Alberto D'Aversa

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Alberto D'Aversa (Casarano, 4 marzo 1920San Paolo, 21 giugno 1969) è stato un regista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in filosofia all'Università Cattolica di Milano, si trasferisce a Parigi per un periodo di studio. Con la dichiarazione di guerra dell'Italia, nel 1940 deve far ritorno in Italia.

Tra il 1941 e il 1945 egli frequenta il corso di regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica fondata e diretta da Silvio D'Amico. In questo periodo, servendo come soldato a Villa Opicina, vicino Trieste, conosce la sua futura moglie, Elsa Polverosi, che si trova lì con la sua compagnia teatrale per presentare uno spettacolo. Durante l'occupazione tedesca di Roma e fino all'arrivo delle truppe alleate, Alberto vive in clandestinità a casa di Elsa, non avendo risposto ad una chiamata alle armi ed evitando così una sicura deportazione.

Nel 1945 si diploma all'Accademia di Silvio D'Amico. Nel frattempo ha realizzato diversi lavori: Tentazioni nel deserto di Henry Gheon, Arlecchino servo di due padroni di C. Goldoni, Piccoli borghesi di Maksim Gor'kij (con Nino Manfredi, Luciano Salce, Elsa e Vanna Polverosi, Manlio Busoni): quest'ultimo costituisce il lavoro di diploma all'Accademia D'Amico.

Nel 1943/44 realizza con mezzi di fortuna il film 07... tassì. Numerosi suoi compagni d'Accademia diverranno famosi: il suo compagno di stanza Federico Fellini, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Luciano Salce, Adolfo Celi, Luchino Visconti, Ruggero Giacobbi, Giorgio De Lullo, Lea Padovani, Luigi Squarzina.

Conosce Daniela Palmer e diviene il regista della sua compagnia (Palmer-Carminati-Piletto). Con Sharoff e Salvini prepara Febbre del Fieno e Ma Costanza si comporta bene; non è nemmeno passata certo inosservata una sua regia della Mandragola di Niccolò Machiavelli, messa in scena al teatro Quirino di Roma. Con Ruggero Jacobbi organizza poi una tournée teatrale in America Latina: salpa quindi con la compagnia Torrieri Pisu in qualità di regista alla volta del Brasile. Assieme a lui ci sono Diana Torrieri, Mario Pisu, Adolfo Celi, Dina Sassoli, Franco Scandurra.

Dal 1947 al 1949 è aiuto regista in vari lavori diretti da Simonelli e Malasomma. Nell'estate del 1949 egli realizza il suo primo film, Una voce nel tuo cuore, di cui cura sia il soggetto, sia la sceneggiatura, sia la regia. Girato negli stabilimenti della circonvallazione Appia ha un cast d'eccezione che comprende i nomi di Vittorio Gassman (per lui è la prima volta sul set cinematografico), Fiorella Carmen Forti, Nino Pavese, Constance Bowling, Riccardo Billi, Elsa e Vanna Polverosi, Jolanda Dal Fabbro, Beniamino Gigli, Gino Bechi e Tito Schipa. L'operatore è Rodolfo Lombardi. Si tratta di una commedia musicale dove Gassman interpreta il ruolo di un giornalista di nome Paolo: per il buon successo della sua pellicola, Alberto darà il nome di Paolo al suo secondogenito.

Nel 1950 dei produttori argentini presenti a Roma cercano un regista per girare un documentario, che contava tra i protagonisti l'allora astro nascente di origine argentina Juan Manuel Fangio. Viene proposto Alberto che accetta l'incarico e che soddisferà pienamente i committenti. In seguito gli vengono fatte delle concrete proposte di lavoro in Argentina: nello stesso anno quindi si trasferisce a Buenos Aires.

