Andrea Tamburi

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Andrea Tamburi (Firenze, 2 ottobre 1948Mosca, 27 febbraio 1994) è stato un attivista e politico italiano.

Militante del Partito Radicale a partire dagli anni ottanta, nel 1989 divenne responsabile delle attività del Partito Radicale Transnazionale nell'ex-URSS/CSI, dove promosse l'adesione di migliaia di cittadini e parlamentari alle iniziative per l'abolizione della pena di morte, il riconoscimento dei diritti civili e politici delle minoranze, l'antiproibizionismo sulle droghe.[1][2][3] La sua morte avvenne in circostanze non del tutto chiarite nel febbraio del 1994 a Mosca.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Attività politica in Italia e in Est Europa[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente vicino al Partito Comunista Italiano, si avvicinò al Partito Radicale aderendo alla campagna contro lo sterminio per fame nel mondo. Iscrittosi all'Associazione radicale "Ernesto Rossi" di Firenze, di cui fu eletto tesoriere nel 1985,[5] si occupò di campagne contro la caccia e il nucleare e per l'obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio e al servizio civile,[6] oltre che di una serie di campagne locali per uno sviluppo urbano sostenibile.[7]

Sul finire degli anni ottanta, si trasferì dapprima a Trieste e poi a Roma per proseguire la propria attività politica. Fu protagonista di varie iniziative politiche radicali prevalentemente oltre confine, in Grecia dove nell'agosto 1987 partecipò alle manifestazioni per chiedere al Parlamento greco l'approvazione di una legge per il riconoscimento del diritto all'obiezione di coscienza[8][9], in Jugoslavia e in Cecoslovacchia.[10]

Nel settembre 1985, si recò in Jugoslavia assieme ad altri militanti radicali (fra cui Olivier Dupuis) per distribuire clandestinamente volantini e adesivi per una "Jugoslavia democratica nella Comunità europea". Fu arrestato assieme agli altri militanti e poi espulso dal Paese.[11]

Nel marzo 1988, rientrò clandestinamente in Jugoslavia per manifestare nuovamente, assieme ad altri militanti radicali (fra cui Roberto Giachetti e Mariateresa Di Lascia), a favore dell'ingresso del Paese nella CEE, durante un'amichevole di calcio fra Jugoslavia e Italia a Spalato, ripresa in Eurovisione. Anche in quel caso, i manifestanti vennero arrestati, interrogati ed espulsi dal Paese.[12][13]

Nell’agosto 1988, in occasione del ventesimo anniversario della Primavera di Praga, fece parte di un gruppo di militanti radicali guidato da Giovanni Negri che organizzò a Praga una distribuzione non autorizzata di volantini contro la repressione dei diritti civili e politici da parte del regime comunista, iniziativa che culminò in una breve dimostrazione in Piazza San Venceslao con slogan e striscioni. L'intero gruppo di militanti fu arrestato ed espulso a vita dal Paese. Il provvedimento fu annullato due anni dopo e la delegazione fu ricevuta dal neo-presidente Václav Havel al Castello di Praga.[14][15][16][17][18][19]

Nel 1989, sottoscrisse una lettera aperta assieme a Marino Busdachin e Massimo Lensi, con la quale i tre chiedevano di essere accettati nel Partito Comunista Italiano con la "doppia tessera" comunista e radicale. L'iniziativa fu fatta in solidarietà all'allora deputato comunista Willer Bordon, che si iscrisse al Partito Radicale (pur non avendo ritirato la tessera), violando lo Statuto del partito che non ammetteva l'iscrizione contemporanea al PCI e a un'altra formazione politica.[20][21]

Sempre nel 1989, ritornò clandestinamente a Lubiana, Zagabria e Capodistria per organizzarvi un congresso del Partito Radicale. Venne nuovamente fermato ed espulso.[22]

