Barry Ackroyd

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Barry Ackroyd (Manchester, 12 maggio 1954) è un direttore della fotografia britannico.

È collaboratore abituale del regista Ken Loach, per il quale ha curato la fotografia di quasi ogni suo film, con rare eccezioni, a partire da Riff Raff del 1991. Per questo fortunato sodalizio professionale i due hanno ricevuto un premio speciale al festival Camerimage 2002.

Per il suo lavoro in Il vento che accarezza l'erba (2006) ha vinto l'European Film Award, mentre per quello in The Hurt Locker (2008) è stato candidato all'Oscar e ha vinto il Premio BAFTA.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Operatore di documentari di taglio sociale per registi quali Nick Broomfield, all'inizio degli anni novanta ricopre un ruolo fondamentale nella rinascita di Ken Loach[1] dimostrandosi, con il suo gusto figurativo essenziale e il suo «ruvido realismo di scuola televisiva» e di «vigoroso cinema-verità»,[1] l'interprete ideale dell'universo estetico del regista. Dopo aver curato le immagini del televisivo The View from the Woodpile (1988), a partire dal lungometraggio cinematografico Riff Raff (1991) accompagna quindi Loach nella sua successiva carriera.

Nel corso degli anni, pur conservando il gusto realista che dimostra la massima efficacia nei melodrammi di ambientazione urbana britannica, come My Name Is Joe del 1998 e Sweet Sixteen del 2002, si adatta ad ambientazioni diverse, come il Nicaragua di La canzone di Carla (1996) e la Los Angeles di Bread and Roses (2000), e affina «la sua padronanza del colore, maturando una certa sensibilità pittorica fatta di cromatismi smorzati e mezzi toni»,[1] che culmina nel film d'ambientazione d'epoca Il vento che accarezza l'erba (2006), vincitore della Palma d'oro al 59º Festival di Cannes,[2] che vale ad Ackroyd la vittoria dell'European Film Awards per la miglior fotografia.

Tra le sue collaborazioni con altri registi, si possono citare negli anni novanta Under the Skin - A fior di pelle (1997) di Carine Adler e Il figlio perduto (1999) di Chris Menges, negli anni duemila United 93 (2006) e Green Zone (2010) di Paul Greengrass e soprattutto The Hurt Locker (2008) di Kathryn Bigelow, film vincitore di sei Premi Oscar fra cui quelli per miglior film e miglior regia, per il quale ha ricevuto la sua prima candidatura all'Oscar alla migliore fotografia.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Vol. A-K p. 14
  2. ^ (EN) Awards 2006, festival-cannes.fr. URL consultato il 10 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stefano Masi, Dizionario mondiale dei direttori della fotografia, Recco, Le Mani, 2007. ISBN 88-8012-387-4 pp. 14-15

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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