Antoine de Caunes

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Antoine de Caunes nel 2013

Antoine de Caunes (Parigi, 1º dicembre 1953) è un attore, regista, conduttore televisivo, doppiatore e sceneggiatore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del giornalista Georges de Caunes e della presentatrice Jacqueline Joubert, Antoine de Caunes cominciò a lavorare in televisione sul finire degli anni settanta. Per molto tempo fu un volto di Antenne 2 e di Canal+ e negli anni ottanta divenne noto anche fuori dalla Francia, quando venne assunto da BBC Two per condurre il programma televisivo Rapido[1]. La popolarità che ne conseguì lo portò a condurre per molti anni su Channel 4 il programma per adulti Eurotrash, insieme allo stilista Jean-Paul Gaultier.

Nello stesso periodo, de Caunes affiancò all'attività di conduttore quella di attore. Nel 1989 prese parte al film Pentimento, poi nel 1999 fu protagonista della pellicola L'homme est une femme comme les autres, per la quale ottenne la nomination al Premio César per il migliore attore.

Oltre all'impegno come attore, de Caunes è anche regista e sceneggiatore; fra i suoi film più importanti si ricordano Love Bites - Il morso dell'alba, Monsieur N., riguardante la vita di Napoleone Bonaparte, e Coluche: l'histoire d'un mec, sulla vita del comico Coluche.

Dal 2013 è il conduttore del talk-show quotidiano Le Grand Journal.

Dal matrimonio con la documentarista Gaëlle Royer è divenuto padre di Emma, anche lei attrice. Successivamente ha avuto una relazione con Agnès Léglise, dalla quale ha avuto il figlio Louis. Dopo una relazione con l'attrice Elsa Zylberstein, durata alcuni anni, si è sposato con la giornalista Daphné Roulier, con la quale ha avuto un altro figlio, Jules.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Antoine de Caunes nel 2009

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Antoine de Caunes

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Contentious? Moi?, The Independent. URL consultato il 30 ottobre 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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