ogivali. L'arcata mediana incornicia il portale, dove l'architrave è scolpito con un motivo a finte logge, con archetti trilobati, su colonnine tortili, che ospitano la Madonna col Bambino (al centro), l'imperatore Costantino il Grande, santo per i sardi dietro influsso bizantino (a sinistra), e i santi Pietro e Paolo (ai lati). Tre oculi si aprono in facciata, due ai lati del portale e uno nella parte superiore. Gli spioventi sono decorati da un motivo di archetti a tutto sesto intrecciati. La piccola edicola su colonnine ofitiche all'apice del prospetto, è considerata la firma del maestro Anselmo.[2]

L'interno è a tre navate, scandite da archi a tutto sesto su pilastri rettangolari. La navata centrale presenta copertura lignea, mentre le due laterali sono voltate a crociera. L'abside semicircolare è orientata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bosa, Chiesa di San Pietro extra muros, su sardegnacultura.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  2. ^ a b c d e f g R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ‘300, collana “Storia dell’arte in Sardegna”, Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 146 (PDF), su sardegnacultura.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  3. ^ Attilio Mastino, La Chiesa di San Pietro di Bosa alla luce della documentazione epigrafica (PDF), Cagliari, Tipografia editrice artigiana, 1978, p. 10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Coroneo. Architettura Romanica dalla metà del Mille al primo '300. Nuoro, Ilisso, 1993. ISBN 88-85098-24-X
  • Antonio Francesco Spada, Chiese e feste di Bosa, Sestu-Cagliari 2002, pag. 86.

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