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Aeroporto Internazionale del Kansai

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Aeroporto Internazionale del Kansai
Kansai closeup.jpg
L'aeroporto visto dal satellite
Codice IATA KIX
Codice ICAO RJBB
Nome commerciale Aeroporto internazionale di Kansai Osaka
Descrizione
Tipo civile
Gestore Kansai International Airport Co., Ltd.
Stato Giappone Giappone
Regione Ōsaka Ōsaka
Posizione 50 km a sud-ovest di Osaka
Altitudine AMSL 15 m
Coordinate 34°25′44″N 135°14′26″E / 34.428889°N 135.240556°E34.428889; 135.240556Coordinate: 34°25′44″N 135°14′26″E / 34.428889°N 135.240556°E34.428889; 135.240556
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Giappone
RJBB
RJBB
Sito web www.kansai-airport.or.jp/en/index.asp
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
6R/24L 3.500
ILS
6L/24R 4.000
ILS
Statistiche
Passeggeri in transito 23.214.756 (2015)

[senza fonte]

L'Aeroporto Internazionale del Kansai (関西国際空港 Kansai Kokusai Kūkō?) (IATA: KIX, ICAO: RJBB) è un aeroporto situato su un'isola artificiale nella Baia di Osaka. Serve le maggiori città della regione del Kansai (Osaka, Kyoto e Kobe), da cui prende il nome, alle quali è collegato attraverso diverse linee ferroviarie, tra cui la rete ferroviaria nazionale ad alta velocità (Shinkansen). Si trova a circa 50 km a sud ovest di Osaka e si situa su tre differenti municipalità nella prefettura di Osaka: Izumisano a nord, Tajiri centralmente e Sennan a sud.

L'aeroporto è stato progettato dall'architetto italiano Renzo Piano ed ha aperto al pubblico il 4 settembre 1994. La sua realizzazione ha permesso di alleggerire il traffico aereo del già esistente Osaka International Airport, che oggi riceve i soli voli domestici, oltre a permettere il traffico aereo notturno dei voli internazionali sul territorio giapponese. L'aeroporto è interessato sia dal traffico domestico nazionale, sia, prevalentemente, dal traffico internazionale. Con i suoi 18,1 milioni di passeggeri l'anno, rientra nella classifica dei World Airport Awards al nono posto soprattutto per la bellezza del suo design.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruito tra il 1991 ed il 1994, è situato su di un'isola artificiale (4 km di lunghezza per 1200 m di larghezza) distante 3 km dalla terraferma, cui si collega tramite un ponte a due livelli: il superiore dedicato al traffico su gomma, l'inferiore a quello su rotaia; è il primo aeroporto ad essere stato costruito in mare aperto. Il terminal passeggeri, la cui copertura ricorda l'ala di un aereo, è stato costruito seguendo una geometria toroidale; si sviluppa per una lunghezza di 1700 metri e poggia su 900 colonne regolabili in altezza che permettono di sopperire al leggero abbassamento cui è soggetta l'isola artificiale, mantenendo sempre l'edificio in corretta relazione con il terreno dell'isola e le sue infrastrutture. Queste colonne, con giunti telescopici, insieme ai giunti scorrevoli dislocati sulla lunghezza dell'edificio, gli hanno permesso di superare indenne il grande terremoto di Kobe (17 gennaio 1995) con epicentro ad appena 20 km di distanza. Così come indenne ha superato il vento a 200 km/ora di un tifone nel 1998. Queste caratteristiche gli hanno permesso di ricevere alcuni notevoli riconoscimenti, tra i quali l'essere una delle dieci strutture "Monumento dell'ingegneria civile del Millennio" conferitogli nel 2001 dall'American Society of Civil Engineers.[2] Il progetto per l'isola e l'aeroporto è stata la più costosa opera civile dell'epoca moderna, contando i suoi 20 anni di progettazione, 8 di costruzione e i 15 bilioni di dollari di investimenti. Tuttavia, questo enorme sforzo è servito anche come esperienza per la realizzazione di opere successive quali il Kitakyushu Airport, il Kobe Airport, il Chūbu Centrair International Airport ed infine l'Hong Kong International Airport.

Costruzione dell'isola artificiale[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione dell'isola artificiale inizia nel gennaio 1987 con la realizzazione del perimetro dell'isola: un rettangolo di terra lungo 4 km e largo 2,5 km. Nel giugno dello stesso anno comincia anche la costruzione del ponte di collegamento tra la terraferma e l'isola, lungo circa 3 km. Ciononostante, durante il cantiere, il trasporto dei lavoratori e dei materiali da costruzione sull'isola avviene per mezzo di collegamenti marittimi. L'interramento dell'isola entro il perimetro inizia nel dicembre 1988: per la realizzazione è stato necessario scavare tre diverse montagne con tre tipologie di materiali differenti, scelti appositamente per limitare la trasmissione di scosse sismiche attraverso il terreno, dovute ai numerosi terremoti che si verificano sul territorio giapponese, insieme ad altri fenomeni naturali quali i tifoni. Le macchine chiatte sono state costruite appositamente per questa operazione di interramento ed hanno lavorato ininterrottamente per 3 anni alla realizzazione dell'isola, realizzando 10 km² di terrapieno che ha raggiunto una profondità di 18 m sotto il livello del mare. L'operazione di interramento è stata terminata nel 1991, anno in cui sono cominciate le costruzioni del Terminal passeggeri e delle strutture di servizio (linee ferroviarie, piste di atterraggio, piazzali, strade di collegamento). La costruzione del ponte di collegamento si conclude nel marzo 1994. Nonostante siano state realizzate 11 milioni di colonne di sabbia nel terreno argilloso per accelerare la stabilizzazione dell'isola, ad oggi il terreno continua a subire abbassamenti.

