Oxalis tuberosa

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Oxalis tuberosa
Oca.jpg
Tuberi di Oxalis tuberosa
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Oxalidales
Famiglia Oxalidaceae
Genere Oxalis
Specie O. tuberosa
Nomenclatura binomiale
Oxalis tuberosa
Molina
Nomi comuni

Oca

L'Ossalide tuberosa (Oxalis tuberosa, Molina) è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Oxalidaceae. Conosciuta con il nome di Oca, con cui è chiamata anche la sua radice, un tubero commestibile, è coltivata nella zona andina dell'America meridionale, generalmente ad un'altitudine compresa tra i 3.000 e i 3.900 m slm.

Anche le foglie ed i giovani germogli sono commestibili come verdura fresca.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il suo nome deriva da quello della lingua quechua "uqa", ma è conosciuta in ambiente andino con una serie di altri nomi: apiha, apiña, apilla, kawi (in aymara), lamaki (in kallawalla), timbo, quiba, papa roja o huisisai.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Introdotta in Europa nel 1830 come competitore della patata ed in Nuova Zelanda fin da 1860, è diventata popolare solo in Nuova Zelanda sotto il nome di Igname della Nuova Zelanda (Yam) ed è in quel paese una verdura comune. In Europa non ha trovato le condizioni adatte per la coltivazione.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

L'Oca è uno dei raccolti più importanti degli altopiani andini, secondo soltanto alla patata. Il suo successo deriva dalla agevole conservazione dei tuberi, la notevole tolleranza ai suoli poveri, al clima difficile, e la facilità di propagazione.

La coltivazione dell'Oca è comunque particolare e difficoltosa se non sono rispettate alcune condizioni. L'Oca ha bisogno di un periodo di crescita molto lungo (sei-otto mesi), inoltre la maturazione dei tuberi è legata alle ore di illuminazione diurna, (fotoperiodo) cioè la maturazione si ha solo quando le giornate si accorciano nel brevissimo periodo "invernale". Nella maggior parte dei climi cosiddetti temperati l'autunno è precoce, si ha infatti l'avvento della stagione fredda di solito dopo soli cinque-sei mesi di clima tiepido-caldo, dopo un così breve periodo di vegetazione l'accumulo di sostanze nutritive è insufficiente ad una buona formazione dei tuberi.

Edibilità[modifica | modifica sorgente]

Tuberi di Oca.

Il sapore del tubero è un po' piccante ed acidulo e la struttura varia dal croccante (come la carota) se poco cotto, ad una consistenza pastosa e farinosa se ben cucinato. La tonalità acida è data dagli ossalati contenuti, come in tutte le Oxalidaceae, in comune con altre famiglie botaniche.

Le varietà originarie andine (esiste una notevole varietà di cloni) hanno tuberi di diversa forma e colore, dal giallo al viola. Le varietà coltivate in Nuova Zelanda hanno segregato caratteristiche più uniformi, ad esempio il colore rosa carneo.

L'Oca è notevolmente ricca in ossalati (derivati dell'acido ossalico, che conferiscono il tipico sapore acidulo ai tuberi ed alle foglie). I metodi andini tradizionali della preparazione dei cibi con l'Oca curano la riduzione a livelli accettabili di tali composti, che in elevata concentrazione sono tossici. Ciò tradizionalmente si ottiene con l'esposizione dei tuberi alla luce solare, tale pratica riduce il sapore acido ed incrementa quello dolce: Le cultivar selezionate recentemente contengono minori quantità di acido, e sono meno legate a problemi di foto-periodo.

La preparazione tradizionale dei tuberi è mediante semplice cottura o frittura. Nelle regioni di origine l'Oca è adoperata per la preparazione di minestre, come cibo diretto o come guarnitura ad altri cibi, esattamente come le patate.
Può anche essere utilizzato come dolce.
L'Oca è adoperata direttamente in Messico come cibo caldo, aromatizzato con sale, limone e pepe.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • W. Franke: Nutzpflanzenkunde, Stuttgart 1985
  • H. Marzell: Morphologie der Nutzpflanzen, Heidelberg 1970
  • Simon Hickmott: Growing Unusual Vegetables, Ecological Books 1999 ISBN 1-899233-11-3
  • Ben-Erik van Wyk: Food Plants of the World, Timber Press 2005 ISBN 978-0-88192-743-6
  • B.R. Trognitz & M. Hermann: Inheritance of tristyly in Oxalis tuberosa (Oxalidaceae), Heredity 86(5): 564-573, 2001
  • Eve Emshwiller & Jeff J. Doyle: Origins of domestication and polyploidy in oca (Oxalis Tuberosa: Oxalidaceae). 2. Chloroplast-expressed glutamine synthetase data, American Journal of Botany 89:1042-1056, 2002
  • Eve Emshwiller: Biogeography of the Oxalis tuberosa Alliance, The Botanical Review 68(1): 128–152, 2002
  • Daniel de Azkue & Arturo Martínez: Chromosome number of theOxalis tuberosa alliance (Oxalidaceae), Plant Systematics and Evolution 169(1-2): 25-29, 1990

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