Qui si laurea nuovamente in Filosofia presso l'Università de La Plata, dove insegnerà nella facoltà di Filosofia e Storia del Teatro. Nel 1956 rappresenterà l'Argentina al Congresso Mondiale di Filosofia, per il problema dell'Estetica Teatrale. Nello stesso anno è nominato direttore del Teatro di Stato e della Scuola Nazionale di Arti Sceniche; insegna nel Seminario de Arte Drammatica e alla Escola de Arte Drammatica do Teatro Nacional Cervantes; dirige vari gruppi professionali teatrali nei grandi teatri di Buenos Aires (Colon, Nacional de Cervantes…); entra nel direttivo del movimento Teatro Indipendente, dando un forte contributo; dirige da quest'anno un gruppo chiamato IFT e formato da giovani artisti ebrei argentini; allestisce vari spettacoli nei principali teatri della capitale argentina.

Nel 1957, su invito di un editore argentino, prepara due libri: O Teatro como Arte do Espetaculo e Breviario de Estetica Teatral. Collabora alla realizzazione del testo di Jorge Luis Borges, Manuale di Zoologia Fantastica (1954), dove è ringraziato nel prologo dallo stesso Autore. In Argentina ha realizzato infine le seguenti regie cinematografiche: Mi divina probeza, Honoras a tu madre, Muerte civil, Los hamponer.

Su invito di Alfredo Mesquita si trasferisce nel 1957 in Brasile, a San Paolo, dove insegna Interpretazione ed Estetica alla Escola de Arte Drammatica de S. Paolo. Dirige per diversi anni, assieme a Franco Zampari, il Teatro Brasilero De Comedia, dove lavorano Adolfo Celi e Maria de la Costa.

Verso gli ultimi anni insegna alla Escola de Teatro dell'Università di Bahia, a Salvador. Li si trasferisce per motivi politici: la DOPS, polizia politica, ha un dossier su di lui, a causa delle sue idee comuniste. Infatti ospitò nella sua casa la clandestinità di Ernesto Guevara de la Serna, (più noto come el Che) per la durata di una settimana.[senza fonte] Qui crede di trovare una maggiore tranquillità. In seguito ha insegnato anche all'Università Cattolica di S. Paolo, e in ultimo alla Escola de Humanitade e Comunicaçoes di S. Paolo, dove insegna teatro e cinema.

Da ricordare è anche l'opera di critico teatrale e cinematografico che Alberto ha portato avanti: scrisse infatti interessanti recensioni sul Diario de Sao Paulo e sulla rivista Associados». Per questa sua attività, vince infatti nel 1966 il premio come miglior critico teatrale dell'anno. Continua a scrivere anche a Bahia, a volte firmando con il suo nome, a volte con uno pseudonimo per motivi politici. Cura per diversi anni, per la rete televisiva brasiliana Canale 7, trasmissioni teatrali.

Nell'ambito della cinematografia realizzò con la collaborazione di Jeorge Amado il film Seara Vermelha (Proa Filmes – 1963), di notevole successo, sia fra il pubblico che fra la critica; in Sudamerica vince infatti sette premi: in seguito questa pellicola guadagna l'invito al Festival del Cinema di Mosca (7-27 luglio 1963) e il Festival di Venezia (agosto 1963). Ma, per un disguido burocratico, il film non poté essere presentato a Venezia. Poi Historia de Tres Amores (Cinedistri – 1966), in programmazione per pochi giorni, poi addirittura sequestrato. Realizza numerosi documentari: uno di essi ha per tema gli indios Xingù, in Amazzonia, un'etnia che non aveva mai avuto rapporti con i bianchi.

È stato sepolto nel Mausoléu do Ator in S. Paolo, dove gli è stato dedicato anche un teatro.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Poppi, Dizionario del cinema italiano. I registi, Gremese editore (2002), pag. 135.
  • Luigi Marrella, Alberto D'Aversa. Teatro e cinema tra Italia, Argentina e Brasile, Barbieri editore, Manduria, Taranto (2014).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN12223695 · ISNI (EN0000 0000 4808 2392 · LCCN (ENnr99001897 · WorldCat Identities (ENnr99-001897