Volksgerichtshof

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La seduta inaugurativa del Volksgerichtshof (1934) nell'edificio del disciolto Landtag prussiano
La successione di Roland Freisler (a sinistra) a Otto Thierack (a destra) nel 1942
Un momento del processo agli attentatori del 20 luglio 1944
Un'altra immagine del processo agli attentatori di Hitler: Freisler è riconoscibile al centro
Berlino, 1951: le rovine del Volksgerichtshof nella Bellevuestraße (oggi demolite)
L'edificio del Kammergericht a Berlino-Schöneberg fu utilizzato nel 1944 per il processo agli attentatori di Hitler

Il Volksgerichtshof (VGH, ossia Tribunale del Popolo), attivo in Germania tra il 1934 ed il 1945, è stato un tribunale penale speciale competente per i reati politici contro il regime nazista.

Il tribunale è tristemente famoso per l'impressionante numero di condanne a morte (circa 5300)[1] pronunciate nel giro di pochi anni sotto la presidenza del giudice Roland Freisler. Gran parte delle persone giudicate colpevoli persero poi la vita nella prigione di Plötzensee.

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

In seguito al processo per l'incendio del Reichstag, nel quale venne giudicato colpevole e condannato a morte Marinus van der Lubbe, mentre furono assolti tre coimputati funzionari del Partito Comunista Tedesco, Hitler decise di sottrarre i reati politici alla giustizia ordinaria e con legge del 24 aprile 1934 sancì la creazione di un nuovo organo giurisdizionale speciale, da lui stesso denominato Volksgerichtshof.

Competenza e rito[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente, il compito principale del Volksgerichtshof fu quello di giudicare i reati di alto tradimento (Hochverrat) e tradimento della patria (Landesverrat), ma in seguito la sua competenza venne estesa ad altri illeciti penali. Caratteristica del giudizio avanti il VGH era l'inappellabilità delle sentenze da parte dell'imputato, facoltà invece consentita al pubblico ministero: in altre parole, in spregio ai più fondamentali principi del diritto penale, l'imputato non aveva diritto ad un secondo grado di giudizio, mentre la pubblica accusa poteva sì ricorrere e richiedere un inasprimento della pena comminata. In generale il rito era comunque concepito per processi brevi.

I giudici del Volksgerichtshof venivano nominati direttamente dal Führer e venivano quindi scelti tra i giuristi più fidati e vicini al partito nazionalsocialista. I collegi giudicanti erano formati dai cosiddetti Senati (Senate), che a differenza dei consolidati principi di diritto processuale erano composti da solo due magistrati e da tre "giudici del popolo" (Volksrichter), questi ultimi di norma funzionari del partito nazista, ufficiali ed alti funzionari amministrativi.

All'imputato non era concessa la libera scelta del proprio difensore, in quanto tale nomina era soggetta ad approvazione del presidente del Senato e lo stesso difensore ne era soggetto a controllo. Spesso gli imputati e i difensori ottenevano visione delle imputazioni solamente un giorno o addirittura poche ore prima dell'inizio del dibattimento. In tali situazioni venne di fatto svuotato il concetto di diritto di difesa, in quanto molto spesso fino all'inizio del processo l'imputato non aveva avuto nemmeno la possibilità di incontrare il proprio difensore.

Nei casi di tradimento alla patria ed alto tradimento il condannato non otteneva neppure una copia della sentenza, che poteva al massimo visionare sotto la vigilanza di un funzionario. Il Volksgerichtshof si riunì innanzitutto nel Landtag prussiano, oggi sede del parlamento di Berlino, mentre nel 1935 venne trasferito nell'edificio scolastico del König-Wilhelm–Gymnasium, nei pressi del Potsdamer Platz. Alcuni processi vennero però tenuti nell'edificio della Corte camerale di Berlino-Schöneberg, tra cui il processo-farsa dell'8 agosto 1944 contro i cospiratori dell'attentato del 20 luglio 1944, che per ordine di Hitler venne filmato ed è ancor oggi disponibile come testimonianza.

Il Volksgerichtshof funse anche da corte itinerante nelle più disparate città del Reich, permettendo di inscenare processi sommari ad alto tasso di impatto e coinvolgimento dell'opinione pubblica. A presiedere il VGH furono chiamati prima Fritz Rehn (dal 1º luglio al 18 settembre 1934, poi Otto Georg Thierack (dal 1936) ed infine, dall'agosto 1942, il famigerato Roland Freisler. Al 1º gennaio 1943 il Volksgerichtshof era formato da 47 magistrati di carriera e da 95 magistrati onorari, tra cui 30 ufficiali, 4 ufficiali di polizia e 48 gerarchi delle SA, delle SS, delle NSKK (Nationalsozialistische Kraftfahrkorps, Corpi Motorizzati Nazionalsocialisti) e della Gioventù hitleriana. Nel 1944 la cifra totale dei giudici onorari era addirittura salita a 173. Per la pubblica accusa erano destinati invece 179 pubblici ministeri.

Il Volksgerichtshof come strumento di terrore giudiziario[modifica | modifica sorgente]

Il numero delle condanne a morte crebbe improvvisamente nel 1939. Se nel 1936 erano state pronunciate undici sentenze capitali, nel 1943 erano già salite a 1662, ossia alla metà circa degli imputati. Fino al 1945 vennero pronunciate circa 5300 condanne a morte, per le quali erano sufficienti crimini quali la diffusione di notizie di radio straniere o l'esternazione privata di critiche all'operato del Führer o di sfiducia nella "vittoria finale" (Endsieg).

Nell'agosto del 1942 Roland Freisler divenne presidente del Volksgerichtshof. Freisler si distinse per condurre i dibattimenti con particolare fanatismo, umiliando gli imputati e pronunciando sentenze di condanna a morte con agghiacciante frequenza. Il 3 febbraio 1945 il Volksgerichtshof venne distrutto da un bombardamento aereo che costò la vita anche a Freisler, in quanto quest'ultimo venne colpito da una trave mentre stava dirigendosi verso il rifugio antiaereo.

Il Volksgerichtshof condannò tra gli altri i membri di gruppi di resistenza al nazismo come la Rosa Bianca, l'Orchestra Rossa, i Pirati della Stella Alpina ed il Circolo di Kreisau, ma anche persone e gruppi senza nome che erano finiti nelle mani della dittatura nazista.

Il Volksgerichtshof e la giustizia del dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 la Corte Federale Tedesca (Bundesgerichtshof) concesse agli ex-membri del VGH il cosiddetto privilegio del giudicante, secondo il quale nessun magistrato può essere condannato per aver piegato la legge se si è mantenuto a leggi che erano in vigore al momento del fatto oppure se non si è reso conto dell'ingiustizia del proprio operato. La Procura Federale di Berlino concluse nel 1986 i procedimenti istruttori, dopo che il 25 gennaio 1985 il Bundestag aveva definito il VGH come "strumento di terrore per l'imposizione del dominio arbitrario nazionalsocialista", dichiarandone decadute tutte le sentenze.

Tranne che in un solo caso dovuto ad una corte americana, nessuno dei circa 570 giudici e pubblici ministeri è stato così chiamato a rendere conto del proprio operato. Nella Repubblica Federale Tedesca, quattro persone sono state condannate per complicità e delazione.

Giudici-Presidenti del Volksgerichtshof[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'importanza della "Rosa Bianca " per il futuro dell'Europa

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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