Sigmodontinae

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Sigmodontinae
Sigmodon hispidus1.jpg
Sigmodon hispidus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Sigmodontinae
Wagner, 1843
Tribù

I Sigmodontini Wagner, 1843 sono una sottofamiglia di roditori della famiglia dei Cricetidi, diffusa nel Nuovo Mondo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

I membri della sottofamiglia sono roditori generalmente di piccole e medie dimensioni e raggiungono in Kunsia tomentosus la lunghezza della testa e del corpo di 247 mm e un peso di 510 g.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

I Sigmodontini costituiscono la più diversificata sottofamiglia di Roditori nell'America meridionale. Come la sottofamiglia dei Murini del Vecchio mondo l'adattamento ai molteplici tipi di ambiente ha sviluppato caratteristiche peculiari, anche se nella maggior parte meno estremizzate, eccetto probabilmente le specie semi-acquatiche, i cui caratteri sono forse più marcati rispetto ai cugini asiatici ed africani. La maggior parte sono forme terricole o semi-fossorie, con corpi generalmente snelli come quelli dei topi o dei ratti oppure tozzi e compatti come quelli delle arvicole, i piedi sono lunghi e stretti, le forme saltatrici delle regioni desertiche invece sono poche e mai provviste di arti posteriori visibilmente modificati, come i gerbilli o alcuni murini australiani. I Sigmodontini adattati alla vita arboricola sono limitati alla sola tribù dei Thomasomyini ed anche in questo caso non vi sono caratteristiche accentuate come la coda parzialmente prensile, oppure le prima dita completamente opponibili. Le forme parzialmente acquatiche invece hanno acquisito visibili modifiche anatomiche più specializzate rispetto a quanto si può osservare negli Idromiini australasiani e nei relativi africani. La completa atrofizzazione del padiglione auricolare esterno e la presenza di valvole di chiusura all'entrata del meato uditivo, le dita palmate o i piedi frangiati e la forma del corpo altamente idrodinamica, hanno fatto della tribù degli Ichthyomyini un gruppo di roditori di successo e comprendente l'unico genere della sottofamiglia, Rheomys, non endemico dell'America meridionale, ma diffuso in quella centrale. I membri della famiglia possiedono incisivi superiori per la maggior parte lisci, eccetto soltanto poche specie, dove sono attraversati da solchi longitudinali. Hanno solitamente tre molari su ogni semi-arcata, eccetto due specie del genere Neusticomys che ne hanno soltanto due, la disposizione delle cuspidi è caratteristica, è strutturata in file biseriali, contrariamente ai Murini che hanno file triseriali, e sono attraversati longitudinalmente da una cresta di smalto nota come mure nei denti superiori e muride in quelli inferiori. Esistono due tipologie di strutture occlusive, la prima detta tetralofodonte, in cui sono visibili quattro file di cuspidi, è più semplificata e considerata evoluta rispetto alla seconda, detta pentalofodonte, nella quale sono presenti cinque file di cuspidi e rappresenta lo stadio più primitivo dell'evoluzione. L'altezza delle cuspidi e quella della corona dipendono sostanzialmente dalla dieta. Le forme che si nutrono di animali, semi, frutta o funghi hanno cuspidi e corone basse, quelli che si cibano di vegetazione abrasiva come erba e altre parti vegetali le hanno invece elevate.

Distribuzione ed Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Eccetto il già citato genere Rheomys, endemico dell'America centrale, la sottofamiglia è autoctona della parte meridionale del Continente americano, il suo areale si estende dalla Colombia settentrionale fino alla Terra del Fuoco, incluse alcune isole costiere, le isole caraibiche lungo le coste settentrionali e le Isole Galapagos. Sono presenti in tutti i tipi di ambienti, dalle foreste pluviali amazzoniche ai deserti andini, le foreste temperate e le zone sub-alpine fino a 3.000 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E.R.Hall, The Mammals of North America, The Blackburn Press; 2nd edition, 1981. ISBN 978-1930665354
  • John F.Eisenberg, Mammals of the Neotropics, Volume 1: The Northern Neotropics, The University of Chicago Press, 1989. ISBN 0226195406
  • John F.Eisenberg & Kent H.Redford, Mammals of the Neotropics, Volume 2: The Southern Cone: Chile, Argentina, Uruguay, Paraguay, The University of Chicago Press, 1992. ISBN 9780226706825
  • John F.Eisenberg & Kent H.Redford, Mammals of the Neotropics, Volume 3:Ecuador, Peru, Bolivia, Brazil, The University of Chicago Press, 2000. ISBN 97800226195421
  • Patton JL, Pardiňas UFJ & D'Elia G, The Mammals of South America. Volume 2: Rodents, The University of Chicago Press, 2015. ISBN 978-0-226-16957-6.

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