Operazione Wunderland

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Operazione Wunderland
Mappa con la rotta delle squadre navali
Mappa con la rotta delle squadre navali
Data 16 agosto - 5 ottobre 1942
Luogo Mare di Barents e mar di Kara
Esito Vittoria tedesca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Perdite
nessuna
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L'operazione Wunderland, in tedesco "Unternehmen Wunderland" (« paese delle meraviglie ») è il nome in codice di una operazione militare della Kriegsmarine tedesca durante la seconda guerra mondiale, avvenuta nell'estate del 1942, sulla rotta marittima del Nord, nelle acque dell'oceano Artico.

I tedeschi sapevano che numerose navi della marina sovietica trovavano rifugio nel mare di Kara in quanto nella regione era presente una costante calotta di ghiaccio, presente per 10 mesi l'anno. L'« operazione Wunderland », che si sviluppò dal 16 agosto al 5 ottobre 1942, prevedeva la penetrazione nel mar di Kara durante l'estate (mare che risulta normalmente navigabile in tale periodo) con l'obiettivo di distruggere il maggior numero possibile di navi sovietiche.

Il 16 agosto 1942 l' incrociatore Admiral Scheer, sotto il comando del Kommodore Wilhelm Meendsen-Bohlken salpava da Narvik ed entrava nel mare di Barents. Era accompagnata da 2 U-Boot: U-601 (comandata dal comandante Grau) e dall' U-251 (comandato dal tenente di vascello Timm) e da tre cacciatorpediniere: il Z 16 ''Friedrich Eckoldt'', il Z 15 ''Erich Steinbrinck'' e il Z 4 ''Richard Beitzen''.

L'operazione Wunderland ebbe in conclusione un modesto successo. In ragione delle pessime condizioni meteorologiche e dell'abbondanza di ghiacci, le navi tedesche non si avventurarono oltre lo stretto di Vilkitski, situata a nord della penisola di Taïmyr. Quindi, la campagna della Kriegsmarine venne effettuata soltanto nelle acque del mare di Barents e nel mare di Kara.

Conclusione[modifica | modifica wikitesto]

La flottiglia tedesca causò l'affondamento del rompighiaccio Sibiryakov e di altre 5 navi da carico, il danneggiamento di due navi da carico e di due cannoniere e il danneggiamento o la distruzione di alcune installazioni a Dikson (Ди́ксон), Uedinenija (Oстров Уединения), Capo Zhelaniya e Hodovarikha (Ходовариха).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Stephen G. Hyslop, John Newton e Henry Woodhead, Il Terzo Reich - Guerra sul mare, Hobby & Work, 1993, ISBN 88-7133-047-1