Paternità
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Nell'accezione comune primaria paternità indica la condizione di padre, di colui, cioè, che nell'atto sessuale con la donna crea un nuovo essere umano, con il quale egli intrattiene un rapporto giuridico/affettivo unico e privilegiato.
Da questo concetto di paternità biologica derivano quelli di paternità adottiva, spirituale, ecc..
Secondo una visione antropologica evoluzionista, il concetto di paternità è una costruzione culturale della specie umana, a seguito della rivoluzionaria scoperta che è lo sperma dell'uomo a fecondare la donna e a renderla madre. Agli inizi dello sviluppo umano, così come anche nei parenti biologici più vicini (scimpanzé e bonobo), i maschi non presentano alcun legame di "paternità".[1][2] Secondo gli studi di Giuditta Lo Russo, la paternità è stata creata culturalmente per attribuire un ruolo agli uomini nella procreazione.
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[modifica] Scoperta della paternità
Se la scoperta del fuoco fu importante per l’umanità, non da meno fu la scoperta della paternità: tutte le più importanti culture a noi note, infatti, la presuppongono, come del resto quella del fuoco.
La scoperta della paternità ebbe luogo in un periodo storico per il quale le fonti sono assai scarse, ma i pochi studiosi che se ne sono occupati sono comunque riusciti a tratteggiarla in modo sufficiente.
La relazione fra atto sessuale e procreazione è di natura sperimentale e non di evidenza immediata. Il concepimento, infatti, non è assolutamente osservabile, al contrario del parto, che è del tutto manifesto e visibile. Il lungo lasso di tempo, poi, che intercorre fra il primo ed il secondo non contribuisce certo ad evidenziare il loro legame, ma rende, al contrario, ancora più difficile ipotizzare una loro qualsiasi relazione. Per millenni, quindi, gli esseri umani ignorarono che era l’uomo a fecondare la donna, la quale sembrava dunque essere l’unica detentrice della capacità di procreare. Se, quindi, l’uomo era indispensabile nel provvedere alla sopravvivenza ed alla difesa del gruppo, era tuttavia la donna che, creando nuovi individui, lo incrementava e lo reintegrava; e si conquistava in tal modo un ruolo di primaria, indiscussa importanza.
Tale situazione si protrasse molto probabilmente per tutto il paleolitico, come le famose "veneri steatopigie" secondo alcuni studiosi sembrano dimostrare. Con l’avvento del neolitico nacquero l’agricoltura e l’allevamento.
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Proprio quest’ultimo, pare, fu causa di riflessioni che poco a poco condussero probabilmente la donna, che più dell’uomo si occupava degli animali addomesticati, alla scoperta della funzione procreativa del rapporto sessuale fra maschio e femmina[3].
In una società in cui la sessualità, mero piacere e coagulante sociale, non era colpita da nessun tabù, quella scoperta provocò indubbiamente reazioni sconvolgenti[4], non solo per quanto concerne la normativa della sessualità stessa, ma anche per l’intero assetto politico, sociale ed economico. I tempi per arrivare ad una sufficiente certezza del meccanismo del concepimento saranno stati certamente lunghissimi, ma inarrestabili i conseguenti mutamenti che pian piano portarono al modello di società patriarcale che, con sfumature e tempi diversi, si impose a quasi tutta l’umanità. Tale modello è ancor oggi quello dominante: esso è fondato sulla esaltante conquista del titolo di “creatore” da parte dell’uomo[5]. Il quale, liberandosi in tal modo dalle frustrazioni dovute all’assoggettamento secolare all’unica “creatrice”, la donna, operò in modo tale da configurare una società volta esclusivamente alla conquista del primato assoluto dell’uomo sulla donna. E, naturalmente, sugli altri uomini dal lui “creati”, i figli. Un illuminante esempio di quanto detto lo troviamo nella tragedia di Eschilo intitolata Le Eumenidi: alla corifea delle Erinni, che accusa il matricida Oreste di aver versato il suo stesso sangue, Apollo risponde che ciò non è affatto vero, perché la madre è solo la nutrice e non la genitrice del figlio, il cui sangue è solo quello del padre che è il vero, unico genitore. La tesi viene accolta dai giudici e Oreste viene assolto. L’estrema tesi di Apollo non tutti l’adottarono, neppure ad Atene. Laddove vigente, fu poi via via abbandonata quando le conoscenze scientifiche relative alla procreazione migliorarono. Ma è pur vero che tale tesi sussiste ancor oggi in culture non proprio di secondo piano: notoriamente in alcune culture del mondo islamico.
