Abu Abd Allah Muhammad al-Qa'im

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Abū ʿAbd Allāh Muḥammad ibn Muḥammad ibn ʿAli ibn Makhlūf ibn Zaydān (in arabo: أبو عبد الله محمد بن محمد ابن علي بن مخلوف بن زيدان‎ , detto al-Qāʾim bi- amr Allāh, in arabo: ألقائم بأمر الله‎, ovvero "colui che ha compiuto il volere di Allah"; ... – 1517) è stato il fondatore della dinastia Sa'diana, la dinastia che regnerà sul Maghreb al-Aqsa (attuale Marocco) fino al 1659.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era uno Sharīf (discendente di Fāṭima, figlia di Maometto), i suoi antenati erano emigrati dall'Arabia in Marocco nel XIV secolo e si erano stabiliti nella valle del fiume Draa.

Con il declino della dinastia merinide e l'ascesa al potere della dinastia wattaside, i Portoghesi iniziarono a conquistare le principali città costiere del Marocco e a lanciare incursioni contro le zone circostanti. Muḥammad al-Qāʾim acquisì una certa reputazione tra le tribù del Draa e del Sous. Disgustato dall'incapacità degli Wattasidi di Fez a far fronte all'espansione portoghese, su iniziativa della confraternita mistica sufi della Shādhiliyya, proclamò il jihād contro i Portoghesi nell'agosto del 1511.

Attaccò la città di Agadir, infliggendo significative perdite ai Portoghesi, senza però riuscire a conquistarla. Nello stesso anno la città di Taroudant riconobbe la sua autorità. Nel 1515 salvò Marrakesh da un attacco portoghese. Ricevette il sostegno del sultano wattaside di Fez, Muhammad al-Burtuqali, che lo rifornì di moderne armi da fuoco.

Morì nel 1517 e fu sepolto nel mausoleo del locale santo Sīdī Muḥammad al-Jazūlī (le tombe di entrambi verranno in seguito trasferite a Marrakesh da Ahmad al-Araj, figlio di al-Qāʾim). La guerra contro i Portoghesi proseguì con i figli Aḥmad al-Araj e Muḥammad al-Shaykh.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Muḥammad al-Ṣaghīr ibn al-Ḥajj ibn ʿAbd Allāh al-Wafrānī, Nuzhat al-hādī bi-akhbār mulūk al-qarn al-hādī (Histoire de la dynastie saadienne au Maroc: 1511-1670), tradotto e pubblicato da O. Houdas, Ernest Leroux, Parigi, 1889. Online su gallica.bnf.fr (Url consultato il 25.12.2012)
  • The Encyclopaedia of Islam, VI, 884

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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