Eletto Consigliere federale al Congresso del Partito Radicale Transnazionale di Budapest dell'aprile 1989,[23] intraprese varie missioni nei Paesi dell'ex-Unione Sovietica con Marino Busdachin e Antonio Stango[24] per facilitare la transizione democratica delle nascenti repubbliche ex-sovietiche e per promuovere i temi dell'abolizione della pena di morte, dell'abbandono del proibizionismo sulle droghe,[25] dell'obiezione di coscienza sul servizio militare, delle condizioni carcerarie e la difesa dei diritti civili e politici e delle minoranze etniche.[26][27] Grazie ai suoi sforzi, circa la metà dei parlamentari moldavi si iscrisse al PRT ai primi degli anni novanta.[4] In Italia, nel 1992 fu candidato nella Lista Pannella nella circoscrizione Siena-Arezzo-Grosseto.[28]

La scomparsa, la morte e l'inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

Tamburi scomparve la sera del 23 febbraio 1994 a Mosca, dove si era trasferito da due anni. Dopo tre giorni di ricerche infruttuose da parte dei suoi compagni di partito, il 27 febbraio la polizia russa li avvertì che Tamburi era morto poche ore prima all'ospedale Sklifasovskij in cui era ricoverato da giorni. Secondo la ricostruzione ufficiale, Tamburi fu investito da un'auto durante la notte fra il 23 e il 24 febbraio e portato all'ospedale moscovita,[4] dove «per errore era stato registrato come Andreij Tamburin» e dove rimase in coma per tre giorni.[29]

La ricostruzione, tuttavia, presentava varie incongruenze: il guidatore e sua moglie dichiararono di essersi schiantati contro un palo, ma non ricordavano di aver investito qualcuno; i radicali affermarono di essere stati per due volte all'ospedale Sklifasovskij alla ricerca di Tamburi, ottenendo in entrambi i casi per risposta che non c'era nessun paziente che corrispondesse alla sua descrizione; infine, stando all'autopsia effettuata a Firenze, le ferite riportate da Tamburi non erano affatto compatibili con quelle di un investimento stradale, mentre risultavano più compatibili con quelle derivanti da un pestaggio.[4]

In seguito a un'inchiesta della procura di Firenze per omicidio preterintenzionale, fu accertato che Andrea Tamburi «è stato vittima di una aggressione ad opera di persone ignote la cui identità non ha potuto essere stabilita dalle indagini», al pari delle motivazioni dell'omicidio. La procura russa e il suo collega di partito Antonio Stango sostenevano l'ipotesi di una banda di criminali che lo aggredì a scopo di rapina, ma il sostituto procuratore di Firenze, Bruno Maresca, ipotizzò una possibile pista politica per l'omicidio, commentando che «prendono corpo i sospetti che possa esserci stato un depistaggio».[29] Sul fatto furono presentate interrogazioni parlamentari.[30][31] [32] I funerali si tennero il 9 marzo 1994 a Firenze.[33][34] L'Associazione dei radicali fiorentini, costituita nel 2001, fu a lui intitolata.[35] Nel 2008 la Commissione Toponomastica del Comune di Firenze deliberò di intitolare a Andrea Tamburi una strada[36] , la delibera è ancora in attesa di attuazione.

