Patrick Edlinger

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Patrick Edlinger
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Arrampicata Climbing pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Difficoltà
Palmarès
Rock Master 1 trofeo
Sportroccia 1 trofeo
 

Patrick Edlinger (Dax, 15 giugno 1960La Palud-sur-Verdon, 16 novembre 2012) è stato un arrampicatore francese. Ha praticato l'arrampicata in falesia, il bouldering e le vie lunghe.

È stato un pioniere dell'arrampicata sportiva alla fine degli anni settanta e inizio anni ottanta, e ha contribuito a far conoscere questo sport attraverso le sue realizzazioni e i mass-media, tanto da diventare un mito e una icona dell'arrampicata.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le gole del Verdon, il settore Escalès

Figlio di genitori appassionati di montagna, incomincia ad arrampicare da giovanissimo e a praticare anche l'alpinismo. Alla fine degli anni settanta (1979 e 1980) compie alcune solitarie su impegnative pareti del monte Pelvoux, Pic Coolidge e Ailefroide.[1][2]

Nei primi anni ottanta è scopritore e chiodatore della falesia di Céüse, insieme ad altri francesi, come Eric Fossard, Joël Feuillassier, Pierre Isoard, Philippe Macle e Jean-Christophe Lafaille.[3]

Nel 1982 è il protagonista dei documentari di arrampicata di Jean-Paul Janssen, La Vie aux Bout de Doigts e Opéra Vertical, che, diffusi in tutto il mondo, fanno conoscere l'arrampicata al grande pubblico, Nei filmati Edlinger arrampica in free solo a Buoux e sulle pareti delle gole del Verdon.

Nel 1983 è tra i primi arrampicatori a raggiungere il livello dell'8a. In particolare sale uno dei primi 8a della Francia, Ça glisse au pays des merveilles, a Buoux. Nello stesso periodo vengono aperti anche Rêve de papillon (Buoux) da Marc Le Menestrel e Crepinette (Eaux Claires) da Fabrice Guillot.[4]

A metà degli anni ottanta partecipa alle prime competizioni di arrampicata. Si tratta del periodo antecedente alla nascita della Coppa del mondo lead nel 1989, in cui si svolgevano solo gare singole, come Sportroccia, il Rock Master e vari "Master" di arrampicata. Nel 1985 è assente alla prima edizione di Sportroccia. È firmatario del cosiddetto Manifesto dei 19, insieme ad alcuni dei più forti arrampicatori francesi tra cui i fratelli Le Menestrel, Jean-Baptiste Tribout e Catherine Destivelle (che comunque gareggia a Sportroccia 85), in cui si esprimeva un certo scetticismo verso le gare di arrampicata.[5][6] Nel 1986 tuttavia prende parte alla seconda edizione di Sportroccia: si classifica quarto alla tappa di Arco, mentre vince quella di Bardonecchia, unico atleta a completare la via della finale.[7] Nel giugno 1988 gareggia a Snowbird, prima gara internazionale negli Stati Uniti, dove vince davanti ai connazionali Jean-Baptiste Tribout e Marc Le Menestrel.[8] Sempre nel 1988 vince pari merito con Stefan Glowacz la seconda edizione del Rock Master.[9] Nel 1989 vince in superfinale il Master di Monaco e ottiene il settimo posto a Leeds, prima tappa della appena nata Coppa del mondo lead di arrampicata 1989.[10]

La falesia di Céüse: i settori da La Cascade a Biographie

Nel 1989, a 29 anni, raggiunge il livello dell'8c, con le ripetizioni di Azincourt (primo 8c in Francia) e Maginot Line, salite per la prima volta da Ben Moon lo stesso anno.

Nel 1995 ha un grave incidente in una falesia delle Calanques in Francia: una caduta di diciotto metri, in seguito alla rottura di un appiglio e all'aver saltato degli spit, gli provoca un arresto cardiaco. Viene rianimato da un medico sul posto e riesce a riprendersi senza gravi conseguenze.[11]

Nel 2000 accompagna Patrick Berhault, suo grande amico, in una decina di salite dolomitiche facenti parte del progetto "grande traversata delle Alpi" di Berhault, che lo portò a scalare in 167 giorni 22 delle vie più famose vie dell'arco alpino.[12]

È mancato il 16 novembre 2012, a 52 anni, per cause ancora incerte nel suo paese di La Palud-sur-Verdon.[13]

Falesia[modifica | modifica sorgente]

Lavorato[modifica | modifica sorgente]

