Equilibrio (biologia)

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Ciclista in equilibrio

L'equilibrio in biologia è la capacità di percepire e adattare il movimento del corpo rispetto alla forza di gravità e altre forze esterne.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'organo dell'equilibrio è il labirinto vestibolare, che si trova nell'orecchio interno, ed è costituito da due tipi di recettori:

  • recettori maculari, che percepiscono la posizione della testa rispetto all'asse della verticalità, collegata all'interazione gravitazionale;
  • recettori ampollari, che informano sui movimenti angolari della testa.[1]

Ogni variazione del baricentro del corpo induce questi recettori a stimolare una compensazione che ripristini lo stato di equilibrio.

Si possono avere in particolare due forme di equilibrio: statico, se mirante al mantenimento di una postura stabile; dinamico, se occorre adattarlo all'esecuzione di un movimento. Età, esperienze o malfunzionamenti dell'apparato uditivo o neurosensoriale possono influire sulle abilità dell'organismo di raggiungere questi due tipi di equilibrio.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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