Monumento a Dante a Trento

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Monumento a Dante
Monumento a Dante
Autore Cesare Zocchi
Data 1891 - 1896
Materiale bronzo
Dimensioni 176 cm × 132 cm × 521 cm
Ubicazione Piazza Dante, Trento

Il Monumento a Dante di Trento è un gruppo scultoreo dedicato a Dante Alighieri, opera dell'artista fiorentino Cesare Zocchi, situato nel parco antistante la stazione ferroviaria. Fu realizzato come simbolo della lingua italiana e dell'italianità della città nel 1896 allorché il Trentino (conosciuto allora come "Tirolo Italiano" o Welschtirol) era territorio della Contea del Tirolo, nell'Impero austro-ungarico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gugliemo Ranzi ebbe l'idea di un Monumento a Dante già nel 1886, in occasione della fondazione della società Pro Patria a Rovereto,[1] allora sotto l'amministrazione austro-ungarica, ma poi l'abbandonò.[2] Nel 1889 a Bolzano fu eretta una statua al poeta tedesco Walther von der Vogelweide come simbolo della cultura germanica della città e Ranzi ripropose l'idea, questa volta ottenendo l'appoggio del Podestà di Trento Paolo Oss Mazzurana e dell'ingegnere Annibale Apollonio di costruire la statua come simbolo dell'identità linguistica di Trento e del Tirolo italiano. Nell'ottica dell'impero austro-ungarico, quale entità multietnica, il Monumento a Dante aveva un forte valore simbolico; stava cioè ad indicare la convivenza pacifica della lingua italiana e tedesca nella Contea del Tirolo, una terra da sempre trilingue (oltre all'italiano e al tedesco si parla anche il ladino), la cui popolazione però era particolarmente fedele e legata alla Casa d'Asburgo[3].

Venne quindi creato un comitato per raccogliere i fondi. Nonostante i dubbi sui risvolti irredentistici del progetto le autorità imperiali hanno collaborato perché si trattava di un monumento simbolico per la città di lingua italiana del Tirolo e dell'Impero. Il fondo di 11.000 fiorini per l'isolamento del Duomo di Trento, costituito presso in precedenza da don Giuseppe Grazioli fu devoluto per la costruzione dell'opera. Il comune cedette gratuitamente il terreno necessario e altri 10.000 fiorini. Gli elenchi dei donatori venivano pubblicati dai giornali locali e le offerte giunsero numerose, da privati cittadini, da Comuni trentini e da numerose città italiane a causa delle relazioni di alcuni idealizzatori del monumento con la Carboneria. Il roveretano Ignazio Puecher Passavalli, che viveva a Foggia, scrisse l'ode Un monumento a Dante Alighieri nella città di Trento, di ispirazione irredentista. Visti questi sviluppi il commissario di polizia austriaco propose ai superiori di vietare la costruzione del monumento ma il ministro degli Interni rifiutò.

All'inizio del 1891 il comitato emanò il bando di concorso, chiedendo la presentazione di progetti per il monumento. Al fine di valutare il gran numero di bozzetti pervenuti (circa 42), si decise di istituire una commissione di cui facevano parte gli artisti Ettore Ferrari, Ercole Rosa, Luca Beltrami, Eleuterio Pagliano, Bartolomeo Bezzi; l'ing. Annibale Apollonio e il podestà Paolo Oss Mazzurana, il cav. Vincenzo Lutti, l'avv. Carlo Dordi e Guglielmo Ranzi per il comitato. Dopo una lunga selezione rimasero in gara tre bozzetti: Conca d'oro di Ettore Ximenes, Tanto nomini nullum par elogium di Giuseppe Grandi e Ghibellino di Cesare Zocchi. Quello dello Ximenes venne giudicato essere il più rispondente al programma del concorso, ma si ritenne che nessuno dei tre fosse pronto per la posa in opera e si richiese ai tre autori di realizzare un secondo bozzetto. Il secondo bozzetto di Grandi venne escluso perché piuttosto esoso, superando il limite delle 125.000 lire. Venne infine scelto il bozzetto dello Zocchi, che però dovette apportare alcune modifiche.[4]

La "pietra fondamentale" fu posata il 20 aprile 1893 con incise le parole:

Pietra fondamentale del Monumento dei Tridentini a Dante Alighieri.

Mostrò ciò che potea la lingua nostra.

