Toys - Giocattoli

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Toys - Giocattoli
Toys film.jpg
Robin Williams e Michael Gambon
Titolo originale Toys
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1992
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Barry Levinson
Sceneggiatura Valerie Curtin e Barry Levinson
Fotografia Adam Greenberg
Montaggio Stu Linder
Musiche Hans Zimmer
Scenografia Ferdinando Scarfiotti, Edward Richardson e Linda DeScenna
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Toys - Giocattoli (Toys) è un film del 1992 diretto da Barry Levinson.

Il film fu un grosso flop all'epoca della sua uscita al cinema, fallendo al box office nonostante il cast prestigioso. Nello specifico Levinson venne criticato per l'inconsistenza della trama. Il regista ricevette una nomination (ma non vinse) ai Razzie Award come Worst Director ("peggior regista"). Tuttavia il film ebbe anche due nomination agli Oscar nelle categorie Art Direction, e Costume Design, ma non ottenne nessun premio.[1] Toys - Giocattoli venne presentato nel corso della quarantatreesima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Prossimo a morire, Kenneth Zevo, responsabile della ditta di giocattoli "ZEVO TOYS", dà le redini a suo fratello Leland, ritenendo che i figli Leslie e Alsatia, adulti ma infantili, non siano ancora maturi per dirigere l'azienda. Tuttavia Leland è un generale dell'esercito e la sua cultura militarista non tarda a farsi sentire sull'ambiente un tempo festoso della ZEVO TOYS: istituisce un sistema di sicurezza che include guardie armate capitanate da suo figlio Patrick e requisisce una parte dello spazio della ditta "per sviluppare delle idee", ma tiene segreti i suoi progetti a Leslie e Alsatia. Infatti il generale Zevo vuole fabbricare delle armi dalla grandezza di un giocattolo (come aerei e carri armati giocattolo), ritenendo questa sua idea un'avanguardia strategica e assume dei bambini per pilotare a distanza le armi in versione “bonsai”. Nonostante il rifiuto dell'alto comando dell'esercito americano ad attuare il suo progetto, il generale continua nella fabbrica a far segretamente produrre la sua "piccola grande armata"; le sue manie di potere crescono progressivamente e i suoi comportamenti insospettiscono Leslie. Questi, assieme ad Owen Owens (il dirigente dell'azienda), indaga sui movimenti del generale, scoprendo dei bambini addestrati a pilotare dei veicoli bellici usando dei videogiochi e una vasca dove si trova una creature creata geneticamente, il "maiale marino" (i progetti del generale includono anche la creazione di tale mostro). Le precipitose e fasulle spiegazioni del generale non convincono Leslie. Poco dopo Patrick, che da tempo disapprovava i progetti del padre, rivela a Leslie, Gwen Tyler (la fidanzata di Leslie), Owen e Alsatia, i piani del generale. I cinque penetrano di notte nella sede della ZEVO, decisi a disattivare le armi, ma il generale Zevo e le sue guardie si accorgono dell' intrusione. Dal suo ufficio, il generale attiva il sistema di sicurezza, e con esso i "carri tommy" e gli "elicotteri rimbombanti", frutto dei suoi progetti; incurante di avere a che fare con il figlio e i nipoti. Patrick viene ferito da un piccolo carro armato, mentre Owen, Leslie, Alsatia e Gwen si rifugiano in un magazzino dove sono accumulati i vecchi giocattoli. I piccoli carri armati e gli elicotteri a scala ridotta stanno per penetrare nel magazzino e Leslie decide di improvvisare un esercito con i vecchi giocattoli: questi, una volta tirata loro la corda avanzano nel campo in una lotta impari contro i carri armati del generale. Leslie approfitta della mini-battaglia in corso per fuggire dal magazzino e correre verso l'ufficio del generale. Quest'ultimo attiva il maiale marino, ma Leslie penetra nel suo ufficio usando come velivolo improvvisato un aereo retto da dei fili usato nelle recite natalizie. In precario equilibrio sull'aereo, Leslie sfonda la vetrata dell'ufficio di suo zio e quest'ultimo si aggrappa sul veicolo. I due cominciano a lottare, ma un missile lanciato da un elicottero colpisce il computer centrale che controllava le armi giocattolo, che vengono così disattivate; l'aereo su cui Leslie e il generale combattono a mani nude si schianta a terra. Il generale tenta la fuga, ma viene ferito dal maiale marino; successivamente viene ricoverato in una casa di cura, dove guarisce dalle sue passate manie di potere. Il film si conclude con la ZEVO TOYS che torna di nuovo alla pace.

Critica e accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film debuttò nelle sale il 18 dicembre 1992. Toys ricevette recensioni generalmente negative da parte della critica e fu un insuccesso di pubblico incassando solamente 21 milioni di dollari negli Stati Uniti, recuperando meno della metà del budget stanziato per esso. Molti critici rimasero impressionati dall'aspetto visivo dell'opera ma rimarcarono il fatto di come tale effetto andasse del tutto sprecato e passasse in secondo piano rispetto ad una storia così assurda e senza senso. Vincent Canby del New York Times definì la pellicola "un magnifico disastro, una fantasia caotica ambientata in un luogo surreale". Owen Gleiberman dell'Entertainment Weekly assegnò al film una F, scrivendo: "Toys non è esattamente un film, è un'ammasso di set in attesa che i personaggi si facciano vedere". Kenneth Turan del Los Angeles Times scrisse che a rendere l'insuccesso del film "ancora più triste" era la sensazione che tutti quelli coinvolti in esso fossero convinti di star girando un capolavoro.[3] Peter Travers della rivista Rolling Stone definì Toys "pretenzioso, banale, e noioso".[4] Attualmente il film ha un indice di gradimento del 26% sul sito web Rotten Tomatoes, giudizio basato su 23 recensioni.[5]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La giacca parlante indossata da Robin Williams è stata inventata da Giancarlo Giannini, accreditato nei titoli di coda. In una intervista ha dichiarato: "È una giacca speciale che canta e parla in varie lingue, compreso il giapponese. A seconda dei movimenti di chi la indossa, la giacca reagisce in varie maniere, tutte sorprendenti. L'ho inventata io, l'ho fabbricata personalmente per la Fox su disegno del costumista premio Oscar, Scarfiotti. Per farla ho impiegato 6 giorni, 6 notti e un centinaio di pacchetti di sigarette".
  • Il film segna il debutto sugli schermi di Jamie Foxx, il quale appare nella seconda metà del film.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The 65th Academy Awards (1993) Nominees and Winners in oscars.org. URL consultato il 3 agosto 2011.
  2. ^ Berlinale: 1993 Programme in berlinale.de. URL consultato il 30 maggio 2011.
  3. ^ Kenneth Turan, MOVIE REVIEWS Overstuffed `Toys' in The Los Angeles Times, 18 dicembre 1992. URL consultato il 26 ottobre 2010.
  4. ^ Peter Travers, A review of Toys in Rolling Stone, 18 dicembre 1992.
  5. ^ Toys (1992) in Rotten Tomatoes. URL consultato il 12 agosto 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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