Buffalo (famiglia)

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Famiglia Magaddino
Famiglia Magaddino
Stefano Magaddino
Nomi alternativi Famiglia di Buffalo
Area di origine Buffalo, New York
Aree di influenza Area metropolitana Buffalo-Niagara Falls, Syracuse, Rochester, Utica, Northern Pennsylvania, Las Vegas, Canada (Ontario)
Periodo 1910 - in attività
Boss Leanardo Falzone
Alleati Famiglia Genovese, Gambino, Bonanno, Colombo e Los Angeles
Rivali Famiglia di Cleveland
Varie gang di Buffalo
Attività Scommesse, traffico di droga, sindacati, racket, prostituzione, corruzione, gioco d'azzardo, estorsione, usura, omicidio

La Famiglia di Buffalo, conosciuta anche come Famiglia Magaddino o The Arm ((IT) :Il Braccio), è una potente famiglia mafiosa che segue le proprie attività illecite a Buffalo, nello stato di New York, negli Stati Uniti d'America.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il primo boss noto di Buffalo è stato Angelo "Buffalo Bill" Palmeri, emigrato dalla cittadina siciliana di Castellammare del Golfo. Palmeri era un noto mafioso siciliano che assunse il controllo della Little Italy di Buffalo, guadagnando soldi tramite la "protezione" dei proprietari dei negozi di generi alimentari, venditori ambulanti e ristoranti italiani. Guidava anche un gruppo della Mano Nera che predavano le imprese sia legali che illegali, tra cui protettori e spacciatori di narcotici. Palmieri era un capodecina del Clan Castellammarese, che aveva partecipazioni e componenti in quasi tutti gli USA, in città come New York City, Filadelfia, Boston, Detroit e Chicago.

Era Maggadino[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Magaddino era nato il 10 ottobre 1891 ed emigrò anch'egli negli Stati Uniti da Castellammare del Golfo. Si stabilì nella comunità siciliana di Williamsburg a Brooklyn, New York. Magaddino proveniva da una famiglia di mafiosi potenti e ben noti e già aveva la reputazione di un killer spietato al suo arrivo negli Stati Uniti. Magaddino rapidamente si integrò nella malavita di New York e divenne un leader di una banda che si occupava di rapine, estorsioni, truffe e furti, che gli permisero di fare una piccola fortuna. In poco tempo creò un vero e proprio gruppo composto da castellammaresi, conosciuto come "I bravi killer", divenuto una potente presenza nella mafia. Nel 1921 fu arrestato a New York, insieme allo stretto collaboratore e collega Castellammarese Gaspare Milazzo, per il loro presunto coinvolgimento nell'omicidio di un uomo ad Avon, New Jersey. La vittima era un membro del clan Buccellato di Castellammare, un clan rivale della famiglia dei Maggadino, con cui aveva combattuto più volte i Sicilia.

Dopo essere stato rilasciato dalla polizia di New York, Milazzo si trasferì in un'altra grande comunità Castellammarese di Detroit, mentre Magaddino spostò la sua base di operazioni nella zona superiore dello Stato di New York, stabilendosi prima nella città di Buffalo, poi nella zona delle Cascate del Niagara nel 1922. Magaddino divenne uno stretto collaboratore di Angelo Palmeri, e dopo la morte del suo viceboss Joseph Peter DiCarlo, Palmeri convinse Maggadino a prendere la sua posizione come boss. Magaddino accettò e nominò Palmeri suo consigliere.

Sotto Magaddino, la famiglia di Buffalo divenne un gruppo influente durante il proibizionismo, beneficiando della vicinanza con il confine canadese e delle molte connessioni con la criminalità organizzata a livello nazionale. Per tutto il proibizionismo, la famiglia di Buffalo ebbe forti legami con gruppi mafiosi canadesi dell'Ontario, che rifornivano di liquori molte gang della malavita americana, che a loro volta li contrabbandavano per tutti gli Stati Uniti. Magaddino e la sua famiglia diventarono estremamente ricchi durante il proibizionismo, e durante gli anni venti fece in modo che i suoi interessi criminali e territori fossero protetti dai rivali. Tra questi c'erano i Porello di Cleveland. La famiglia di Buffalo crebbe in potenza e influenza durante gli anni venti e cominciò ad affermarsi a livello nazionale attraverso i legami affaristici che Maggadino aveva stretto con la Chicago Outfit e la Detroit Partnership nel Midwest, con la famiglia di Los Angeles nella West Coast e con la famiglia Bonanno di New York, guidata dal cugino Joe Bonanno.

Guerra castellammarese[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del Proibizionismo la mafia di New York e in misura minore l'intera Mafia americana fu coinvolta nella famosa "guerra Castellammarese" del 1930-1931, che aveva da una parte il Clan Castellammarese guidato da Salvatore Maranzano, che voleva mantenere inalterati i riti di Cosa Nostra, e dall'altra la Famiglia Masseria, guidata da Joe Masseria, che voleva aprire Cosa Nostra a tutti gli italiani e fare affari con gli ebrei e gli irlandesi. Maggadino, per via della stessa origine castellammarese, si schierò con Maranzano.

La guerra si concluse nel 1931, quando il giovane Charles "Lucky" Luciano eliminò il suo boss Masseria, e successivamente Maranzano, per poter finalmente riorganizzare Cosa Nostra, creare la Commissione e porre fine alle guerre tra le famiglie. Per fare questo però, Luciano dovette spazzar via tutti i "Mustache Pete" ("Baffo Pietro") di Cosa Nostra, ossia la vecchia guardia della mafia. Maggadino, durante la guerra, aveva finanziato massicciamente i suoi alleati, vedendoli poi vanificati quando questi furono spazzati via uno dopo l'altro, costringendolo ad allearsi con Luciano per evitare la stessa sorte. Grazie a questa decisione, quella di Maggadino fu tra le prime a sedere nella Commissione, assieme alle Cinque Famiglie di New York, la Chicago Outfit e le famiglie di Cleveland, Detroit, Boston, Filadelfia e New Orleans.

Declino e caduta[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Maggadino riuscì a conservare un grande potere per oltre 50 anni. Con lo sviluppo del gioco d'azzardo a Las Vegas, la famiglia mise le mani o comunque prese partecipazioni su diversi casinò.

L'inizio del declino avvenne nel 1972, con la scoperta e la sgominazione della French connection, causando un giro di vite sul crimine organizzato che portò l'FBI a colpire duramente la famiglia Maggadino. Con la morte di Maggadino nel 1974, la famiglia non poté che assistere alla propria disfatta. Nel 1984 Samuel Frangiamore fu incarcerato dopo aver scoperto e sgominato ancora una volta un traffico di droga, ma ben più ampio e remunerativo: la "Pizza connection". Con tale scoperta, l'organizzazione iniziò a cadere sotto i colpi delle forze dell'ordine. Attualmente si stima che l'organizzazione abbia 40 "uomini d'onore" e 300 associati. Risulta attiva in tutta la zona superiore dello Stato di New York, con sede a Buffalo, a Rochester sopra NYC e, seppur in maniera ridotta, a Las Vegas.

Boss della famiglia di Buffalo[modifica | modifica wikitesto]



Angelo Palmeri
1908 - 1912

Joseph DiCarlo
1912 - 1922

Stefano Magaddino
1922 - 1974

Samuel Frangiamore
1974 - 1984

Joseph Todaro, Sr.
1984 - 2006

Leonardo Falzone
2006 - Attualmente


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]