Una delle ultime sere di carnovale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Una delle ultime sere di carnovale
Commedia in tre atti
Autore Carlo Goldoni
Lingua originale veneto
Genere Commedia
Ambientazione A Venezia in casa di Zamaria
Prima assoluta 16 febbraio 1762
Teatro San Luca di Venezia
Personaggi
  • Sior Zamaria testor, cioè fabbricatore di stoffe
  • Siora Domenica, figlia di Zamaria
  • Sior Anzoletto, disegnatore di stoffe
  • Sior Bastian, mercante di seta
  • Siora Marta, moglie di Bastian
  • Sior Lazaro, fabbricatore di stoffe
  • Sior'Alba, moglie di Lazaro
  • Sior Agustin, fabbricatore di stoffe
  • Siora Elenetta, moglie di Agustin
  • Siora Polonia, che fila oro
  • Sior Momolo, manganaro
  • Madama Gatteau, vecchia francese ricamatrice
  • Cosmo, garzone lavorante di Zamaria
  • Baldissera, garzone lavorante di Zamaria
  • Martin, garzone lavorante di Zamaria
 

Una delle ultime sere di carnovale è una commedia in tre atti di Carlo Goldoni.

Fu rappresentata il 16 febbraio 1762, al teatro San Luca di Venezia, a coronamento della stagione teatrale che aveva visto Le baruffe chiozzotte e I rusteghi.

È un'opera che non manca di autobiografismo, anzi dall’autore stesso è definita nei Memories come una commedia d’allegoria “che ha bisogno di una spiegazione”. Infatti questa commedia simboleggia il suo congedo dalla scena veneziana verso la Comédie Italienne, presso il pubblico parigino.

[modifica] Analisi dell'opera

Dodici personaggi raggruppati in tre coppie fatte e in tre da fare, con l’aggiunta di tre garzoni, in ossequio a un modulo ternario costantemente presente in Goldoni.

Tre sono le occasioni topiche, una per atto: rispettivamente la conversazione, il gioco, il pranzo col ballo, nel progressivo articolarsi in crescendo della festa carnevalesca.

La commedia rappresenta lo spartiacque della produzione goldoniana, nell’abbandono del teatro san Luca di Venezia (1762) per trasferirsi a restaurare la comédie italienne nella capitale francese. L’autobiografismo si rivela nel protagonista Sior Anzoletto, in partenza per la Moscovia, non come commediografo, bensì come disegnatore di stoffe. Le allusioni sono tante, soprattutto negli intenti del suo soggiorno parigino in cui è disposto a mediare: “se vol provar, se una man italiana, dessegnando sul fatto, sul gusto dei moscoviti, possa formar un misto, capace de piàser ale do nazion”.[1]

Dal secondo atto iniziano le promesse riparatorie nel dialogo tra Anzoletto (Goldoni) e Zamaria (il suo impresario):

ZAMARIA: Fé conto de tornar donca.
ANZOLETTO: S’el Ciel me lassa in vita, lo spero, lo desidero, e lo farò”

fino al terzo atto con l’invio compensatorio di dessegni dalla Moscovia. Allusioni accolte nella rappresentazione di una festa carnevalesca, nella quale Anzoletto annuncia la sua partenza, che si complica per i risvolti amorosi che provoca.

Domenica, figlia di Zamaria, rappresenta la commedia riformata, è innamorata di Anzoletto, lui contraccambia, la sposerà portandosela appresso in Moscovita assieme al padre Zamaria nuovo sposo di madame Gatteau, simbolo della comédie italienne, che aveva insidiato Anzoletto, sperando di averlo tutto per sé. Madame Gatteau con Anzoletto sollevano la preoccupazione sulla lingua da adoperare: l’una parla un giocoso italo-francese (alla quale viene richiesto di parlar italiano in più riprese), l’altro dal dialetto veneziano, sconfinando nell’italiano.

[modifica] Note

  1. ^ Atto I, scena 15, verso 53

[modifica] Altri progetti

teatro Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue