Ngô Đình Lệ Quyên

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Ngô Đình Lệ Quyên (Saigon, 26 luglio 1959Roma, 16 aprile 2012) è stata una giurista vietnamita.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ultima dei quattro figli di Madame Nhu e di Ngô Đình Nhu, fratello e consigliere del presidente della Vietnam del Sud Ngô Đình Diệm, all'età di quattro anni, in seguito al colpo di stato del 1 e 2 novembre 1963 nel quale il padre e lo zio vennero assassinati, dovette lasciare il paese per arrivare a Roma, accompagnata dai due fratelli. In quei giorni la madre e la sorella stavano compiendo un viaggio diplomatico negli Stati Uniti d'America per conto del governo vietnamita.

Riunitasi in seguito alla famiglia a Roma, si trasferì a Parigi dove visse per due anni prima del ritorno nella capitale italiana. A Roma frequentò dalle elementari alle superiori l'Istituto cattolico della suore di Nevers, ricevendo una profonda educazione cattolica. Nel 1978 conseguì la maturità al liceo classico con il massimo dei voti. Si laureò in legge presso l'università di Roma “La Sapienza”. Nella sua tesi approfondì “Il problema del Việt-Nam nella conferenza di Ginevra del 1954”. Nel frattempo frequentò il corso biennale di Teologia Mariana alla pontificia Università “Marianum” di Roma.

Nel 1969 fu tra i primi stranieri a ricevere lo status di rifugiato politico in Italia. Rimase rifugiata politica per 39 anni, fino al 24 aprile 2008 quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le conferì la cittadinanza italiana “in presenza di eccezionale interesse per lo Stato”

Carriera professionale[modifica | modifica sorgente]

Dal 1989, prima presso l'Istituto di Diritto Pubblico della Facoltà di Economia dei Trasporti e del Commercio Internazionale dell’Università Navale di Napoli e poi presso il Dipartimento di Teoria dello Stato della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università 'La Sapienza' di Roma, sotto la guida della professoressa di Diritto Internazionale Maria Rita Saulle, iniziò l’attività di ricerca nel campo dei diritti umani, asilo e migrazioni, legislazione comunitaria ed internazionale, organizzazione internazionale.

Poiché rifiutò sempre di lasciare la cittadinanza vietnamita per assumere quella italiana, non poté mai partecipare ai concorsi universitari, non essendo cittadina italiana.

Nonostante ciò, non cessò mai la sua attività come esperta di diritto internazionale: diresse diverse corsi di specializzazione professionale e tenne varie lezioni all’interno del master in Tutela internazionale dei diritti umani presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma “La Sapienza” (dalla istituzione del master nel 2001 fino al 2012).

Nel novembre 1992, presentata a don Luigi Di Liegro direttore della Caritas di Roma, dalla professoressa Saulle, iniziò la sua attività nell'organizzazione come coordinatrice del Centro di Ascolto per Immigrati della Caritas di Roma, il più grande e strutturato osservatorio della immigrazione operante nel settore del volontariato (più di 185.000 dossier di cittadini stranieri registrati dal 1981 ed in rappresentanza di 146 paesi).

Nel dicembre 1996 venne chiamata ad essere la responsabile dell’Area Immigrati della Caritas diocesana di Roma ed a coordinare e gestire i vari servizi destinati agli stranieri immigrati (centri ascolto, centri di accoglienza per donne, uomini, famiglie ed asili nido). In questa ruolo interagì costantemente con le istituzioni pubbliche a livello locale, nazionale ed internazionale.

Nel 2000 fu membro del Comitato Ecclesiale italiano per la remissione del debito internazionale dei Paesi poveri.

Come risultato della sua brillante attività nel campo, fu coinvolta nell’ambito della Caritas Italiana nella creazione di un sistema nazionale di accoglienza che diede in seguito vita al Programma Nazionale Asilo – PNA (il quale divenne nel 2002 il Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati – SPRAR), in collaborazione con il Ministero degli Interni, UNHCR, ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani).

