Anna di Hannover

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Anna di Hannover
Anna van Hannover by Johann Valentin Tischbein 1753.jpeg
Anna di Hannover.
Principessa Reale
Principessa consorte d'Orange
Stemma
Trattamento Altezza reale
Nascita Londra, 2 novembre 1709
Morte Londra, 12 gennaio 1759
Dinastia Hannover
Padre Giorgio II di Gran Bretagna
Madre Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Consorte Guglielmo IV di Orange-Nassau
Religione Anglicanesimo

Anna di Hannover (Londra, 2 novembre 1709Londra, 12 gennaio 1759) principessa reale e principessa di Orange.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anna e le sue sorelle, dipinto di Martin Maingaud, 1721.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Anna nacque al Palazzo di Herrenhausen, Hannover, cinque anni prima che suo nonno paterno, l'Elettore Giorgio Luigi, succedesse al trono Britannico come Giorgio I. Fu battezzata poco dopo la sua nascita al Palazzo di Herrenhausen.[1] Fu chiamata così in onore, della cugina di secondo grado di suo nonno paterno Anna, Regina di Gran Bretagna.[2]

Imparò il tedesco, il francese e l'inglese,[3], e le fu insegnata la musica (incluso il canto, l'arpa e la composizione) con Georg Friedrich Händel. Händel non amava insegnate, ma disse che voleva "fare tutto per Anna, il fiore delle principesse".[4] Lei rimase una sua sostenitrice tutta la vita, attendendo i suoi operati e approvando la sua musica.

Contrasse e sopravvisse al vaiolo nel 1720,[5] e due anni dopo la sua madre contribuì alla diffusione della pratica della variolizzazione (un primo tipo di vaccino contro il vaiolo), assistita da Lady Mary Wortley Montagu e Charles Maitland a Costantinopoli. Su direzione di Carolina, sei prigionieri condannati a morte testarono il vaccino anziché l'esecuzione: tutti sopravvissero, così come sei orfanelli che ebbero lo stesso trattamento. Convinta del valore medico, la Regina lo provò sulle due figlie più giovani, Amelia e Carolina, inoculate con successo.[6] La faccia di Anna fu segnata dalla malattia, e lei non fu considerata più bella come le sue due sorelle maggiori.[7]

Principessa reale[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 agosto 1727, Giorgio II creò sua figlia maggiore Principessa Reale. Carlo I elargì per primo questo titolo per la primogenita, Maria, Principessa d'Orange (madre di Guglielmo III), nel 1642. Tuttavia, il titolo non fu usata prima del regno di Giorgio II. (La Principessa Anna divenne Principessa Reale durante la vita di sua zia, la Regina Sofia Dorotea di Prussia, figlia primogenita del monarca Britannico, Giorgio I, Sofia Dorotea aveva sposato il Re di Prussia otto anni prima la successione di suo padre.)

Lavori[modifica | modifica wikitesto]

La principessa prendeva lezioni di disegno e pittura da Herman van der Mijn e fece un suo autoritratto nel 1740 che è nella collezione della Casa di Orange-Nassau. Fece anche un ritratto di Van der Mijn mentre lui ritraeva i volti degli altri membri della famiglia.[8]

Regno di Gran Bretagna
Casato di Hannover
Royal Arms of the Kingdom of Hanover.svg

Giorgio I (1714-1727)
Giorgio II (1727–1760)
Giorgio III (1760–1820)
Giorgio IV (1820–1830)
Guglielmo IV (1830–1837)
Vittoria (1837–1901)

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente venne ipotizzato un fidanzamento tra Anna e Luigi XV, ma ciò non venne realizzato in quanto i francesi insistevano sulla conversione al cattolicesimo di Anna.

Sposò, il 25 marzo 1734 a St. James's Palace, Guglielmo IV di Orange-Nassau[9], figlio di Giovanni Guglielmo Friso d'Orange, capo della linea di Frisia della Casa di Orange-Nassau, e di sua moglie Maria Luisa d'Assia-Kassel. Guglielmo aveva una deformità alla colonna vertebrale, che ha colpito il suo aspetto, ma Anna disse che l'avrebbe sposato, anche "se fosse stato un babbuino"[10]. Guglielmo e Anna viaggiarono nei Paesi Bassi dopo una luna di miele a Kew. Anna presto sentì nostalgia di casa quando il marito partì per la Renania, e viaggiò in Inghilterra. Alla fine, il marito e il padre le ordinarono di tornare nei Paesi Bassi[11].

Reggenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1751, alla morte del marito, Anna venne nominata reggente per il figlio, il principe Guglielmo V, che all'epoca aveva solo tre anni.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Ha continuato ad agire come reggente fino alla sua morte di idropisia nel 1759, a L'Aia, Paesi Bassi, quando fu sostituita da sua suocera, Maria Luisa d'Assia-Kassel e dal duca Luigi Ernesto di Brunswick-Lüneburg. Quando anche lei morì, la figlia di Anna, Carolina, è stata nominata reggente fino alla maggiore età di Guglielmo V, nel 1766.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Anna e Guglielmo ebbero cinque figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Anna, Principessa Reale Padre:
Giorgio II del Regno Unito
Nonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Bisnonno paterno:
Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno paterno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Sofia del Palatinato
Trisnonno paterno:
Federico V del Palatinato
Trisnonna paterna:
Elisabetta Stuart
Nonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Bisnonno paterno:
Giorgio Guglielmo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno paterno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Éléonore d'Esmier d'Olbreuse
Trisnonno paterno:
Alexandre II d'Esmier d'Olbreuse
Trisnonna paterna:
Jacquette Poussard de Vandré
Madre:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Nonno materno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonno materno:
Alberto II di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Gioacchino Ernesto di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Sofia di Solms-Laubach
Bisnonna materna:
Sofia Margherita di Öttingen-Öttingen
Trisnonno materno:
Gioacchino Ernesto di Öttingen-Öttingen
Trisnonna materna:
Anna Sibilla di Solms-Sonnenwalde
Nonna materna:
Eleonora Erdmuthe di Sassonia-Eisenach
Bisnonno materno:
Giovanni Giorgio I di Sassonia-Eisenach
Trisnonno materno:
Guglielmo di Sassonia-Weimar
Trisnonna materna:
Eleonora Dorotea di Anhalt-Dessau
Bisnonna materna:
Giovannetta di Sayn-Wittgenstein
Trisnonno materno:
Ernesto di Sayn-Wittgenstein
Trisnonna materna:
Luisa Giuliana di Erbach-Erbach

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yvonne's Royalty Home Page: Royal Christenings, su users.uniserve.com. URL consultato il 30 marzo 2016.
  2. ^ Van der Kiste, p. 24
  3. ^ Van der Kiste, p. 84
  4. ^ Van der Kiste, p. 85
  5. ^ Van der Kiste, p. 73
  6. ^ Van der Kiste, p. 83
  7. ^ Van der Kiste, p. 78
  8. ^ Clayton, Ellen Creathorne. English female artists, volume 2 (London, Tinsley brothers, 1876) p. 81 ff.
  9. ^ Van der Kiste, p. 132
  10. ^ Van der Kiste, p. 131
  11. ^ Van der Kiste, pp. 135–136

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN30342364 · LCCN: (ENnr92031918 · ISNI: (EN0000 0000 1368 7324 · GND: (DE119237547 · BNF: (FRcb124577839 (data) · CERL: cnp00550836