Saro (generale)

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Saro (latino: Sarus; ... – 412) dell'Impero romano d'Occidente, che fu coinvolto nelle guerre tra l'imperatore Onorio, i barbari e i vari usurpatori che insorsero in Occidente in quel periodo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Stilicone (a destra) fu il magister militum dell'Impero romano d'Occidente; come tale, assoldò Saro per combattere contro Radagaiso (406) e contro l'usurpatore Costantino "III" (407). Quando Stilicone venne ucciso per ordine dell'imperatore Onorio, Saro abbandonò l'esercito romano assieme ai propri uomini.

Di origine gota e fratello di Sigerico (brevemente re dei Visigoti), rimase fedele ai Romani durante la rivolta dei foederati del 399; Saro divenne poi un ufficiale di Stilicone, il potente magister militum dell'imperatore d'Occidente Onorio. Assieme ai suoi uomini combatté al fianco di Stilicone contro Radagaiso, che aveva invaso la Gallia nel 406 e che venne sconfitto a Fiesole nell'agosto di quello stesso anno.

Dietro ordine di Stilicone, nel 407, Saro prese la testa dell'esercito romano a Ravenna e lo condusse in Gallia, contro l'usurpatore Costantino "III": agendo senza scrupoli, ma in maniera intelligente ed efficace, sconfisse (autunno 407) i generali di Costantino, Giustiniano e Nebiogaste; mise poi sotto assedio Valentia (Valence), dove si era rifugiato Costantino stesso; costretto a ritirarsi per l'arrivo dei rinforzi guidati da Edobico e dal magister militum Geronzio, ritornò in Italia, comprando il passaggio delle Alpi dai Bagaudi, che ne controllavano i passi, consegnando loro il bottino ottenuto, ma riportando indietro i propri uomini sani e salvi. Impegnato a consolidare la frontiera del Reno e a sedare una rivolta a favore di Onorio in Hispania, Costantino non inseguì Saro.

Moneta raffigurante Giovino, l'usurpatore sostenuto da Saro

Un nuovo esercito romano era in preparazione in Italia per una seconda campagna contro Costantino, quando Stilicone venne assassinato per ordine di Onorio (22 agosto 408): Saro e i suoi uomini abbandonarono l'esercito, lasciando l'imperatore senza protezione, arroccato nell'inespugnabile Ravenna con l'esercito dei Visigoti di Alarico I libero di muoversi in Etruria.

Nel 411, anno in cui Costantino morì, un nuovo usurpatore insorse in Gallia, Giovino, il quale chiamò a sé Saro e i suoi uomini. Giovino, che era stato eletto dai Burgundi e dagli Alani, regnò per due anni. La sua caduta avvenne quando i Visigoti di Ataulfo (Alarico era morto nel 410) si mossero in Gallia con l'intenzione di rovesciarlo, ma fingendo di volersi unire a lui: Saro cadde nella trappola e, malgrado combattesse valorosamente alla testa delle proprie truppe, fu sconfitto e ucciso in uno scontro con Ataulfo. Giovino fuggì, ma assediato e catturato a Valentia, fu giustiziato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]