Operazione Source

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Operazione Source
Data 20 - 22 settembre 1943
Luogo Kåfjord, nei pressi di Alta
Esito Vittoria britannica
Schieramenti
Perdite
1 nave da battaglia gravemente danneggiata 4 minisottomarini affondati
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L'operazione Source venne messa in atto dagli Alleati il 20 settembre 1943 per affondare o rendere inutilizzabile la nave da battaglia tedesca Tirpitz, l'incrociatore da battaglia Scharnhorst e l'incrociatore Lützow.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Per l'inizio del 1943 lo scontro tra convogli alleati e forze aeronavali tedesche iniziò a spostarsi a favore dei primi: scorte più numerose e nuovi strumenti di lotta anti-sommergibili, unitamente al sempre più frequente appoggio aereo dato dai velivoli imbarcati sulle portaerei di scorta o dai bombardieri a lungo raggio fecero crollare sensibilmente le perdite che gli U-Boot erano in grado di infliggere; nei primi due mesi del 1943 ben 59 mercantili dei convogli JW 51, JW 52 e JW 53 riuscirono a raggiungere i porti sovietici al prezzo di soli quattro mercantili affondati[1], anche se a metà marzo il comando britannico sospese ulteriori invii dopo che la ricognizione segnalò il concentramento a Narvik di una potente squadra di superficie tedesca con la Tirpitz, lo Scharnhorst e il Lützow[2]. A corto di bersagli, la Kriegsmarine organizzò per i primi di agosto l'operazione Wunderland II, inviando nuovamente un gruppo di U-Boot nel mare di Kara: in attacchi con siluri e mine quattro sommergibili affondarono altrettanti cargo sovietici, un risultato al di sotto delle aspettative[3].

L'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Gli Alleati successivamente cercarono in vari modi di mettere fuori gioco la Tirpitz, denominata dai norvegesi "La regina solitaria del Nord" ("Den ensomme Nordens Dronning")[4], che costituiva una costante minaccia ai convogli artici, e la attaccarono nella sua base di Kåfjord, nei pressi di Alta nell'estremo nord della Norvegia; l'operazione Source lanciata il 20 settembre 1943 venne condotta da sei minisottomarini di classe X ed aveva come bersaglio oltre alla Tirpitz anche la Scharnhost e la Lutzow, da attaccare con cariche esplosive poste a contatto subacqueo; solo la Tirpitz venne raggiunta ed attaccata da due sottomarini sui tre ad essa destinati, HMS X6 e X7, mentre l'X5 venne colpito durante l'avvicinamento; la nave imbarcò 1400 t di acqua restando apparentemente operativa[5]; in realtà la nave non poté muoversi fino all'aprile 1944 per i gravissimi danni e non effettuò più missioni di guerra fino al suo affondamento. Due altri minisub, HMS X9 e X10, mossero verso gli ormeggi dello Scharnhost ma non lo trovarono agli ormeggi ed abbandonarono l'operazione; l'X 10 tornò al sottomarino madre con problemi meccanici. L'ultimo cercò di attaccare il Lutzow ma incontrò seri problemi con le sue cariche di demolizione e le lanciò prematuramente, ma detonarono danneggiando irrimediabilmente il battello che dovette essere abbandonato. I comandanti dell'X 6 e dell X 7 vennero insigniti della Victoria Cross.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Faggioni-Rosselli 2010, p. 290.
  2. ^ Rohwer, Jürgen; Gerhard Hummelchen, Chronology of the War at Sea 1939–1945, Annapolis, Naval Institute Press, 1992, p. 195. ISBN 1-55750-105-X.
  3. ^ Faggioni-Rosselli 2010, p. 214.
  4. ^ La tirpitz su militaryfactory.com. URL consultato il 7 luglio 2013.
  5. ^ The London Gazette: (Supplement) no. 36390. pp. 901–902 10 settembre 1943. URL consultato il 5 luglio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]