Venerio eremita

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San Venerio

Monaco

Nascita 560 circa
Morte 630
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 13 settembre

Venerio (Palmaria, 560 circa – Isola del Tino, 630) è stato un monaco ed eremita, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e considerato patrono della diocesi di La Spezia e protettore dei fanalisti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nell'isola di Palmaria, Venerio fu un monaco eremita nel cenobio un tempo esistente sull'isola del Tino, isola dell'arcipelago spezzino di cui fanno parte anche l'isolotto del Tinetto e l'isola Palmaria.

Morì nel 630 sull'isola del Tino e in sua memoria sulla sua tomba fu costruito dapprima un piccolo santuario (VII secolo) e più tardi un monastero benedettino (XI secolo): l'abbazia di San Venerio.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

San Venerio fu santo patrono della città di Luni. Quando questa fu abbandonata, in seguito ai saccheggi subiti nel IX secolo da Saraceni e Normanni, nel X secolo la sede vescovile fu trasferita a Sarzana, mentre le reliquie del santo furono invece traslate a Reggio Emilia, dove successivamente divenne patrono della città insieme a san Prospero e ai santi Grisante e Daria. Il corpo di san Venerio venne custodito dai monaci benedettini dell'abbazia reggiana di San Prospero extra moenia (ora distrutta) e, dopo alterne vicende, venne ad avere la sua sede in quella che è l'attuale chiesa cittadina dei Santi Pietro e Prospero dove ancora è custodito. Non il teschio, però. Questo, per una disposizione del 1959 di papa Giovanni XXIII, riposto in un reliquiario a parte, venne, nello stesso anno, restituito alla nuova diocesi di La Spezia che ha san Venerio come protettore e che, il 12 e 13 settembre, gli tributa onori solenni.

È il patrono del golfo della Spezia e, dal 1961, il protettore dei fanalisti d'Italia, ovvero coloro i quali si occupano del funzionamento dei fari marittimi.

Ricorrenza[modifica | modifica sorgente]

San Venerio è festeggiato il 13 settembre: in questa ricorrenza alla Spezia si svolge una processione in mare che prevede il trasferimento della statua del santo dalla Spezia all'isola del Tino. Successivamente viene impartita anche la benedizione alle imbarcazioni. Poiché il territorio dell'isola è interamente dichiarato zona militare, questa giornata e la domenica successiva sono le uniche date per poterla visitare.

Il volto[modifica | modifica sorgente]

Su proposta dell'allora vescovo della Spezia, S.E.R. monsignor Bassano Staffieri, nel 2005 l'antropologo forense Matteo Borrini ha realizzato una ricostruzione facciale del santo partendo dalle reliquie del suo volto [1]. La ricostruzione è stata eseguita facendo ricorso alle tecniche della Forenisc Art, disciplina impiegata dalle forze investigative di tutto il mondo per la ricostruzione del volto di cadaveri sconosciuti a fini identificativi. Questa branca dell'antropologia forense, basandosi sullo spessore medio dei tegumenti e sulla morfologia del cranio, unitamente a nozioni anatomiche e mediche, modella i muscoli facciali e quindi il volto di un soggetto dalle fattezze del suo apparato scheletrico.

Leggende[modifica | modifica sorgente]

Una leggenda devozionale vuole che in una circostanza il santo mettesse in fuga un mostruoso esemplare di pesce dragone che terrorizzava i marinai nel Mediterraneo. Gli si attribuisce anche l'allestimento di una rudimentale vela per il salvataggio di alcuni naufraghi e si dice inoltre che guidasse i marinai nella giusta direzione accendendo dei fuochi al calare dell'oscurità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ restiumani.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • San Venerio in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.