Carlotta, principessa reale

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Carlotta di Hannover" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Carlotta di Hannover (disambigua).
Carlotta di Gran Bretagna
Charlotte Mathilde von England.jpg
Regina consorte di Württemberg
Stemma
In carica 1 gennaio 1806 – 30 settembre 1816
Predecessore Se stessa come Elettrice consorte di Württemberg
Successore Caterina Pavlovna di Russia
Elettrice consorte di Württemberg
In carica 25 febbraio 1803 – 1 gennaio 1806
Predecessore Se stessa come Duchessa consorte di Württemberg
Successore Se stessa come Regina consorte di Württemberg
Duchessa consorte di Württemberg
In carica 23 dicembre 1797 – 25 febbraio 1803
Predecessore Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Successore Se stessa come Elettrice consorte di Württemberg
Nome completo Carlotta Augusta Matilda
Nascita Buckingham Palace, Londra, 29 settembre 1766
Morte Castello di Ludwigsburg, Regno di Württemberg, 6 ottobre 1828
Luogo di sepoltura Castello di Ludwigsburg
Casa reale Hannover
Württemberg
Padre Giorgio III del Regno Unito
Madre Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Consorte Federico I del Württemberg

Principessa Carlotta Principessa Reale (Charlotte Augusta Matilda; in seguito Regina Carlotta di Württemberg; Londra, 29 settembre 1766Stoccarda, 6 ottobre 1828) fu un membro della famiglia reale britannica e divenne regina del Württemberg come consorte di Federico I del Württemberg (1754-1816).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata al palazzo di Buckingham, Carlotta fu la quarta dei figli di Giorgio III del Regno Unito e della sua consorte Carlotta di Meclemburgo-Strelitz. Fu battezzata presso St James Palace dall'Arcivescovo di Canterbury, Thomas Secker, e i suoi padrini erano le zie paterne Carolina Matilda e Luisa e il marito di Carolina Matilda, Cristiano VII di Danimarca. Il duca di Portland e la contessa vedova di Effingham, rappresentarono il re e la regina di Danimarca[1].

Carlotta fu ufficialmente designata come principessa reale il 22 giugno 1789. Essendo la figlia maggiore del monarca, si riteneva che Carlotta fosse destinata a un matrimonio importante e la sua educazione fu considerata della massima importanza, a partire da quando aveva solo diciotto mesi. Dal momento che il francese era la lingua ufficiale di ogni corte europea, alla piccola principessa fu affidata una governante francese. Le fu insegnato a recitare piccoli versi e storie e, di conseguenza, ebbe una capacità quasi straordinaria di ricordare dettagli per il resto della sua vita.

Sebbene fosse la figlia maggiore, Carlotta era costantemente paragonata a sua sorella Augusta Sofia, di solo due anni più giovane di lei. Quando Augusta aveva un mese, Lady Mary Coke la definì "la bambina più bella che abbia mai visto" mentre Carlotta era "molto semplice". Passando di nuovo il giudizio tre anni dopo, Carlotta era ora "la bambina più sensibile che abbia mai visto, ma secondo me tutt'altro che carina" mentre Augusta era ancora "piuttosto carina". Carlotta fu fortunata ad avere genitori che preferivano passare il tempo con i loro numerosi figli e prendevano sul serio la sua istruzione. Tuttavia, data la frequenza con cui nascevano i suoi fratelli e i problemi che affliggevano il regno di Giorgio III, l'infanzia di Carlotta non era così utopistica come i suoi genitori avevano pianificato[2].

Come i suoi fratelli e le sue sorelle, essa fu educata da insegnanti privati e passò la maggior parte della sua infanzia al palazzo di Buckingham, al palazzo di Kew e presso il castello di Windsor.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Carlotta sposò, il 18 maggio 1797 nel palazzo di St.James di Londra, il principe Federico, duca ereditario del Württemberg, rimasto vedovo di una cugina di Carlotta, Augusta di Brunswick-Wolfenbüttel. La coppia ebbe una sola figlia nata e morta il 27 aprile del 1798.

