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Addio mia concubina

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Addio mia concubina
Addio mia cоncubina.png
una scena del film
Titolo originale Bàwáng Bié Jī
Paese di produzione Cina
Anno 1993
Durata 170 min
Genere drammatico
Regia Chen Kaige
Soggetto Lilian Lee (romanzo)
Sceneggiatura Lilian Lee,
Lu Wei
Produttore Hsu Feng
Casa di produzione Tomson Films Co. Ltd
Distribuzione (Italia) BIM Distribuzione
Fotografia Gu Chang Wei
Montaggio Pei Xiaonan
Musiche Zhao Jiping
Scenografia Chen Haikai
Costumi Chen Changmin
Interpreti e personaggi

Addio mia concubina (cinese semplificato: 霸王别姬, cinese tradizionale: 霸王別姬, pinyin: Bàwáng Bié Jī) è un film del 1993 diretto da Chen Kaige, tratto dall'omonimo romanzo di Lilian Lee, vincitore della Palma d'oro per il miglior film al 46º Festival di Cannes[1] e candidato all'Oscar al miglior film straniero.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia inizia nel 1924, quando Douzi, bambino figlio di una prostituta, viene lasciato dalla madre alla scuola di recitazione dell'Opera di Pechino, diretta dal maestro Guan. Qui, Douzi fa amicizia con Laizi e Shitou. L'allenamento è molto duro e severo, e Douzi viene destinato ad interpretare ruoli femminili, cosa che si rivela non facile per il bambino. Douzi riesce comunque a dimostrare un grande talento nella recitazione. Questa notorietà però lo porterà ad essere violentato da un vecchio signore a casa del quale si esibisce.

Shitou e Douzi crescono e diventano dei famosissimi attori dell'Opera di Pechino, recitando sempre insieme; Shitou assume il nome d'arte di Duan Xiaolou, mentre Douzi diventa Cheng Dieyi. La parte che li ha resi famosi e che interpretano è Addio mia concubina, in cui Xiaolou interpreta il re Xiang Yu, il cui esercito è stato sconfitto dalle truppe Han e che si trova ora accerchiato da queste, e Dieyi la sua concubina Yu Ji che, pur di rimanergli fedele fino all'ultimo, si uccide con la spada del suo re.

Dieyi è chiaramente innamorato di Xiaolou, ma il suo amore non gli viene corrisposto; anzi, quest'ultimo si sposa con la prostituta Juxian, scatenando una forte gelosia in Dieyi. Fra i tre personaggi si hanno quindi relazioni complesse, a volte di vicinanza, a volte di scontro, a seconda del contesto storico in cui si trovano. Devono fronteggiare prima l'arresto di Xiaolou da parte dei giapponesi, che intanto avevano invaso la Cina, in quanto si era rifiutato di recitare davanti a loro; Dieyi riesce a farlo liberare esibendosi per gli invasori. Ripristinata la Repubblica sotto il Kuomintang, Dieyi dovrà rispondere delle accuse di tradimento proprio per quell'esibizione, accusa che porterà alla sua condanna; comunque, nel 1949 Pechino viene conquistata dal Partito Comunista Cinese (che nello stesso anno assume il potere in Cina) e Dieyi viene liberato. La relativa calma che si viene ad instaurare dura poco: l'amante di Dieyi (un nobile) viene giustiziato ed, inoltre, il nuovo regime è ostile rispetto alla forma d'arte interpretata dai due attori per motivi ideologici, e Dieyi viene allontanato dalla compagnia teatrale.

Ancora più drammatici sono gli avvenimenti della Grande rivoluzione culturale nel 1966, quando l'intera compagnia teatrale, compresi Dieyi e Xiaolou, vengono derisi e processati pubblicamente dalle Guardie Rosse; spinti l'uno contro l'altro, si tradiranno a vicenda e Xiaolou ripudierà Juxian, portandola al suicidio.

L'ultima scena avviene a seguito della liberazione di Dieyi e Xiaolou nel 1976; recatisi in un teatro buio e con un solo spettatore di cui si sente solo la voce, interpreteranno per l'ultima volta Addio mia concubina. Proprio come nella storia raccontata, in un momento in cui il re-Xiaolou è distratto, la concubina-Dieyi gli sfila la spada e si uccide veramente tagliandosi la gola.

Differenze rispetto al libro[modifica | modifica wikitesto]

La scena finale del film, di forte impatto emotivo, non corrisponde a quella raccontata nel libro, in cui Dieyi e Xiaolou, all'inizio degli anni '80, si ritrovano in una sauna ed, immersi nella vasca, recitano Addio mia concubina per l'ultima volta (ma ovviamente senza i costumi tradizionali; Dieyi quindi non si uccide).

Altra differenze rispetto al libro sono:

  • il ruolo più importante riservato a Juxian, giustificato dal fatto che ad interpretarlo era stata chiamata un'attrice di primo piano come Gong Li;
  • il fatto che, mentre nel libro il rapporto omosessuale tra i due attori è esplicito, nel film l'omosessualità è trattata in maniera più velata.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana è stata curata dalla Bibi.it, i dialoghi italiani e la direzione del doppiaggio sono di Gianni Galassi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1993, festival-cannes.fr. URL consultato il 29 giugno 2011.

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