In questo contesto, fu attiva in numerosi progetti collegati:

  • 2000-2007: “Progetto Rifugiati”, finalizzato alla promozione ed al coordinamento di attività relative all’Asilo di 46 Diocesi della Caritas operanti nel settore dei rifugiati
  • 2002: coordinamento dei laboratori cittadini in materia di immigrazione e asilo per il Piano Regolatore Sociale di Roma
  • 2003: “Progetto Asilo”: mirato alla formazione ed aggiornamento delle Caritas Diocesane aderenti al Coordinamento Nazionale Asilo – PNA
  • 2003: coordinatrice del progetto “Immigrazione, Asilo e Tratta”, che produsse ricerche di diritto comparato sulla convenzione dell’ONU, sui diritti dei lavoratori migranti e le loro famiglie, con particolare attenzione alla prevenzione della tratta delle donne in Ucraina (in convenzione con il Ministero degli Interni italiano)
  • 2005-2007: Progetti “IntegRARsi” e “Meta”, all’interno del programma europeo “Equal”, con la sperimentazione di nuovi modi per facilitare l’accesso dei rifugiati al mercato del lavoro.
  • Gennaio 2005 – settembre 2009: membro della Commissione Migrazioni di Caritas Europa, una confederazione composta da 48 organizzazioni di 44 paesi. Tra le attività svolte in questo ambito ci furono l'elaborazione di un “position paper” ed interventi in incontri a livello europeo sui “sans papiers” nonché l'organizzazione e la partecipazione alla Commissione Migrazioni, Forum sulla migrazione, corsi di formazione in collaborazione con UNHCR, studi nel campo della migrazioni ed incontri istituzionali con la “Trojka” e la presidenza della Commissione Europea di turno.
  • Gennaio 2008- settembre 2009: la Commissione Migrazione della Caritas Europa la elesse come proprio Presidente.
  • Nel marzo 2009, Caritas Italiana fece pressione su Caritas Europa affinché le ritirasse il mandato. La collaborazione con Caritas Italiana terminò pochi mesi dopo.
  • Giugno 2006 – Gennaio 2007: fu membro della commissione ministeriale sui CPT (creata dal ministro degli interni on. Giuliano Amato e presieduta dall’ambasciatore Staffan de Mistura) che aveva lo scopo di visitare tutti i Centri di assistenza e detenzione temporanea, i centri di identificazione ed i centri di prima accoglienza al fine di analizzare il funzionamento delle strutture destinate alla detenzione temporanea ed alla assistenza degli immigrati irregolari ed alla ospitalità dei richiedenti asilo. L’attività della commissione terminò con la stesura di linee guida presentate al Ministero degli Interni e successivamente utilizzate per l’elaborazione di un nuovo progetto di legge sulla immigrazione.
  • Giugno 2009: venne eletta presidente della sezione italiana della AWR – “Associazione per lo studio del problema mondiale dei rifugiati”, con status consultivo presso le Nazioni Unite ed il Consiglio d'Europa.
  • Ottobre 2010: venne eletta vicepresidente della AWR Internazionale.
  • 2010-2012: continuò la sua attività nella Caritas diocesana Roma, con ottimi risultati nella gestione dei progetti FER[1] (European Fund for Refugees). Le sue iniziative per l'integrazione sociale dei rifugiati e la sua attività di ricerca sull’Asilo furono molto apprezzati e lodati dalla Commissione Europea (EC).

Morte[modifica | modifica sorgente]

Il 16 aprile 2012, morì a Roma in un incidente stradale[2][3].

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

  • “We try to support people who can’t get by on their own, however, even though we want to help people who are vulnerable, we don’t want to create a dependence. There has to be a sense of responsibility and empowerment.”
. . . traduzione da Google:
"Cerchiamo di sostenere le persone che non possono ottenere da soli, tuttavia, anche se vogliamo aiutare le persone che sono vulnerabili, non vogliamo creare una dipendenza. Ci deve essere un senso di responsabilità e responsabilizzazione. "
  • “Women who go to live and work with families can be at risk of sexual violence, also, they may put up with certain behaviours and attitudes because they are scared of losing their jobs.”
. . . traduzione da Google:
"Le donne che vanno a vivere e lavorare con le famiglie possono essere a rischio di violenza sessuale, inoltre, possono messo su con certi comportamenti e atteggiamenti, perché hanno paura di perdere il lavoro."

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

La République du Việt-Nam et les Ngô Đình" Ngô Đình Quynh, Ngô Đình Lệ Quyên(+), Jaqueline Willemetz, L'Harmattan, Paris 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fondo Europeo per i Rifugiati | http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/asilo/sottotema010.html
  2. ^ Addio a Lệ Quyên Ngô Đình, responsabile immigrazione della Caritas di Roma
  3. ^ fotografia del luogo dell'incidente|http://hncgroup2012.files.wordpress.com/2012/04/5-le-quyen-1.jpg

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

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