Riferimenti all'attività di Andrea Tamburi per la promozione dei diritti civili e politici nelle Repubbliche ex sovietiche, così come all'opinione che il suo omicidio possa aver avuto una matrice politica sono riportati in giornali online in lingua russa, riconducibili a vari gruppi di opposizione (vedi le note)[37][38][39], sul sito della radio Echo of Moscow[40] e nelle memorie del dissidente Serghey Grigoryanz.[41]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lensi, pp. 29,133.
  2. ^ Vecellio, p.39.
  3. ^ L'attività del Partito Radicale nell'ex URSS. Intervista di Andrea Billau ad Andrea Tamburi, su radioradicale.it, 9 settembre 1992. URL consultato il 12 agosto 2016.
  4. ^ a b c d Franca Selvatici, Il mistero di Tamburi, radicale morto a Mosca, in la Repubblica, 20 marzo 1994. URL consultato l'11 agosto 2016.
  5. ^ "Radicali: eletto nuovo direttivo", La Nazione, 3 dicembre 1985,
  6. ^ "Liberate i nonviolenti e gli obiettori di coscienza", di Michele Brancale, La Città-Corriere di Firenze, p. 8, 22 dicembre 1987.
  7. ^ Paolo Vagheggi, Una valanga di "sì" per Firenze senz'auto, in la Repubblica, 1º novembre 1988. URL consultato l'11 agosto 2016.
  8. ^ Lensi, p. 53.
  9. ^ Scheda cronologica su: DALL'OBIEZIONE DI COSCIENZA ALL'AFFERMAZIONE DI COSCIENZA, su radicalparty.org, 1º aprile 1989. URL consultato il 12 agosto 2016.
  10. ^ Fermati nel centro di Praga[collegamento interrotto], l'Unità, 23 ottobre 1983, p. 2.
  11. ^ Riportiamo la lettera di Andrea Tamburi pubblicata sul libro "Perdo & Stravinco", nella sezione "Gli Spaccaballe", curato dallo "sciamannato" Gaetano Dentamaro, su radioradicale.it, 2 marzo 1994. URL consultato l'11 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2016).
  12. ^ Di Lascia, pp. 85-86.
  13. ^ Mariateresa Di Lascia, A Spalato per la Jugoslavia nella Cee, in Notizie Radicali, 28 aprile 1988. URL consultato l'11 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2016).
  14. ^ Lensi, pp. 68-72.
  15. ^ "Havel riceve i radicali italiani", l'Unità, 25 maggio 1990, pagina 11.
  16. ^ Vaclav Havel riceve al Castello di Praga i venti radicali espulsi a vita dalla Cecoslovacchia nell'agosto '88, accompagnati da Zevi e Bonino. Domani alle ore 15.00 conferenza stampa., Partito Radicale Transnazionale, 23 maggio 1990. URL consultato l'11 agosto 2016.
  17. ^ "Dubcek, burocrazia unico ostacolo", Il Resto del Carlino, 19 agosto 1988.
  18. ^ "Espulsi da Praga sette radicali dopo il fermo per i volantini", Il Giornale, 19 agosto 1988.
  19. ^ "Quasi certo, Dubcek in Italia", La Nazione, giorno mese da ricontrollare 1988.
  20. ^ Tre radicali vogliono la tessera comunista, in la Repubblica, 21 maggio 1989. URL consultato l'11 agosto 2016.
  21. ^ "Radicali vogliono la tessera del PCI", Il Piccolo, 21 maggio 1989
  22. ^ Lensi, pp. 92-95.
  23. ^ Nel nuovo Consiglio Federale 17 stranieri, in la Repubblica, 27 aprile 1989. URL consultato l'11 agosto 2016.
  24. ^ Chi era Andrej Mironov ucciso con Andy Rocchelli in Ucraina?, su huffingtonpost.it, 26 maggio 2014. URL consultato il 13 agosto 2016.
  25. ^ Civiltà drogate di proibizionismo, su beppegrillo.it, 12 agosto 2009. URL consultato il 13 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2011).
  26. ^ Conferenza stampa del Partito Radicale sulla situazione dei detenuti nel carcere della Regione Primorski (nei pressi di Vladivostok - Mar del Giappone), Partito Radicale Transnazionale, 9 giugno 1992. URL consultato l'11 agosto 2016.
  27. ^ A Radio Rinascenza, emittente indipendente della regione di Mosca, intervento del Partito Radicale Transnazionale sulla proposta antiproibizionista sulla droga., Partito Radicale Transnazionale, 11 gennaio 1993. URL consultato l'11 agosto 2016.
