Ada Natali

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Ada Natali

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Comunista
Circoscrizione Ancona

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Italiano
Professione insegnante

Ada Natali (Massa Fermana, 5 marzo 1898Massa Fermana, 27 aprile 1990) è stata una politica italiana, la prima donna sindaco in Italia[1][2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Giuseppe Natali, sindaco socialista di Massa Fermana, nel 1916, all'età di 18 anni, si diplomò alle magistrali ed incominciò subito l'insegnamento. A Massa Fermana e nella zona era conosciuta ed è ricordata coma la "Maestra Ada".

Subito dopo il conseguimento del diploma si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Macerata. Nel 1922 le squadracce fasciste picchiano a sangue il padre, la madre muore di dolore poco dopo, e lei viene confinata nella montagna interna di Roccafluvione. Nel 1936 chiede di essere avvicinata a Macerata al fine di poter continuare gli studi. Viene trasferita ad Appezzana di Loro Piceno, una località dove non c'erano ancora le strade, sempre controllata a vista dai Carabinieri. A piedi si trasferiva a Passo Loro dove poteva prendere il pullman per recarsi a Macerata per sostenere gli esami. Consegue la laurea in Giurisprudenza.

Con la lotta di liberazione torna in libertà e partecipa con le truppe partigiane alle battaglie di Pian di Pieca e San Ginesio nel Maceratese.

Lapide nella casa di Ada Natali a Massa Fermana

Eletta Sindaco di Massa Fermana nel marzo 1946, sarà tale fino al 1959.

Nel 1948 fu eletta Deputata nelle liste del Fronte Popolare (PCIPSI). Come parlamentare partecipa ad una delle prime delegazioni che si reca nell'URSS per avviare i primi contatti Istituzionali. Nel 1953 partecipa attivamente nella campagna elettorale in Sicilia dove fu inviata da Togliatti, allora segretario Generale del Partito Comunista Italiano, a parlare alla gente semplice ed in particolare con le donne, per la sua capacità di rapportarsi con loro e per il suo grande senso di umanità.

Partecipa a tutte le iniziative per l'emancipazione femminile.

Nel 1946, in qualità di Sindaco, inventò le colonie per bambini a Massa Fermana ma era solo un pretesto per dare un piatto di minestra ai bambini delle famiglie più povere.

Nei primi anni cinquanta partecipa e sostiene tutte le lotte delle operaie delle fabbriche di cappelli impegnate nella conquista del primo contratto di lavoro. Al fine di far riscaldare le operaie riunite in assemblea permanente ordina ai dipendenti del comune di raccogliere la legna presso la Selva che circonda il Convento dei Frati Francescani. Per questo motivo fu denunciata e processata. Fu difesa da un'équipe di avvocati fra cui c'era l'on. Terracini, Presidente dell'Assemblea Costituente. Fu assolta con formula piena.

Donna coraggiosa e decisa, pur di salvare alcune opere artistiche di grande valore come la "Natività" di Vincenzo Pagani, alla noncuranza della Soprintendenza risponde con la vendita di alcuni pezzi di scarso valore storico-artistico per procurarsi i finanziamenti necessari allo scopo. Anche per questo motivo, dalla stessa opposizione in Consiglio Comunale, venne denunciata e processata. Venne assolta con formula piena.

Ritiratasi a vita privata mantiene i rapporti con il movimento femminile e con alcuni parlamentari come Arturo Colombi, Amendola, Ingrao, Ugo Pecchioli, Nilde Iotti e altri.

Negli ultimi anni della sua vita si spostava, anche se a fatica per le sue non buone condizioni fisiche, tra Massa Fermana e Montappone per dare da mangiare ad un numero enorme di gatti dei quali era diventata la protettrice.

Comunista ma anche cattolica praticante, mantiene i rapporti con la chiesa locale, con i sacramentini e con il santuario del Santissimo Crocifisso di Mogliano, al quale elargiva consistenti contributi. Non si è mai allontanata da Massa Fermana dove è vissuta fino al 1990; oggi riposa accanto ai genitori Giuseppe ed Argia Germani nel cimitero di Massa Fermana.

Alla sua morte numerose sono state le testimonianze pervenute da diverse località d'Italia ed in particolare dalla Presidenza della Camera dei Deputati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Natali (1898-1990) e N. Bartoli (1896-1978), su comuniverso.it, Comuniverso - Motore di ricerca sui comuni italiani, 28 febbraio 2011. URL consultato il 4 agosto 2016.
  2. ^ Eletta nel marzo 1946, dunque un mese prima di Ninetta Bartoli, secondo quanto detto al programma TV L'eredità del 28 ottobre 2016.

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