Slowhand

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Slowhand
Artista Eric Clapton
Featuring {{{featuring}}}
Tipo album Studio
Pubblicazione novembre 1977
Durata 39 min : 04 s
Album di provenienza {{{album di provenienza}}}
Dischi 1
Tracce 9
Genere Blues
Blues rock
Esecutore {{{esecutore}}}
Etichetta Polydor
Edizioni {{{edizioni}}}
Produttore Glyn Johns
Arrangiamenti Robert Stingwood Organisation
Regista {{{regista}}}
Registrazione maggio 1977, Olympic Studios di Londra
Formati {{{formati}}}
Note
Premi
Dischi d'argento {{{numero dischi d'argento}}}
Dischi d'oro
Dischi di platino
Dischi di diamante {{{numero dischi di diamante}}}
Eric Clapton – cronologia
Album precedente Album successivo
No Reason to Cry
(1976)
Backless
(1978)
{{{seconda discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo
{{{terza discografia}}} – cronologia
Album precedente Album successivo

Slowhand è il quinto album in studio da solista del musicista rock-blues britannico Eric Clapton, realizzato nel 1977. È il suo album di maggior successo e deve il suo titolo al soprannome di Eric Clapton, Slowhand, ovvero mano lenta, per il suo modo di suonare la chitarra. L'album è stato inserito nel 2003 nella posizione 325 nella lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone.

Indice

[modifica] Il disco

L'album, composto da 9 tracce (di cui 5 firmate dallo stesso Clapton), inizia con la cover Cocaine (originariamente composta da J.J. Cale); la canzone, basata su un riff di chitarra ottimamente impreziosito da sovraincisioni, presenta due assoli: uno centrale dopo la prima sequenza strofa-ritornello, l'altro finale in sfumando. Segue il pezzo pop Wonderful Tonight, basato su una sequenza di note che prima discende lentamente, per poi risalire rapidamente, trovando la sua risoluzione sulla nota iniziale, con la voce di Clapton dolcemente sussurrata e rinforzata nel ritornello da una femminile. Il pezzo country-rock Lay down Sally si basa su un trascinante riff che si ripete sia sulla strofa sia (con una leggera variante) sul ritornello, ed è inframezzato da un ottimo assolo. Il quarto pezzo Next time you see her è forse il migliore dell'album: in esso è presente anche l'organetto che contribuisce insieme agli interventi chitarristici di Clapton ad accentuare l'aria spigliata del brano, basato su una successione di triadi tonali. Segue la dolce ballata We're all the way (originariamente scritta da Don Wiliams) e, come per contrasto, l'energica cavalcata di The core che si chiude con uno splendido duetto di chitarra e sax. Le due canzoni seguenti, May you never e Mean old frisco, sono due ordinarie cover, originariamente composte da John Martyn e Arthur Crudup. A chiudere c'è poi il pezzo strumentale Peaches and diesel, in cui figura pure una ripresa del tema "sospeso" di Wonderful tonight.

[modifica] Tracce

  1. Cocaine - 3:38 - (Cale)
  2. Wonderful Tonight - 3:41 - (Clapton)
  3. Lay Down Sally - 3:53 - (Clapton/Levy/Terry)
  4. Next Time You See Her - 3:59 - (Clapton)
  5. We're All the Way - 2:30 - (Williams)
  6. The Core - 8:41 - (Clapton/Levy)
  7. May You Never - 2:58 - (Martyn)
  8. Mean Old Frisco - 4:37 - (Crudup)
  9. Peaches and Diesel - 4:46 - (Clapton/Galuten)

[modifica] Singoli

[modifica] Formazione

[modifica] Altri progetti

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