Tabacco da fiuto

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Diversi snuff di varia consistenza.

Il Tabacco da fiuto (Snuff in inglese), è un prodotto derivato dal tabacco che rientra nella categoria dei prodotti detti "smokeless" (ovvero, senza fumo) insieme allo snus (tabacco da masticare). Il cosiddetto snuff serve a liberare le cavita nasali come certi prodotti farmacologici. Il Tabacco da fiuto si presenta sotto forma di polvere più o meno fine e si ottiene macinando o grattugiando le foglie di tabacco. Questo prodotto fu molto in voga in Europa durante il 17º secolo, ma era già conosciuto da tempo nelle Americhe dai nativi.

Come si può evincere dal nome, il tabacco da fiuto viene appunto fiutato (o gergalmente, "sniffato") direttamente nel naso dal dorso della mano (attraverso la così detta tabacchiera anatomica) oppure utilizzando appositi strumenti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Assortimento di varie scatoline di tabacco da fiuto.

L'uso del tabacco da fiuto era già conosciuto dagli abitanti di Haiti e venne documentato da un marinaio spagnolo durante il secondo viaggio nelle Americhe di Cristoforo Colombo.

Nel 1561 Jean Nicot, l'ambasciatore francese a Lisbona, inviò a Caterina de' Medici dello snuff per curare la persistente emicrania di suo figlio. Lei credeva nelle proprietà curative di questo prodotto e lo rese popolare tra i nobili europei.

Nel secolo successivo molte persone importanti si adoperarono per arginare questo fenomeno in continua crescita. Papa Urbano VIII disse che avrebbe scomunicato coloro che usavano il tabacco da fiuto, lo Zar Michele nel 1643 impose che venisse tagliato il naso a chiunque fosse stato visto nell'atto di fiutare tabacco. Nonostante tutto, il Re di Francia, Luigi XIII era un assiduo utilizzatore di tabacco da fiuto e dal 1638 iniziò a diffondersi anche in Cina.

Durante il 18º secolo, il tabacco da fiuto divenne un segno distintivo dell'élite. Personaggi come Napoleone, la regina Carlotta d'Inghilterra e Papa Benedetto XIII ne facevano regolarmente uso. Il fiutare tabacco aiutava a distinguere la gente di alta classe sociale dalle classi più basse, che invece lo fumavano. Sempre durante il 18º secolo il medico inglese John Hill informò dei pericoli correlati all'abuso dello snuff. Fu proprio il tabacco da fiuto, nel 1794, a far introdurre la prima tassa sul tabacco e derivati negli U.S.A..

Recentemente si ha avuto un lieve incremento dell'utilizzo del tabacco da fiuto in Europa per via del fatto che nei locali pubblici il fumo è vietato. Nonostante tutto, il tabacco da fiuto resta un prodotto del tabacco poco utilizzato, se paragonato a sigarette o sigari.

Per fiutare il tabacco solitamente si utilizza semplicemente la propria mano, ma sono in commercio appositi accessori come: Cannucce (spesso in metalli placcati d'oro o argento), "Proiettili" (dosatori da infilare ed aprire dentro la narice, che per adattarsi all'anatomia del naso hanno appunto la forma di un proiettile) e complessi macchinari a molla, che più che altro sono oggetti di collezionismo.

Un macchinario caricato a molla che "spara" il tabacco direttamente nelle narici.

Rischi per la salute[modifica | modifica sorgente]

Rispetto ai prodotti del tabacco che vengono fumati, il tabacco da fiuto presenta molti meno rischi, anche se non assenti. Visto che la maggior parte dei prodotti cancerogeni del fumo proviene dalla combustione, ovviamente nel caso del tabacco da fiuto, essi saranno assenti. Un vantaggio portato dal tabacco da fiuto è quello di non contaminare l'ambiente per i non utilizzatori (al contrario del fumo passivo causato dalle sigarette e dai sigari).

Situazione legale[modifica | modifica sorgente]

La vendita del tabacco da fiuto è legale praticamente in tutti gli stati europei. In Inghilterra, lo snuff gode del fatto di non essere interessato dalla tassa sul tabacco.

In Italia, come per tutti i prodotti del tabacco, la vendita è vietata ai minori di 18 anni.

In Polonia la produzione e la vendita sono stati illegali dal 1996 al 2000.

Dipinto di un uomo che utilizza la tecnica del pollice e dell'indice per fiutare il tabacco.

Maggiori case produttrici[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]