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Arriva John Doe

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Arriva John Doe
Locandina originaria
Titolo originaleMeet John Doe
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1941
Durata122 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia, drammatico
RegiaFrank Capra
Soggettoda una storia di Richard Connell e Robert Presnell Sr.
SceneggiaturaRobert Riskin
ProduttoreFrank Capra
Produttore esecutivoWarner Bros., Frank Capra Productions
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaGeorge Barnes
MontaggioDaniel Mandell
Effetti specialiJack Cosgrove
MusicheDimitri Tiomkin
ScenografiaStephen Goosson
CostumiNatalie Visart
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originario:

Ridoppiaggio TV:

Arriva John Doe (titolo orig. Meet John Doe, lett. Vi presento John Doe) è un film commedia-drammatico del 1941 diretto e prodotto da Frank Capra, scritto da Robert Riskin e interpretato da Gary Cooper, Barbara Stanwyck ed Edward Arnold. Il film racconta una campagna politica "popolare" creata inconsapevolmente dall'editorialista di un quotidiano col coinvolgimento di un senzatetto, assunto per personificare l'uomo medio americano di buon senso, e perseguita dal ricco proprietario del giornale. Fu un successo al botteghino e fu candidato all'Oscar per la migliore storia; si classificò al 49° posto nella classifica "100 Years... 100 Cheers" dell'AFI. Fu il primo dei due lungometraggi che Capra realizzò per la Warner Bros. dopo aver lasciato la Columbia Pictures; l'altro fu Arsenico e vecchi merletti (1944).

Il titolo riprende il nome "John Doe", nella variante femminile "Jane Doe", usato negli Stati Uniti per indicare una vittima o imputato sconosciuto, che si intende mantenere anonimo in un caso legale. È inoltre il nome che viene attribuito d'ufficio ai cadaveri di sconosciuti. In Italia, il film fu ridistribuito col titolo I dominatori della metropoli.

John Doe (Gary Cooper)
«Siate un miglior vicino.»

Un quotidiano locale, il Bulletin, ha una nuova direzione e il suo nuovo nome è The New Bulletin, con l'editorialista di cronache rosa Ann Mitchell tra i membri dello staff licenziati per "snellire" e render efficiente il giornale, ma non prima di aver ricevuto l'incarico di scrivere un ultimo articolo. Infuriata, Ann scrive di sana pianta la lettera di un immaginario disoccupato, "John Doe", che minaccia il suicidio la vigilia di Natale in segno di protesta contro i mali della società, deluso dal comportamento egoista dei suoi concittadini. Pubblicata, la lettera suscita immediato scalpore tra i lettori e il giornale concorrente, il Chronicle, sospetta una frode e inizia a indagare. Il direttore Henry Connell viene convinto a riassumere subito Ann, che progetta di incrementare le vendite del giornale sfruttando il fittizio John Doe. Ella rivela di essere l'autrice della missiva disperata, suggerendo di esser l'unica in grado di portare avanti la storia, chiedendo in cambio un cospicuo aumento di stipendio, oltre a un bonus. Tra i numerosi derelitti che si presentano al giornale sostenendo di aver scritto la lettera originale, Ann e Henry assumono John Willoughby detto "il lungo", un ex giocatore di baseball diventato vagabondo, bisognoso di soldi per riparare il braccio infortunato, per interpretare il ruolo di John Doe. Ann inizia a scrivere una serie di articoli a nome di Doe, elaborando le idee contenute nella lettera originale sul disprezzo della società per le persone bisognose. "John Doe" viene istruito su che cosa dire e fare dalla giornalista, secondo gli insegnamenti del defunto padre, un samaritano che realmente aiutava il prossimo.

