Werner Seelenbinder

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Werner Seelenbinder
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Dati biografici
Nome Werner Seelenbinder
Paese
Nazionalità
Passaporto
Altezza cm
Peso kg
Lotta Wrestling pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
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Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
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Giovanili
Squadre di club
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Carriera da allenatore
Incontri disputati
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Dati agonistici
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Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 
Lapide commemorativa di Werner Seelenbinder.

Werner Seelenbinder (Stettino, 2 agosto 1904Brandeburgo sulla Havel, 24 ottobre 1944) è stato un lottatore e antinazista tedesco.

Militante comunista, fu fra i più quotati atleti di lotta greco-romana del suo tempo a livello internazionale. Il suo curriculum di lottatore è stato eccezionale: vincitore assoluto dei Giochi olimpici operai, chiamati anche Spartakiade, a Francoforte, nel 1925, a Mosca, nel 1928 e nel 1929, nonché premiato con due medaglie di bronzo nei campionati europei e con sei medaglie d'oro in Germania.

Indice

[modifica] Percorso umano, professionale e di resistente antinazista

[modifica] Gli inizi della carriera di lottatore

Werner inizia ad avvicinarsi all'atletica pesante a Bezirk Neukölln[1] sobborgo situato nella periferia meridionale di Berlino, dove ancora esiste una targa a suo ricordo o esisteva fino a non molto tempo fa, nei pressi di un piccolo stadio sportivo. Tale zona era negli anni venti, ed in parte è ancora, una zona proletaria, e Werner nativo di Stettino in quel periodo fa i lavori che gli capitano: muratore come suo padre, e poi, più stabilmente, falegname. Entra nella Arbeiterathletenbund (associazione sportiva operaia) , associazione atletica sportiva associata ai partiti di sinistra come ve ne erano molte in Germania (ed anche in Italia dove spesso erano la sede da cui scaturivano le organizzazioni antinaziste). Pur rappresentando per il regime una minaccia, la sua validità come lottatore impedirà, per alcuni anni, che vengano prese misure particolarmente drastiche nei suoi confronti.

[modifica] Il mancato saluto ad Hitler

Il suo primo viaggio a Mosca lo convince a diventare un membro del partito comunista tedesco e nel 1933 si rifiuta di salutare Hitler durante la consegna della medaglia per una sua vittoria al campionato tedesco. Nel 1933 Hitler forma il governo e nell'immediato vengono disciolte le organizzazioni di tutti i tipi che possano fare riferimento alla classe operaia. Werner ventinovenne è già assai conosciuto e benvoluto dal pubblico sportivo e proprio per questo il regime non può arrecargli momentaneamente danno. Di lì a pochi mesi si aggiudica il suo primo titolo di campione della Germania dopo le finali di Dortmund, e riceve l'ovazione della folla presente nello stadio. A questo punto viene suonato l'inno nazista ed i presenti si debbono alzare e salutare a mano tesa. Werner resta immobile con le mani dietro la schiena e non canta l'inno. Rivolge al pubblico, per ringraziarlo del calore dimostrato durante l'incontro, il mazzo di rose che gli viene portato in qualità di vincitore, e, dopo averlo aperto, offre i fiori in esso contenuti ai suoi due ex avversari battuti e presenti sul podio. Costoro, intimoriti dall'entusiasmo che il campione ha suscitato, li accettano: per tale gesto gli sarà proibito di partecipare alle manifestazioni sportive per circa un anno e mezzo.

[modifica] Ingresso nella Resistenza

Finito il periodo di squalifica, Seelenbinder incomincia a recarsi all'estero sia prima che dopo le Olimpiadi di Berlino. È invitato spesso per competizioni di lotta greco-romana di alto livello e Werner utilizza questi viaggi per trasporto di materiale di propaganda contro il regime nazionalsocialista dopo aversi fatto fare e/o aver fatto modifiche alle sue valigie con l'introduzione di scomparti segreti. È importante che vinca, o perlomeno che si piazzi onorevolmente sul podio, onde poter proseguire il suo lavoro clandestino a mezzo di frequenti inviti. Il suo carico di materiale sovversivo è soprattutto riguardante il Soccorso rosso internazionale: una delle ultime organizzazioni che in qualche maniera poteva tentare ancora di ostacolare i nazisti.

Nel francobollo oltre il viso di Werner è rappresentata una mossa di lotta greco-romana piuttosto ardua e che richiede una gran forza nella braccia e nel collo nonché riflessi formidabili per la sua pericolosità. Chi la esegue deve effettuare un passaggio o quasi passaggio in "ponte" sul collo: tale mossa in gergo è chiamata supples

Dal 1938 inizia la vera e propria militanza nella Resistenza in quanto Werner aderisce alla formazione di Robert Uhrig operaio berlinese della Osram, l'organizzazione che fa capo a Robert Uhrig[2] e che è ben radicata, in relazione al periodo ovviamente, nella classe operaia di Berlino. Ne fanno parte alcune centinaia di aderenti attivi, dei quali la maggioranza, o quantomeno buona parte, sono comunisti. Il gruppo in cui è inserito è denominato Robby[3] o Robby Gruppe[4]. Compagna di Werner era un'altra ottima atleta comunista che subì la sua stessa sorte, Charlotte Eisenblätter[5]

[modifica] Le olimpiadi di Berlino

Riesce a superare i criteri per l'ammissione ai Giochi della XI Olimpiade e prende la decisione di compiere un gesto plateale di disprezzo verso Hitler ed il regime nazista se dovesse arrivare al gradino più alto del podio olimpico

« .....lo saluterò a modo mio. Se conquisto il podio, farà bene a non presentarsi »

[6] Si piazzerà solo quarto, ma il suo progetto era ben noto, in quanto non lo aveva per nulla tenuto nascosto.