XX APR MDCCCXCIII

La Società degli Studenti trentini organizzò per il 6 settembre 1896 delle conferenze in varie località del Trentino per spiegare il significato dell'opera, fra gli oratori Cesare Battisti. L'inaugurazione avvenne l'11 ottobre 1896, in una giornata uggiosa. La mattina vennero deposte delle corone di fiori al cimitero di Trento sulle tombe di don Giuseppe Grazioli, Carlo Dordi e Paolo Oss Mazzurana, promotori dell'opera scomparsi prima di vederla realizzata. Tennero dei discorsi il presidente del Comitato per l'erezione del monumento a Dante Guglielmo Ranzi e il Podestà di Trento Antonio Tambosi. Giovanni Peterlongo, allora direttore del magistrato della città, lesse l'atto di consegna ufficiale. Antonio Piscel a nome dei socialisti trentini tenne un discorso su "Dante e il socialismo". Giosuè Carducci dedicò una poesia all'evento.[5] La sera al Teatro Sociale ci fu un concerto al quale parteciparono musicisti della Scala di Milano.

Il monumento a Dante, mentre si stava preparando i ponteggi e i sacchetti di sabbia per l'esposizione di Lara Favaretto.

Nel 1996 in occasione del centenario il Museo Storico in Trento ha organizzato una mostra, inaugurata l'11 ottobre.[6]

Nel 2009 l'artista Lara Favaretto di Treviso ha realizzato, per conto della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, in occasione dei 20 anni della stessa, una installazione dal titolo “Momentary Monument”, che consiste in migliaia di sacchetti di sabbia, sorretti da ponteggi, che circondano la statua. Scopo dell'opera, del costo di 160.000 euro, è portare l'attenzione sul monumento e sul suo significato.[7][8] Il 6 ottobre 2009 l'opera è collassata ponendo dei dubbi sulla correttezza dei calcoli statici, che prevedevano la possibilità che la struttura arrivasse ad otto metri di altezza. Sebbene l'autrice gridi al sabotaggio, sembra probabile si sia trattato di cedimento strutturale.[9] A inizio 2010 la struttura temporanea è stata smantellata.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La base è realizzata in granito carnicino di Predazzo, le statue sono di bronzo con evidenti risvolti allegorici. Al livello inferiore è rappresentato l'Inferno, con Minosse, giudice dei dannati, al quale è sotteso il concetto di "giustizia"[10], seduto su un drago. La statua è un'evidente citazione del pensatore di Rodin.
Al secondo livello il Purgatorio: Dante e Virgilio sono rappresentati mentre incontrano anime espianti: Sordello da Goito che indica l'amor di Patria[10], i superbi, (gli uomini che portano dei massi sulle spalle) (Canto XI), gli invidiosi (Canto XV) (l'uomo cerca di coprirsi gli occhi con le mani, perché l'invidia acceca), gli oziosi, seduti ad attendere[11]. Due anime hanno già espiato e stanno per raggiungere il Paradiso. Nel Canto 20 della Divina Commedia, Dante citò il laco Benaco (il lago di Garda) e la terra di Tiralli (Tirolo) nei confini tra Italia e Lamagna (Germania) indicando, così, la posizione del Tirolo in quanto zona di incontri delle culture latina e germanica. Si propone anche che «Cesare Zocchi sintetizzava [...] i sentimenti dei trentini»[12]: l'ansia (l'uomo con i polpastrelli delle mani sulle gote), la speranza (la donna che prega con il viso rivolto verso i poeti) e la disperazione (l'uomo prono col braccio sinistro alzato)
Al terzo livello, appunto, il Paradiso, con Beatrice con le braccia distese che rappresenta l'/ideale[13] e gli angeli che ricordano la circulata melodia dei Beati[14].
In cima al monumento Dante è ritratto mentre avanza, con la mano sinistra regge un libro (presumibilmente la Divina Commedia), mentre il braccio destro è proteso a Nord nelle parole dello scultore «"come a proteggere ed animare i suoi figli"»;[15] secondo un'altra interpretazione (del periodo fascista) invece il gesto indicherebbe le Alpi, confine geografico dell'Italia.[16]

Iscrizioni[modifica | modifica sorgente]

Il monumento a Dante (di fronte)
Il monumento a Dante (lato sinistro)

Sul Monumento e attorno ad esso sono state incise numerose iscrizioni.[17] Sotto i piedi di Minosse:

Dante
MCCLXV - MCCCXXI

Ovvero gli anni di nascita e di morte (1265 - 1321) di Dante in numeri romani.