  28. ^ Archivio Storico delle Elezioni – Camera del 5 aprile 1992, Ministero dell’Interno, 5 aprile 1992. URL consultato il 12 agosto 2016.
  29. ^ a b Mosca, fu ucciso il radicale italiano, in la Repubblica, 31 gennaio 1995. URL consultato l'11 agosto 2016.
  30. ^ Interrogazione a risposta scritta 4/03178 presentata da Emma Bonino (FORZA ITALIA) in data 19940914, Camera dei Deputati, 14 settembre 1994. URL consultato il 12 agosto 2016.
  31. ^ Interrogazione a risposta scritta 4/04642 presentata da Emma Bonino (FORZA ITALIA) in data 19941027, Camera dei Deputati, 27 ottobre 1994. URL consultato il 12 agosto 2016.
  32. ^ Interrogazione a risposta scritta 4/09516 presentata da Lorenzo Strik Lievers (FORZA ITALIA) in data 19950427, Camera dei Deputati, 27 aprile 1995. URL consultato il 12 agosto 2016.
  33. ^ Aurelio Aversa, I funerali del radicale Andrea Tamburi (Radio Radicale), 9 marzo 1994. URL consultato l'11 agosto 2016.
  34. ^ L'assessore Giani ha ricordato Andrea Tamburi a 13 anni dalla morte, Comune di Firenze, 27 febbraio 2007. URL consultato il 13 agosto 2016.
  35. ^ Chi siamo, Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi". URL consultato l'11 agosto 2016.
  36. ^ Il Comune cambia strade nascono via Oriana Fallaci e Rivoluzione di Ungheria, in La Nazione, 29 febbraio 2008. URL consultato il 16 agosto 2016.
  37. ^ Pterodattili. Dinosauri del sistema multi-partitico russo. Il Partito Radicale Transnazionale, su http://samzan.ru/166967, Samzan, 5 luglio 2015.
    «traduzione dalla riga 7 alla riga 28 del testo russo: Il Partito Radicale è stato istituito in Italia negli anni '50. Nel 1986, si dichiarò 'transnazionale' e 'transpartito', nel tentativo di espandere la propria attività a tutti i paesi europei. Considerando il proprio obiettivo principale la difesa dei diritti umani come valore supremo, il PRT ha portato il principio del liberalismo all'estremo - fino a tutelare sin dagli anni '90 il diritto all'uso di droghe, all'obiezione di coscienza al servizio militare. Al PRT è stato concesso lo status di organizzazione non governativa di prima categoria presso le Nazioni Unite. A differenza di altre organizzazioni internazionali, il PRT non ha sezioni o rami nazionali, ed è un'organizzazione con una sola iscrizione e leadership unificata. Inoltre i leader dei partiti sono eletti al congresso al quale è previsto che partecipino tutti i membri. L'appartenenza alla TRP è aperta a tutti e deve essere confermato ogni anno. Il PRT come organizzazione non partecipa alle elezioni degli organi rappresentativi. Tra i requisiti di base del PRT - la creazione della Corte penale internazionale per indagare sui "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" in tutti gli angoli del globo; il riconoscimento dell'indipendenza del Tibet e la liberazione dall'occupazione cinese, la creazione di un sistema democratico in Cina; abolizione in tutto il mondo entro il 2000 della pena di morte; la liberazione degli animali dagli zoo; legalizzazione delle droghe "leggere" e della prostituzione; "La creazione di una lingua aggiuntiva neutrale di comunicazione internazionale" (come per esempio l'Esperanto), e così via. Il partito mantiene una posizione antimilitarista coerente, e considera la via principale per raggiungere i propri obiettivi la "nonviolenza politica nello spirito di Gandhi." Inizialmente, i membri del PRT in URSS e Russia fondano nel maggio 1989 l'Associazione Radicale per la Pace e la Libertà (RAMS). I fondatori della RAMS furono Eugene Debrianskaia, Nikolaj Khramov e Alexandr Pronozin. L'Associazione era guidata da E.Debryanskaya, ma nella primavera del 1990 è stata esclusa dal PRT, e, insieme con i suoi sostenitori ha annunciato la creazione del Partito Libertario RNA, per concentrarsi sulla protezione dei diritti delle minoranze sessuali. Il primo coordinatore del PRT in Russia e nei paesi della CSI è stato l'italiano Andrea Tamburi; nel febbraio 1994, è stato ucciso a Mosca.».