[modifica] La cattura

Il gruppo Robby è organizzazione antinazista compatta e forte, soprattutto se rapportato ai tempi e agli scarsi mezzi a disposizione. Werner si attiva per fornire denaro e e rifugio ai compagni ormai individuati. I nazisti non possono permettersi di lasciar sopravvivere una simile forza antagonista ed intervengono con tutto il peso del loro apparato. Un blitz fulmineo ma preparato di agenti SS porta in carcere il 4 novembre 1942 la stragrande maggioranza dei militanti del gruppo e viene catturato anche Werner. Il grande lottatore è inviato nel carcere di Alexanderplatz poi a Großbeeren. A Großbeeren è stato allestito uno dei lager più duri e lì Werner viene picchiato e torturato affinché riveli i nomi dei compagni ancora latitanti: il lottatore non parla ed a un giovane compagno con imputazioni più leggere delle sue e con qualche possibilità di sopravvivere, dice

« se mai riuscirai a tornare a casa, toccherà a te raccontare ciò che abbiamo vissuto. Devi dire tutta la verità, soprattutto ai giovani. Solo così, forse, non si ripeterà più. »

Riesce ancora a scrivere al padre :

« Spero di essermi conquistato un posto in qualche cuore, tra gli amici e i compagni di sport. Questo pensiero mi rende molto orgoglioso: ti prometto che saprò essere forte. »

[7]

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Un gruppo di detenuti del campo di concentramento di Brandenburg-Görden viene portato al luogo dove avverrà l'esecuzione: è il 24 ottobre 1944. Il folto gruppo dei detenuti, dall'aspetto scheletrico, vengono condotti alla morte con le mani legate. Uno di loro, nonostante l'eccessiva magrezza, si fa notare per una struttura fisica che rispecchia un'antica ed eccezionale forza attraverso la casacca che si è aperta: si gira verso i compagni del campo che tristemente osservano il mesto corteo e grida:[8]

« Compagni, oggi noi saremo ammazzati. Ma voi resisterete. Morte a Hitler: salutateci l'Armata rossa »

Il coraggioso detenuto altri non è che è Werner Seelenbinder che al momento ha quarant'anni. Risalta sull'ancor potente seppur magrissimo torace del prigioniero il triangolo rosso, che contraddistingue i detenuti comunisti. Sarà decapitato. Il 21 ottobre di quello stesso anno era stato trucidato Robert Uhrig,[9] comandante del Robby Gruppe.

[modifica] Il ricordo

Il 29 luglio 1945 l'urna contenente le ceneri di Werner è stata sepolta presso il suo antico club sportivo e lo stadio è stato chiamato "Seelenbinder-Werner-Kampfbahn", ma nel periodo della guerra fredda, essendo Werner comunista, lo stadio è stato rinominato "Stadion Neukölln" nel 1949. Diverse scuole, strade e impianti sportivi nella ex Germania orientale, sono stati intitolati al lottatore rosso. Il 2 agosto 2004 è stata tenuta una commemorazione in suo onore innanzi allo stadio "Neukölln" dove per l'appunto son sepolte le ceneri di Werner e, il 24 ottobre 2004, in occasione del sessantesimo anniversario della morte del Seelenbinder, lo stadio "Neukölln" è stato ribattezzato, ancora una volta, in sua memoria: "Werner-Seelenbinder-Stadion".[10]

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ Bezirk Neukölln
  2. ^ Robert Uhrig
  3. ^ TEDESCHI CONTRO IL NAZISMO:LA RESISTENZA IN GERMANIA
  4. ^ La Resistenza Tedesca febbraio 1995 di Alberto Berti
  5. ^ Charlotte Eisenblätter, proveniente da una famiglia della classe operaia, divenne un'ottima atleta, aderendo successivamente a diverse organizzazioni della Resistenza tedesca collegate ai comunisti ed in particolare a quelle guidate da Robert Uhrig e Josef Römer. Venne catturata da agenti Gestapo nel 1942 e trucidata nel carcere di Berlino nell'agosto 1944. Fu la compagna di Werner Seelenbinder. In suo ricordo dal 31 maggio 1951 gli è stata dedicata una strada che porta il suo nome nel quartiere di Pankow. il 3 settembre 1959 è stato emesso un francobollo con la sua immagine,biografia di Charlotte Eisenblätter in tedesco
  6. ^ Il lottatore rosso che sfidò il nazismo
  7. ^ Il lottatore rosso che sfidò il nazismo
  8. ^ Il lottatore rosso che sfidò il nazismodal Il manifesto del 4/09/08
  9. ^ breve biografia di Robert Uhrig
  10. ^ Werner Seelenbinder

[modifica] Voci correlate

Seelenbinder1.JPG

[modifica] Altri progetti

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