Federico divenne duca regnante del Württemberg, con il nome di Federico III, il 22 dicembre del 1797, alla morte del padre.

Württemberg[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1800 l'esercito francese occupò il Württemberg e il duca e la duchessa fuggirono a Vienna. L'anno seguente, il duca Federico concluse un trattato privato che cedette Montbéliard alla Francia e ricevendo in cambio Ellwangen due anni dopo. Assunse il titolo di Elettore il 25 febbraio 1803. In cambio della fornitura alla Francia di una grande forza ausiliaria, Napoleone I riconobbe l'Elettore come Re del Württemberg il 26 dicembre 1805. Carlotta divenne regina quando suo marito salì formalmente al trono il 1 gennaio 1806 e fu incoronato come tale lo stesso giorno a Stoccarda.

Il Württemberg si separò dal Sacro Romano Impero e si unì alla breve Confederazione del Reno di Napoleone. Tuttavia, la recente alleanza del re con la Francia tecnicamente lo rese nemico di suo suocero. Giorgio III, infastidito dall'assunzione del titolo da parte del genero e dal suo ruolo di vassallo più devoto di Napoleone, si rifiutò di rivolgersi a sua figlia come "Regina del Württemberg". Nel 1813, il re Federico cambiò parte e passò agli alleati, dove il suo status di cognato del principe reggente (in seguito Giorgio IV) aiutò la sua posizione. Dopo la caduta di Napoleone, partecipò al Congresso di Vienna e fu confermato re. Morì il 30 ottobre 1816.

Regina vedova[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di suo marito, Carlotta continuò a vivere nel palazzo di Ludwigsburg, vicino alla città di Stoccarda, dove ricevette la visita dei suoi fratelli e delle sue sorelle.

Essa fu una delle madrine della principessa Vittoria di Kent, futura regina Vittoria del Regno Unito, senza tuttavia assistere direttamente al battesimo il 24 giugno 1819.

Nel 1827 Carlotta ritornò in Gran Bretagna per la prima volta, dopo trent'anni dal suo matrimonio, per ragioni di salute.

La Regina morì il 5 ottobre del 1828 nel suo palazzo di Ludwigsburg[3].

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Carlotta di Hannover Padre:
Giorgio III d'Inghilterra
Nonno paterno:
Federico di Hannover
Bisnonno paterno:
Giorgio II d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Eleonora Erdmuthe di Sassonia-Eisenach
Nonna paterna:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno paterno:
Federico II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Federico I di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Maddalena Sibilla di Sassonia-Weissenfels
Bisnonna paterna:
Maddalena Augusta di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Carlo Guglielmo di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Sofia di Sassonia-Weissenfels
Madre:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Nonno materno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonno materno:
Adolfo Federico II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Adolfo Federico I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna materna:
Maria Caterina di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Cristiana Emilia di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonno materno:
Cristiano di Schwarzburg-Sondershausen
Trisnonna materna:
Antonia Sibilla di Barby-Muhlingen
Nonna materna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Bisnonno materno:
Ernesto Federico I di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonno materno:
Ernesto di Sassonia-Hildburghausen
Trisnonna materna:
Sofia Enrichetta di Waldeck
Bisnonna materna:
Sofia Albertina di Erbach-Erbach
Trisnonno materno:
Giorgio I di Erbach-Erbach
Trisnonna materna:
Amalia Caterina di Waldeck-Eisenberg

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yvonne's Royalty Home Page: Royal Christenings, su users.uniserve.com. URL consultato il 23 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2011).
  2. ^ Flora Fraser, Princesses: the six daughters of George III, 1st American, New York, Knopf, 2005, p. [1], ISBN 978-0-679-45118-1.
  3. ^ Allison Weir, Britain's Royal Families: The Complete Genealogy, Random House, 2011, ISBN 978-1-4464-4911-0.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN43708100 · ISNI (EN0000 0000 5490 2991 · LCCN (ENn2005047964 · GND (DE101488971 · ULAN (EN500108294 · CERL cnp00960096 · WorldCat Identities (ENn2005-047964