Alla base del monumento, sul lastricato, è incisa un'epigrafe dettata da Guglielmo Ranzi:

Inchiniamoci Italiani

Inchinatevi Stranieri
Deh! Rialziamoci

Affratellati nella giustizia

Sei degli otto lati del piedistallo compongono queste parole:

A Dante

Al padre il
Trentino
Col plauso
E l'aiuto della

Nazione

Un'epigrafe riporta la data dell'11 ottobre 1896, giorno dell'inaugurazione del Monumento:

Affermazione e simbolo

Del pensiero italiano
Questo monumento
Dalle genti Tridentine eretto
All'altissimo poeta
Veniva oggi affidato alla custodia
Del municipio di Trento

XI OTTOBRE MDCCCXCVI

Un'ulteriore epigrafe è stata apposta nel 1919, dopo l'occupazione e annessione del Trentino-Alto Adige/Südtirol all'Italia:

Le parole di consacrazione

Al poeta nazionale
Cancellate dall'Austriaco
La società nazionale
Dante Alighieri
Nuovamente incise
Celebrando la vittoria d'Italia

MCMXIX

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alessandro Cristofori, Editto di Claudio sulla concessione della cittadinanza agli Anauni (46 d.C.): Gli effetti della scoperta della Tabula Clesiana sul dibattito politico in Trentino nel 1800, www.telemaco.unibo.it. URL consultato il 4 maggio 2011.
  2. ^ In generale sulla storia del Monumento vedi: Sergio Benvenuti, La vicenda storica in Guido Lorenzi & Sergio Benvenuti, Il monumento a Dante a Trento - Storia e significati, Temi, 1992.
  3. ^ http://famiglietrentine.org/dev/sites/default/files/public/tirolo.pdf
  4. ^ Sul concorso vedi anche: Graziano Riccadonna, Paolo Oss Mazzurana. Il progresso al potere, Edizioni – U.C.T., Trento, 1996, pp. 91-97.
  5. ^ Vedi #Altri progetti.
  6. ^ Monumento a Dante: Trento 1896-1996. Mostra per il centenario, Fondazione Museo Storico del Trentino. URL consultato il 14-12-2008.
  7. ^ Il monumento a Dante sarà nascosto da migliaia di sacchetti di sabbia, Trentino, 25 settembre 2009. URL consultato il 5-10-2009.
  8. ^ La Galleria Civica svela il mistero coprire il monumento a Dante verrà a costare 160 mila euro, Trentino, 29 settembre 2009. URL consultato il 5-10-2009.
  9. ^ Installazione di Dante, crollata l'impalcatura, Trentino, 6 ottobre 2009. URL consultato il 7-20-2009.
  10. ^ a b PASSAMANI B., PACHER C. (1977) Trento, Temi, Trento, p.215
  11. ^ EMERT G.B. (1975) Monumenti di Trento, Saturnia, Trento, p.200; http://www.catinabib.it/files/TIC511-1888.jpg
  12. ^ PASSAMANI B., PACHER C. (1977) Trento, Temi, Trento, p.214
  13. ^ PASSAMANI B., PACHER C. (1977) Trento, Temi, Trento, p. 215
  14. ^ Rossaro A., Il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni, 1921, p. 44
  15. ^ Per una descrizione accompagnata dai passi della Divina Commedia raffigurati nella scultura vedi: Guido Lorenzi, La stanza dell'esule in Guido Lorenzi & Sergio Benvenuti, Il monumento a Dante a Trento - Storia e significati, Temi, 1992.
  16. ^ Aldo Gorfer, Trento Città del Concilio, Arca Edizioni, Lavis, 3ª ed., 2003, p. 318.
  17. ^ Tutte le iscrizioni sono riportate sul sito: Dante Alighieri, Chi era costui?. URL consultato il 15-12-2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corsini U., (1946) Dante: a cura della scuola tridentina celebrandosi il cinquantenario del monumento di Dante, Trento, Temi.
  • Lorenzi G., Benvenuti S., (1992) Il monumento a Dante a Trento - Storia e significati, Temi.
  • Riccadonna G., (1996) Paolo Oss Mazzurana. Il progresso al potere, Edizioni – U.C.T., Trento.
  • Rizzi G., (1931) Passeggiate trentine, Trento, Ardesi.
  • Rosa S., (1917) Il monumento a Dante, “Rivista mensile del Touring Club Italiano”, marzo, pp. 119–124.
  • Rossaro A., (1921) Il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni.
  • Stefenelli G., (1932) Guglielmo Ranzi e il monumento a Dante a Trento, Trento, Scotoni.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]