Salda d'amido

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La salda d’amido è un gel a base di amido, utilizzato in laboratorio di analisi chimica come indicatore redox nelle titolazioni iodometriche e iodimetriche per via della sua capacità di formare complessi di colore blu scuro con lo iodio[1]. Si ottiene solubilizzando in acqua calda l’amido che gelifica una volta fatta raffreddare la soluzione[2].

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Si bagnano 2 grammi di amido in polvere con 15-20 mL di acqua fredda e si versa il tutto in 100 mL di acqua bollente sotto costante agitazione. Si lascia bollire per qualche minuto, dopodiché si fa raffreddare per ottenere il gel. La salda d’amido è una sostanza sensibile alle alte temperature e che decompone per azione batterica, va quindi conservata lontana da fonti di calore e in recipienti in vetro scuro, in modo da non far passare la luce. Nella fase di preparazione possono essere aggiunti opportuni battericidi[3] , come ioduro mercurico o acido salicilico[4] .

Formazione del complesso[modifica | modifica wikitesto]

A sinistra il complesso dell'amilosio con lo ione triioduro, a destra la struttura del monomero di glucosio.

In soluzione acquosa e in presenza di iodio molecolare (I2) e dello ione ioduro (I) si ha la formazione dello ione triioduro (I3)

I2 + I → I3

Si ritiene che tale ione venga adsorbito dalla frazione di amilosio presente nella salda d'amido, venendo incluso nella struttura ad elica con la formazione di un complesso di colore blu-violaceo[5]. I meccanismi chimici per cui avviene l'adsorbimento, tuttavia, non sono ancora del tutto chiari[6].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Iodometry - end point detection with starch su www.titrations.info, Titration and titrimetric methods. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  2. ^ Alessandro Bruni, Farmacognosia generale e applicata, Padova, Piccin Nuova Libraria S.p.A., 1999, p. 173, ISBN 88-299-1500-9. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  3. ^ Indicatori (PDF), Sito web del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Padova. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  4. ^ (EN) Solutions used in iodometric titrations, Starch solution su www.titrations.info, Titration and titrimetric methods. URL consultato l'11 febbraio 2015.
  5. ^ I. Rossetti, G. Cappelletti e C. Crippa, Determinazione del Cu in pigmenti (PDF), Orienta Chimica, sito web del Dipartimento di Chimica dell'Università degli Studi di Milano. URL consultato il 12 febbraio 2015.
  6. ^ (EN) Fred Senese, How does starch indicate iodine?, Antoine, sito web dei Dipartimenti di Chimica, Fisica, Ingegneria e Biologia della Frostburg State University. URL consultato il 12 febbraio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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