  38. ^ Omici politici in Russia negli ultimi anni, su http://filling-form.ru/, 19 ottobre 2015.
    «traduzione dalla riga 59 alla riga 66 del testo russo: La morte di Andrea Tamburi, un attivista italiano del Partito Radicale Transnazionale è arrivata un po’ prima, probabilmente 22 febbraio 1994. La filiale russa del PartitoRadicale Transnazionale, con la partecipazione attiva di A. Tamburi, proteggeva a Tiraspol i membri del gruppo di Helsinki e il suo Presidente Elia Ilascu, che era minacciato dalla pena di morte. I membri del partito si stavano preparando a lanciare volantini da un aereo. Mantenevano stretti contatti con il parlamento moldavo. Nel suo ultimo giorno A. Tamburi alle 2 di notte ha accompagnato un suo amico. Lo ha messo su un taxi nei pressi dell'Ospedale Sheremetyevo nel quartiere Petrovka, ma quello che è successo dopo nessuno lo sa. Per tre giorni sia la camera mortuaria dell'ospedale che la polizia hanno risposto che non sapevano nulla. Il quarto giorno, su richiesta dell'Ambasciata è stato annunciato improvvisamente che A. Tamburi era morto, e si trovava presso l'Istituto Sklifosovsky. La polizia ha riferito che A. Tamburi tre giorni fa è stato investito da un veicolo a motore, e questa era la causa della sua morte. In tasca A. Tamburi c'era un passaporto italiano e di altri documenti, tuttavia, né l'ospedale, né la polizia hanno spiegato perché si trovasse nascosto in ospedale da giorni e hanno fornito risposte false. Ad A. Tamburi sono state ingessate entrambe le gambe e in questo modo il corpo è stato inviato in Italia, dove è stata fatta 'autopsia, che ha colpito molto i medici . Si è scoperto che le gambe ingessate erano perfettamente sane, che non avevano un graffio, e che la morte è stata causata da un oggetto duro che lo ha colpito nella parte posteriore della testa. In seguito alla richiesta formale l'ufficio del procuratore di Mosca è stato costretto ad ammettere che non vi era stata alcuna collisione e che A. Tamburi era stato ucciso. Tuttavia, non c'è una risposta alle domande: chi è stato ad ucciderlo, chi ha dettato alla polizia una falsa conclusione circa la morte e ha ordinato ai medici dell'Istituto Sklifosovsky Istituto di ingessare le gambe sane.».
  39. ^ Il politico italiano di Firenze ucciso in Russia, su https://lekso79.livejournal.com/245763.html, LiveJournal, 1999.
    «traduzione del testo russo: Il comune di Firenze ha dedicato una strada al politico italiano ucciso in Russia Il Comune di Firenze ha deciso di dedicare quattro nuove strade a dei famosi personaggi nativi della città: lo scrittore e giornalista Oriana Fallaci, i giudici uccisi Falcone e Borsellino, i lavoratori Sacco e Vanzetti che sono stati giustiziati negli Stati Uniti, e l'attivista del Partito Radicale Andrea Tamburi, che è stato ucciso a Mosca 15 anni fa. Andrea Tamburi tra il '93 e il '94, ha coordinato le attività del Partito Radicale Transnazionale nei paesi Russia e CSI. L'ultimo documento scritto da lui è stato inviato al capo redattore di un giornale russo il 18 febbraio 1994; una lettera aperta in cui si parla della necessità di istituire un tribunale delle Nazioni Unite Tribunale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia e dell'abolizione della pena di morte - una campagna nella quale era attivamente impegnato nel Partito Radicale. Nella notte tra il 23 il 24 febbraio 1994 è stato attaccato da sconosciuti per strada, nel centro di Mosca e in stato di incoscienza è stata portato all'Istituto Sklifosofskogo. I suoi colleghi di Mosca e compagni nel partito lo hanno cercato senza successo per tre giorni in tutti gli ospedali della città - anche all'Istituto Sklifosofskogo