Reric

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Coordinate: 53°57′20″N 11°28′53″E / 53.955556°N 11.481389°E53.955556; 11.481389

Mappa di Reric nei pressi di Strömkendorf

Reric o Rerik fu un emporia multietnico di epoca vichinga[1] che ospitava Slavo-Scandinavi[2]. Era situato sulla costa meridionale del Mar Baltico,[1], nei pressi di Wismar in quello che oggi è lo stato tedesco del Meclemburgo-Pomerania Anteriore.[3] Reric fu fondata attorno al 700,[4] quando gli Slavi della tribù Obodrite colonizzarono la regione.[5] All'inizio del IX secolo i cittadini di Reric si allearono con Carlo Magno, il quale ne utilizzò il porto come tappa strategica sulle rotte commerciali[1], evitando così che cadesse in mano a Sassoni e Dani.[6] Fu distrutta nell'808 dal re vichingo Gudfred, dopodiché i commercianti furono portati presso l' emporium vichingo di Hedeby (chiamato anche Haithabu), nei pressi dell'attuale Schleswig.[1][3]

Posizione geografica[modifica | modifica wikitesto]

La posizione geografica di Reric è stata a lungo in discussione. Le più antiche teorie ipotizzavano che fosse Oldenburg,[1] Lubecca,[1] il castello del Meclemburgo,[1][7] o Alt-Gaarz[1] sulla penisola di Fischland-Darß-Zingst, rinominata in Rerik nel 1938.[1] A partire dagli anni novanta, si è iniziato a pensare che Reric coincida con un sito archeologico nei pressi di Groß Strömkendorf,[1][3] sulla costa orientale della Baia di Wismar. Questa ipotesi si basa sui risultati presentati dall'Università di Kiel e dal Dipartimento di Stato per l'Archeologia del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, che hanno parzialmente scavato circa 20 ettari del sito tra il 1995 ed il 1999.[1][8]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono abbastanza prove del fatto che Groß Strömkendorf fosse Reric, tra cui le date di fondazione e distruzione.[1] Groß Strömkendorf era un profondo porto. Inizialmente a nord del sito odierno, il primo insediamento fu spostato a sud trasformando la vecchia zona in un cimitero. Il nuovo sito conteneva edifici simili ai quelli affondati di West Stow in Inghilterra. Tra le ceramiche vi erano dei chiacchierini. Il principale tipo di ceramiche era di tipo Sukow, utilizzato dagli Slavi occidentali durante l'VIII secolo.[4] Sono state trovate anche ceramiche di tipo Feldberg, anche se in quantità minore.[4] Le ceramiche importate dagli stati occidentali sono rare.[4] Sono state trovate anche pietre per affilare, prova di lavorazione di tessuti, ferro e bronzo, ma nessuna prova di più importanti attività industriali, il che fa pensare che la produzione fosse solo per uso locale. Prodotti non finiti e spazzatura fa pensare alla produzione di oggetti in vetro, metallo tra cui il ferro, ambra e corno.[4]

L'insediamento si estendeva per 500 metri lungo la costa.[4] Sono stati trovati reperti slavi nel raggio di 10 km dall'insediamento.[4] Le vicine fortezze di Mecleburgo e Ilow vennero, come Reric, fondate a cavallo tra il VII e l'VIII secolo, e rappresentano quindi i più antichi insediamenti slavi della costa baltica.[4]

Declino[modifica | modifica wikitesto]

Come riportato dagli Annales Regni Francorum dell'808, il re danese Gudfred (chiamato anche Godofrid o Gøttrik) aveva ricevuto molti tributi da Reric negli anni precedenti,[1] ma nell'808 "distrusse"[1] l'emporium catturando "i mercanti presenti"[1]. Gudfred li fece trasferire ad Hedeby (o Haithabu, Sliasthorp), emporium contemporaneo situato nei pressi della Danimarca.[1] Questo scontro fece parte della guerriglia intercorsa tra la Danimarca ed il mRegno franco di Carlo Magno, nel corso del quale i Franchi si allearono con gli Obodriti.[1] La distruzione del posto può non essere stata portata a termine, dato che si dice che un duca Obodrita, Drazko, sia stato ucciso a Reric l'anno seguente.[1]

"Reregi", nome alternativo degli Obodriti usato dai cronici medievali Adamo da Brema e Helmold di Bosau, deriva probabilmente da "Reric".[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Johannes Hoops, Heinrich Beck, Rosemarie Müller, Dieter Geuenich, Holger Arbman, Heiko Steuer, Reallexikon der germanischen Altertumskunde 2ª edizione, Walter de Gruyter, 2003, pp.514,515, ISBN 3-11-017575-4 [1]
  2. ^ Jürgen Happ, Reric, der verlorene Handelsplatz der Wikinger am südwestlichen Zipfel der Ostsee 2ª edizione, Mensing, 2004, ISBN 3-87533-007-2
  3. ^ a b c Ole Harck, Christian Lübke, Zwischen Reric und Bornhöved: Die Beziehungen zwischen den Dänen und ihren slawischen Nachbarn vom 9. Bis ins 13. Jahrhundert: Beiträge einer internationalen Konferenz, Leipzig, 4.-6. dicembre 1997, Franz Steiner Verlag, 2001, p.25, ISBN 3-515-07671-9
  4. ^ a b c d e f g h Ole Harck, Christian Lübke, Zwischen Reric und Bornhöved: Die Beziehungen zwischen den Dänen und ihren slawischen Nachbarn vom 9. Bis ins 13. Jahrhundert: Beiträge einer internationalen Konferenz, Leipzig, 4.-6. dicembre 1997, Franz Steiner Verlag, 2001, p.12, ISBN 3-515-07671-9
  5. ^ Ole Harck, Christian Lübke, Zwischen Reric und Bornhöved: Die Beziehungen zwischen den Dänen und ihren slawischen Nachbarn vom 9. Bis ins 13. Jahrhundert: Beiträge einer internationalen Konferenz, Leipzig, 4.-6. dicembre 1997, Franz Steiner Verlag, 2001, pp.11,12, ISBN 3-515-07671-9
  6. ^ "Medieval Silver and Gold", Richard Cowen
  7. ^ Joachim Herrmann, Die Slawen in Deutschland, Berlino, Akademie-Verlag GmbH, 1970, p. 530, ISBN. p. 113
  8. ^ Articolo dell'Università di Kiel