Willoughby riceve 50 dollari, un vestito nuovo e una lussuosa suite d'albergo, portando con sè il suo amico vagabondo "Il Colonnello", un vecchio che si lancia in una lunga invettiva contro gli "iloti", persone che cercano di vendere cose, gravando gli altri di proprietà, legandoli a responsabilità che richiedono denaro per essere pagate, finché anche loro non diventano degli iloti. Ann, proponendosi di portare Doe in tutto il paese tramite la radio, riceve dall'editore del Bulletin, D. B. Norton, 100 dollari a settimana per scrivere discorsi radiofonici per Willoughby. Nel frattempo, a Willoughby viene offerta una tangente di 5.000 dollari dal Chronicle per ammettere che l'intera faccenda era una trovata pubblicitaria, ma alla fine rifiuta e pronuncia il discorso che Ann ha scritto per lui. In seguito, sentendosi sinceramente tormentato all'idea di aver suscitato tante aspettative abusando della buona fede del pubblico, scappa, viaggiando in treno con il Colonnello fino a raggiungere Millsville. "John Doe" viene riconosciuto in un ristorante e portato al municipio, dove incontra Bert Hanson, che gli racconta come le parole di Doe lo abbiano ispirato a fondare un "club John Doe", migliorando le relazioni coi propri vicini.

La filosofia di John Doe si diffonde in tutto il Paese, sviluppandosi in un ampio movimento popolare il cui semplice slogan è il seguente: "Sii un vicino migliore". Tuttavia, Norton progetta segretamente di incanalare l'ampio sostegno popolare per Doe in appoggio alle proprie ambizioni politiche nazionali. Quando viene programmato un comizio di John Doe, a cui partecipano i Club di John Doe, che riuniscono i "buoni vicini", spuntati come funghi e provenienti da tutta l'America, il magnate dei media Norton incarica la Mitchell di scrivere un discorso per Willoughby in cui egli annuncia la fondazione di un nuovo partito politico e sostiene Norton come candidato alla Presidenza. La sera del comizio, Willoughby, che ha imparato a credere nella filosofia di John Doe, viene a conoscenza delle trame di Norton da un Henry ubriaco. Immantinente, si presenta a casa di Norton per annunciargli la propria opposizione alle sue macchinazioni, svelando il piano segreto al pubblico durante la manifestazione. Vedendo seduta tra i potenti ospiti del maggiorente anche Ann, ritiene esser anche il suo un tradimento: deluso, se ne va, non prestandole nemmeno ascolto.

John denuncia Norton e cerca di smascherare il complotto al comizio, ma il suo discorso viene interrotto da orde di strilloni che portano un'edizione speciale del New Bulletin che smaschera Doe come un impostore. Norton sostiene davanti al pubblico che Doe abbia ingannato lui e la redazione del giornale, come tutti gli altri, e fa spegnere gli altoparlanti prima che Doe possa difendersi. John si riavvicina al suo amico vagabondo, che aveva scelto di restare sotto il ponte. Scoraggiato per aver deluso i propri seguaci, ora infuriati, Willoughby non sopporta l'idea di esser considerato un truffatore e ha deciso di suicidarsi gettandosi dal tetto del Municipio la vigilia di Natale, come indicato nella "lettera originale" di John Doe. Arrivato in cima al grattacielo col proposito di farla finita, trova ad aspettarlo Norton e compari, che lo ammonisce dell'inutilità del gesto eroico ed estremo, che resterà nascosto al pubblico, avendo già allertato la polizia di attivare nel caso un piano di occultamento del cadavere, e di silenziamento della notizia. Al che, John replica di averlo preveduto: ha già inviato un'altra lettera di commiato, oltre a quella che ha con sè, come testimonianza. Anche Ann, che si è innamorata di John, ha raggiunto la scena e cerca disperatamente di dissuaderlo dal buttarsi dicendo che il primo John Doe è già morto per il bene dell'umanità, e Hanson e i suoi vicini gli raccontano del loro piano per riaprire il loro club John Doe. Convinto a non suicidarsi, John se ne va commosso, portando Ann, svenuta, tra le braccia, avendo compreso che la sua voce era autentica nel promuovere la solidarietà tra persone comuni. Henry si rivolge a Norton e dice: «Eccoti, Norton! La gente! Prova a leccarla!».

Distribuzione

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La pellicola uscì nelle sale italiane nel 1948. Del film esistono due versioni italiane. Il DVD pubblicato da Sinister offre entrambe le versioni del doppiaggio italiano.

Altri progetti

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