  • 8c/5.14b:
    • Maginot Line - Volx (FRA) - 1989 - Seconda salita della via di Ben Moon del 1989
    • Azincourt - Buoux (FRA) - 1989 - Via di Ben Moon del 1989
  • 8b/5.13d:
    • Les sucettes à l'anis - Cimaï (FRA) - 1988 - Prima salita
  • 8a+/5.13c:
    • La femme blanche - Céüse (FRA) - 1985
    • La Boule - Sainte-Victoire (FRA) - 1984 - Prima salita
  • 8a/5.13b:
    • Orange Mécanique - Cimaï (FRA) - 1989 - Salita in free solo
    • Sphinx Crack - South Platte, Colorado (USA) - 1985[14]
    • Ça glisse au pays des merveilles - Buoux (FRA) - 1983 - Prima salita, si tratta di uno dei primi 8a in Francia, insieme Rêve de papillon (Buoux) di Marc Le Menestrel e Crepinette (Eaux Claires) di Fabrice Guillot.[4]
  • 7c+/5.13a:
    • La femme noire - Céüse (FRA)
    • Fenrir - Verdon (FRA) - 1982 - Prima salita
  • 7c/5.12d:
    • Medius - St. Victoire (FRA) - 1981

A vista[modifica | modifica sorgente]

Gli è attribuita la salita del primo 7c a vista, La Polka des ringards a Buoux, nel 1982.[15]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Un settore della falesia di Buoux

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tom Connor, Regional Notes 1979 in Alpine Journal, 1979, p. 217. URL consultato il 17 novembre 2012.
  2. ^ Tom Connor, Regional Notes 1980 in Alpine Journal, 1979, p. 219. URL consultato il 17 novembre 2012.
  3. ^ Céüse, rockclimbing.com. URL consultato il 17 novembre 2012.
  4. ^ a b (EN) Tomasz Mazur, French Advantages - Part II, climbandmore.com. URL consultato il 12 novembre 2012.
  5. ^ Stefano Ardito e Roberto Mantovani, Francia: l'opposizione dei 19 in Rivista della Montagna, nº 70, settembre 1985, p. 401.
  6. ^ (ES) El Manifiesto de los 19, desnivel.com, 7 febbraio 2002. URL consultato il 17 novembre 2012.
  7. ^ Roberto Mantovani, Le gare di Sportroccia '86 in Rivista della Montagna, nº 79, ottobre 1986, pp. 84-87.
  8. ^ Marco Roversi, States: gare a stelle e strisce in Rivista della Montagna, nº 100, settembre 1988, pp. 16-17.
  9. ^ Rock Master 88, Arco di Trento in ALP, nº 43, novembre 1988, p. 59.
  10. ^ Gare - Bardonecchia, Arco e le altre in Rivista della Montagna, nº 113, novembre 1989, pp. 16-17.
  11. ^ Patrick Edlinger, sports.montagnes.free.fr. URL consultato il 17 novembre 2012.
  12. ^ Ellade Ossola, Le Alpi di Patrick Bérhault, dalla Slovenia alle Marittime, planetmountain.com, 18 luglio 2001. URL consultato il 17 novembre 2012.
  13. ^ (FR) Escalade : Patrick Edlinger est mort, ledauphine.com, 16 novembre 2012. URL consultato il 17 novembre 2012.
  14. ^ Jeff Achey, Dudley Chelton, Bob Godfrey, Climb!: The History of Rock Climbing in Colorado, The Mountaineers Books, 2002, p. 250.
  15. ^ Adieu Patrick Edlinger, planetmountain.com, 17 novembre 2012. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  16. ^ (EN) La Vie au bout des doigts in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  17. ^ (FR) 1984 - Meilleur Court-métrage documentaire, academie-cinema.org. URL consultato il 13 novembre 2012.
  18. ^ (EN) Opéra Vertical in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  19. ^ (EN) Les Loups entre eux in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Patrick Edlinger, Verdon: opéra vertical, Arthaud, 1983, ISBN 978-2-7003-0435-0.
  • Patrick Edlinger, Alain Ferrand, Jean-François Lemoine, Grimper: Pratique et plaisir de l'escalade, Arthaud, 1985, ISBN 978-2-7003-0502-9.
  • Rivista della Montagna - N.68 aprile 1985, pp. 146-153 - Intervista a Patrick Edlinger di Jean-Michel Asselin
  • Patrick Edlinger, Gérard Kosicki, Rock games: escalades aux USA, Arthaud, 1986, ISBN 978-2-7003-0569-2.
  • Heinz Zak, Rock stars: the world's best free climbers, Cordee, 1996, ISBN 978-3-7633-7044-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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