La scoperta della paternità non determinò solo l’imporsi della patrilinearità a scapito della matrilinearità, patrilinearità che determinò l’emergere dei modelli familiari tuttora in vigore, ma provocò anche la sacralizzazione dell’atto sessuale, che venne ben presto regolato da una ferrea normativa. La quale, cancellando la totale libertà del passato, finì con il condannare e proibire qualsiasi forma di attività sessuale che non portasse alla fecondazione della donna. La scoperta della paternità, inoltre, rendendo l’uomo indiscusso padrone delle donne e dei figli, portò, in sinergia con la stanzialità sviluppatasi nel neolitico, alla nascita e all’imporsi di forme di proprietà privata, prima sconosciute, e al diffondersi delle guerre necessarie al loro mantenimento.
[modifica] Ricerca della paternità
Nella Medicina legale la ricerca della paternità è un processo tipico della prassi medico-legale. La legge che riforma questo istituto (Legge n. 151 del 1975 permette di effettuarla pressoché in qualsiasi caso a patto che non contrasti con particolari situazioni come concepimento incestuoso o stato di figlio illegittimo. La prassi è stata rivoluzionata dall'avvento dell'analisi del DNA e di quello dei caratteri ematologici. Il metodo utilizzato negli accertamenti ematologici consiste nella ricerca nei tre soggetti (padre presunto, madre e figlio) del numero più elevato possibile di marcatori genetici, qualora nessuno di questi marcatori venga escluso, è possibile un calcolo probabilistico della paternità. Tali calcoli vengono effettuati per stabilire quale verosimiglianza presenti l'ipotesi che un soggetto sia padre di un altro, avendo cura dei marcatori paterni presenti anche nella madre e nel figlio, e della frequenza con cui questi si presentano nella popolazione alla quale gli individui esaminati appartengono.
Con tale ricerca si può raggiungere una approssimazione altissima pari al 99,9%. Di recente la possibilità di studiare la struttura del genoma cellulare, la scoperta e l'applicazione pratica del cosiddetto fingerprinting del DNA, scisso con enzimi, hanno evidenziato numerosi loci del genoma dotati di estrema variabilità. Questa caratteristica di piccole combinazioni uniche per ogni individuo e trasmesse secondo le Leggi di Mendel è utilizzata nella ricerca della paternità per una più alta probabilità di riuscita.
[modifica] Note
- ^ Maurice Godelier, Métamorphoses de la parenté, 2004
- ^ New Left Review - Jack Goody: The Labyrinth of Kinship. URL consultato il 2007-07-24.
- ^ Jacques Dupuis, Storia della paternità, Edizioni Tranchida, 1996
- ^ Margaret Mead, "Maschio e femmina",Mondadori,1991
- ^ Rosalind Miles,"Chi ha cucinato l'ultima cena?", Elliot, 2009
[modifica] Bibliografia
- Jacques Dupuis, Storia della paternità, Edizioni Tranchida, 1996
- Philippe Ariès, Padri e figli nell'Europa medievale e moderna, Laterza, 1994.
- Giuditta Lo Russo, Uomini e Padri. L'oscura questione maschile, Roma, Edizioni Borla, 1995 [1]
- Luigi Zoja, Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri, Torino, 2000
- Pierre Moussa,"Notre aventure humaine", Grasset, 2005
- Jacques Attali, "Amori",Fazi Editore, 2008
- George J. Frazer, "Il ramo d’oro", Newton, 1992
- Margaret Mead, "Maschio e femmina", Mondadori, 1991
- Jean Markale,"La femme Celte/Women of the Celts", Paris, London, New York, 1972)
- Rosalind Miles, "Chi ha cucinato l'ultima cena", Elliot,2009
[modifica] Collegamenti esterni
- Bibliografia sulla paternità
- Istituto di studi sulla paternità
- Biblioteca dell'Istituto di Studi sulla paternità
- Padri e paternità in Italia
- Documento Italiano per il Padre (testo e adesioni)
- La paternità nelle separazioni familiari
- www.paternita.info un portale sulla paternita'

