Shizo Kanakuri

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Shizo Kanakuri
Shisou Kanaguri.jpg
Dati biografici
Nome 金栗 四三
Nazionalità Giappone Giappone
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità maratona
 

Shizo Kanakuri (in giapponese 金栗 四三 Kanaguri Shisō; anche Shizō Kanakuri o Shizo Kanaguri; Tamana, 20 agosto 1891Tamana, 13 novembre 1984) è stato un maratoneta giapponese e uno dei primi corridori su pista e su strada di valore internazionale del Giappone.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Atleta giapponese, considerato il Padre della maratona giapponese.

Il suo nome è legato a un clamoroso episodio avvenuto durante lo svolgimento della Maratona (corsa sulla distanza di km 40,2 e non sulla distanza successivamente adottata di 42,195 km) delle Olimpiadi del 1912 in Svezia, a Stoccolma (Shizo Kanakuri fu uno dei due atleti giapponesi a prendere parte a quella edizione delle Olimpiadi).

La sua avventura olimpica fu resa possibile grazie ad una raccolta di fondi organizzata dalla Scuola Normale Superiore di Tokyo (Tokyo Normal Higher School), antenata dell'attuale Università di Tsukuba, presso la quale il giovane studiava: alla fine della "colletta", a cui parteciparono facoltà, studenti, laureati, professori e lo stesso preside Jigoro Kano (il fondatore del Jūdō) venne raccolta la considerevole somma di oltre 2000 yen dell'epoca (attualizzabili a circa 25 milioni di yen, qualcosa come più di 154 000 euro). Buona parte della somma servì per pagare viaggio: Kanakuri da cui partì il 16 maggio in treno da Shinbashi per Tsuruga; da qui si imbarcò per Vladivostok, dove prese la Transiberiana per Mosca; dopo 18 giorni di viaggio, il 2 giugno, arrivò a Stoccolma.

La gara si svolse il 14 luglio in condizioni meteorologiche particolarmente difficili per l'elevata temperatura (32º) e per l'assenza, come d'uso per il rigido regolamento dell'epoca, di ristori durante la corsa; il portoghese Francisco Lázaro perse addirittura la vita a causa della disidratazione.

Shizo Kanakuri riuscì a mantenere un buon ritmo di gara (era accreditato della migliore prestazione mondiale dell'epoca: 2h:32m:45s - la gara sarà vinta con un tempo di oltre quattro minuti superiore) posizionandosi alla testa della corsa accanto al sudafricano McArthur (il vincitore finale della Maratona, che verrà accusato dal suo connazionale Gitsham di aver violato il patto di attenderlo mentre si dissetava). Al 30º km circa, ancora in buona posizione, Shiro Kanakuri si fermò per bere, pare un bicchiere di succo di lampone (altre fonti indicano di arancia) offertogli da uno spettatore che osservava la gara dal proprio giardino, nei pressi del paese di Sollentuna. Il caldo e la spossatezza lo indussero ad accettare l'invito di riposarsi per qualche minuto al fresco all'interno della casa. La sosta gli fu fatale: sedutosi su una poltrona si addormentò profondamente. Al suo risveglio la gara era finita da molte ore e la polizia, allertata dai giudici di gara, lo cercava lungo tutto il percorso. Alla fine fu dichiarato scomparso, e in Svezia non si ebbero più sue notizie.

Sul rientro in Giappone e sul destino di Shiro Kanakuri negli anni successivi esistono versioni divergenti. Dopo la prima guerra mondiale Kanakuri gareggiò nella maratona dei giochi olimpici di Anversa 1920, ottenendo il 16º posto e a quella di Parigi 1924 dove non riuscì a terminare la gara.

Il ritorno in Svezia[modifica | modifica sorgente]

Quel che è certo è che il suo nome rimase proverbiale in Svezia e nel 1962 un giornalista della televisione svedese venne mandato in Giappone per scoprire che fine avesse fatto. Lo trovò, pare, che insegnasse geografia nella città natale di Tamana.

Nel 1967 in occasione del 55º anniversario dei Giochi olimpici venne invitato a Stoccolma per concludere la sua Maratona. Il settantaseienne atleta riprese a correre da dove, oltre mezzo secolo prima, si era addormentato e tagliò infine il traguardo fermando i cronometri sul tempo irripetibile di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti, 20 secondi e 3 decimi.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Il Sole 24 Ore", di domenica 22 agosto 2004, articolo di U. Riccarelli

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]