Sarmazia
Sarmazia (in latino: Sarmatia) è il nome attribuito dai Romani ad una porzione di terre dell'Europa centro-orientale, attuali Ucraina e Russia meridionale, e dell'Asia occidentale, comprese tra il Mar Nero e i fiumi Don e Volga, abitate originariamente dai Sarmati.
Indice |
Territorio [modifica]
| Per approfondire, vedi Nomi latini di regioni. |
Se i confini della Sarmatia mutarono nel corso dei secoli ampliandosi ad occidente, con la penetrazione delle genti sarmatiche fino al Danubio ed alle province romane di Pannonia inferiore e Mesia superiore, ad oriente rimasero sempre sfumati. A ovest la regione era infatti limitata dal corso del fiume Danubio e dai Carpazi; a sud, sempre dal Danubio e dalle coste settentrionali del Mar Nero, a contatto con il Limes romano, la lunga frontiera settentrionale dell'Impero romano che si estendeva dal Mare del Nord al Mar Nero. A nord e nord-ovest, la Sarmatia era limitata dalla Germania Magna, mentre ad est, invece, il suo territorio proseguiva indefinitamente fino al Caucaso ed ai territori della Scizia.
Popolazioni [modifica]
| Per approfondire, vedi Sarmati. |
L'area che sarebbe stata identificata dai Romani con il nome di Sarmatia fu abitata da popolazioni sarmatiche e scitiche, stanziate soprattutto nelle aree occidentali e meridionali. Di queste ricordiamo brevemente:
- i Roxolani, i quali si insediarono nei territori occupati dagli Sciti a nord e a nord ovest del Mar Nero (tra il III secolo a.C. e il II d.C.) e con essi, in un primo momento, stabilirono un rapporto di alleanza. Quando questo rapporto venne meno i Sarmati conquistarono i territori degli Sciti assoggettando la popolazione al loro potere.
- gli Iazigi, che si insediarono nei territori a ovest dei Daci, a sud dei Germani e sia a est sia a nord del Danubio tra il III secolo a.C. e il II d.C.
- gli Aorsi dei quali pur sapendosi poco, è probabile fossero stanziati nei pressi del regno del Bosforo a sud-est degli Alani.
- gli Alani, i quali si insediarono ad est del Mar Nero a nord del Caucaso e degli Aorsi e qui ci vengono descritti dai Romani come allevatori di cavalli. Furono la popolazione Sarmatica di più lunga durata, in parte si convertirono al cristianesimo ortodosso nel IX secolo, combatterono contro i Mongoli prima, e accanto ad essi poi (una serie di tombe, forse di guerrieri Alani cristiani è stata rinvenuta in una necropoli mongola in Corea), gli Alani rimasti si stabilirono sul caucaso occidentale, dove subirono una più o meno forte influenza turca ed islamica nel XIV-XVII secolo, e poi un processo di parziale russificazione tra il tardo '700 e i giorni nostri. Attualmente sono noti come Osseti.
Storia [modifica]
Epoca romana [modifica]
| Per approfondire, vedi Guerre marcomanniche, Invasioni barbariche del III secolo e Invasioni barbariche del IV secolo. |
Al tempo dell'imperatore Augusto sappiamo dalle sue Res Gestae Divi Augusti che:
| (LA) « 31. [...] Nostram amic[itiam petie]run[t] per legat[os] Bastarnae Scythaeque et Sarmatarum qui sunt citra flumen Tanaim et ultra reges. Albanorumque rex et Hiberorum e[t Medorum]. » |
(IT) « 31. [...] Chiesero la nostra amicizia per mezzo di ambasciatori i Basrani, gli Sciti e i re dei Sarmati che abitano al di qua e al di là del fiume Tànai [1], e i re degli Albani, degli Iberi e dei Medi . » |
Sappiamo che ai tempi dell'imperatore romano, Marco Aurelio, quest'ultimo voleva fare dei territori compresi nell'arco carpatico tra Dacia e Pannonia inferiore una nuova provincia chiamata Sarmatia.
Sembra che sotto Costantino I, o forse anche un secolo e mezzo prima, si provvide alla costruzione di tutta una serie di terrapieni al di là del Danubio, nella pianura ungherese, per allentare la pressione di Goti e Gepidi lungo i territori degli alleati Iazigi, "appoggiati" alla vicina frontiera pannonica. Questo sistema di fortificazioni viene oggi comunemente chiamato: "Diga del Diavolo" e partiva di fronte ad Aquincum per poi seguire parallelamente il fiume Tisza, alla sua sinistra, e raggiungere la fortezza legionaria di Viminacium.