Aeroporto del Kansai

Costruzione dell'aeroporto[modifica | modifica wikitesto]

La società KIAC (Kansai International Airport Company)[3] indice un concorso ad inviti per la realizzazione dell'aeroporto di Kansai nel marzo 1988; il vincitore del concorso, l'architetto italiano Renzo Piano viene annunciato il 9 dicembre 1988. Successivamente alla vittoria del concorso, per la realizzazione dei disegni esecutivi, viene istituita una Joint Venture con a capo del coordinamento lo stesso Renzo Piano e lo studio di architettura giapponese Nikken Sekkei LTD in qualità di local architects, le società Japan Airport Consultant e Aéroport de Paris in qualità di consulenti, e lo studio di ingegneria Ove Arup & Partners per la consulenza strutturale. I lavori di costruzione dell'aeroporto iniziano il 24 maggio 1991, e per compensare l'abbassamento del terreno dell'isola, vengono inseriti alla base dell'edificio colonne telescopiche in grado di regolarne l'equilibrio puntualmente su tutta la sua lunghezza. La geometria toroidale utilizzata per definire la curvatura dell'edificio permette, dalla torre di controllo, di vedere la coda di tutti gli aerei collegati ai singoli fingers su tutta la lunghezza di 1,7 km dell'aeroporto. L'aeroporto apre al pubblico il 4 settembre 1994, dopo 3 anni di lavoro, 2 società edili che si sono occupate contemporaneamente della costruzione una dell'ala nord, l'altra dell'ala sud dell'edificio e 10000 operai quotidianamente al lavoro.

Main Terminal Building

MTB Main Terminal Building[modifica | modifica wikitesto]

Il Main Terminal Building' dellAeroporto Internazionale del Kansai è stato il primo a strutturarsi secondo una distribuzione detta sandwich delle aree di accesso e uscita. La particolarità di questa distribuzione è la netta divisione tra passeggeri dei voli domestici, passeggeri dei voli internazionali e aree di servizio, a loro volta divisi per flussi di entrata e flussi di uscita. Questa distinzione permette non solo una più funzionale distribuzione dei servizi ma facilita anche l'orientamento del passeggero nei suoi spostamenti lungo l'edificio. Questi 5 differenti livelli di distribuzione, nell'aeroporto del Kansai, sono stati mantenuti in comunicazione da una particolare fascia a tutta altezza a loro perpendicolare detta canyon e dalla quale la distribuzione ha inizio.

Canyon
Ponte di collegamento tra terraferma ed isola artificiale

Espansione[modifica | modifica wikitesto]

L'incremento del traffico aereo negli anni ha reso necessario un intervento di espansione, denominato Fase 2, orientato alla costruzione di una nuova pista di atterraggio su una seconda isola artificiale, antistante la prima. I lavori sono iniziati nel 2003 e terminati nel 2007. La seconda pista è utilizzata prevalentemente per gli atterraggi. Ulteriori espansioni sono previste in futuro: riguardano la costruzione di un nuovo terminal passeggeri, di una terza pista e di un terminal cargo.

Criticità[modifica | modifica wikitesto]

Nella progettazione geotecnica è stato sottovalutato il problema delle tensioni effettive, ossia del peso della enorme massa dell'isola artificiale, che scaricava sul fondo sabbioso dell'Oceano. Diversi accorgimenti sono stati progettati per scongiurare l'abbassamento che, al di là del pericolo marea, comporta un maggior rischio in caso di tifoni e tsunami. Dal 1990 l'isola artificiale è affondata di 8 metri e dal 2002 il cedimento annuo sembra essere arrivato a circa 17 cm l'anno.[4] Questa circostanza comporta anche notevoli costi di gestione legati alle condizioni statiche.

Trasporti e collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

L'Aeroporto Internazionale del Kansai è collegato alla stazione di Osaka e a quella di Kyoto dalla JR West attraverso la linea Kansai Aeroporto, utilizzata anche dai collegamenti offerti dalla compagnia Nankai fino alla stazione di Namba. L'aeroporto ospita al suo interno una stazione ferroviaria apposita per il collegamento col resto del Giappone.

Compagnie aeree e destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

La veduta dell'aerostazione a forma di ala e sullo sfondo la torre di controllo.

Voli di Linea[modifica | modifica wikitesto]

Voli Cargo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Skytrax, su Worldairportawards.com. URL consultato il 22 giugno 2016.
  2. ^ [url:http://www.asce.org/pressroom/news/pr041901_kansai.cfm U.S. Engineering Society names Kansai International Airport a Civil Engineering Monument of the Millennium – Press release from American Society of Civil Engineers], su Asce.org. URL consultato il 22 giugno 2016.
  3. ^ New Kansai International Airport Company, su Nkiac.co.jp. URL consultato il 22 giugno 2016.
  4. ^ [url:http://www.edilone.it/Kansai-Airport-Terminal_opere_y_216.html Scheda dell'opera], su Edilone.org. URL consultato il 22 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Waugh, John C. Kansai International Airport: Airport in the Sea. Children's Press(CT) (September 2004) ISBN 0-516-25909-1
  • (EN) Renzo Piano Building Workshop, The Making of KANSAI INTERNATIONAL AIRPORT TERMINAL Osaka, Japan, Kodansha, Tokyo 1994 ISBN 978-4062058667
  • (EN) Construction of the Kansai International Airport Passenger Terminal building, Architectural engineering Division, Osaka 1995
  • (EN) The ARUP Journal, Kansai International Airport Terminal Building, Philip Dilley and Alistair Guthrie, 1995

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]