Istituto, la cui amministrazione ha riferito che non aveva ricevuto questo paziente. Il 27 febbraio Andrea Tamburi, senza riprendere conoscenza, morì. Solo in seguito a questo l'amministrazione dell'Istituto ha informato i colleghi e amici di Tamburi di dove si trovasse e della sopravvenuta morte. Nel rapporto della polizia fu scritto che "si era trattato di un incidente stradale." Tuttavia, dopo qualche tempo il procuratore ha informato l'ambasciata italiana che "le indagini condotte hanno portato alla conclusione che Andrea Tamburi è stato attaccato da sconosciuti la cui identità non può essere stabilita dall'inchiesta." Sei anni più tardi, il 16 Ottobre 2000, con circostanze simili a Tbilisi è morto un altro rappresentante del Partito Radicale. L'inviato speciale di Radio Radicale Antonio Russo è stato trovato morto su una strada di campagna, non lontano dalla base militare russa in Vaziani. Russo era di ritorno a Roma da un altro viaggio in Cecenia e portava con sé la sua raccolta di materiali sui crimini di guerra dell'esercito russo nella repubblica.».
  40. ^ echo.msk.ru, http://echo.msk.ru/inopress/430598-echo.html.
  41. ^ freedom.grigoryants.com, http://freedom.grigoryants.com/book/chapter-3/part-3-10/.
    «Traduzione dalla riga 479 alla riga 509 del testo russo: È particolarmente evidente la complicità di tutti i principali membri del governo russo del tempo nell’aumento delle esecuzioni extragiudiziarie e del terrore in tutta la Russia, grazie a due omicidi di quel periodo, che ancora non ho menzionato. Su uno di loro, l'assassinio di Andrea Tamburi, ho scritto nel 1995 nell’articolo "Omicidî politici in Russia negli ultimi anni", allegando rapporti della V Conferenza "KGB: ieri, oggi e domani": "La morte di Andrea Tamburi, un attivista italiano del Partito Radicale Transnazionale è avvenuta ... probabilmente, il 22 febbraio 1994. La filiale russa del Partito Radicale Transnazionale, con la partecipazione attiva di A. Tamburi difendeva a Tiraspol i membri del gruppo di Helsinki e il suo presidente Elia Ilascu, che erano minacciati di pena di morte. I membri del partito si stavano preparando a lanciare volantini da un aereo. Mantenevano uno stretto contatto con il parlamento moldavo. Nel suo ultimo giorno A. Tamburi alle 2 di notte accompagnava una conoscente. La mise in un taxi nei pressi dell’ospedale Sheremetyevo sulla Via Petrovka, ma quello che è successo dopo è ignoto. Per tre giorni ospedali, camere mortuarie e la milizia hanno risposto di non sapere nulla. Il quarto giorno dopo una richiesta dell’ambasciata è stato annunciato improvvisamente che A. Tamburi era morto, nell'Istituto “Sklifosovsky”. Infine, la milizia ha riferito che A. Tamburi tre giorni prima era stato investito da un veicolo a motore, che aveva causato la sua morte. Nelle tasche di A. Tamburi c’erano un passaporto italiano e altri documenti, tuttavia, né l'ospedale, né la milizia poterono spiegare perché avevano nascosto che si trovasse in ospedale e avevano dato risposte false. Ad A. Tamburi erano state ingessate entrambe le gambe e in questo modo il suo corpo fu inviato in Italia, dove venne eseguita l'autopsia, che colpì i medici. Si scoprì che erano state ingessate gambe perfettamente sane, che non avevano un graffio, e che la morte era stata causata da un oggetto duro che aveva colpito la parte posteriore della testa. In seguito a una richiesta formale l'ufficio del procuratore di Mosca fu costretto ad ammettere che non vi era stata alcuna collisione e che A. Tamburi era stato ucciso. Tuttavia, non c'è una risposta alle domande: chi l’ha ucciso, chi ha dettato alla polizia una falsa conclusione circa la morte e ha ordinato i medici dell’Istituto “Sklifosovsky” di ingessare gambe sane.».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]